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Bye bye, movida?

[08/08/2022] IN COPERTINA

Bye bye, movida?

Saracinesche abbassate alle due di notte. Niente musica dopo la mezzanotte. Il Comune di Lecce detta i tempi alla movida estiva. L’ordinanza per i locali del capoluogo salentino è valida fino al 30 settembre. I commercianti insorgono, i residenti applaudono. Convivenza complicata tra le due fazioni autoctone, mentre i turisti assaltano la città. Senza fasce orarie. 

 

Locali chiusi entro le due di notte. A mezzanotte stop alla musica negli esercizi pubblici. È in vigore l’ordinanza firmata circa tre settimane fa dal sindaco di Lecce Carlo Salvemini che prevede, nel periodo estivo fino al 30 settembre, la chiusura anticipata e l’interruzione della musica in pub, pizzerie, ecc.

Da giorni la decisione fa discutere, non solo nel capoluogo salentino. Da un lato commercianti che si sentono penalizzati dopo due anni di pandemia e saracinesche abbassate; dall’altro l’esigenza di tutelare i residenti del centro storico alla ricerca di quiete e riposo. Palazzo Carafa difende la sua scelta, ricordando che l'ordinanza scaturisce dalla riunione del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica tenutasi in Prefettura il 15 giugno scorso, nella quale sono state rilevate gravi criticità di disturbo alla quiete pubblica in città con schiamazzi e rumori per i quali è stato ripetutamente richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Da qui, la richiesta da parte della Questura di disporre un’ordinanza sindacale. L’area individuata è grossomodo racchiusa nel seguente perimetro: viale Calasso, viale De Pietro, via San Francesco D'Assisi, via Felice Cavallotti, viale Otranto, viale Gallipoli, viale dell'Università oltre alla via Egidio Reale, viale Taranto, via Oronzo Quarta e via don Bosco. Coinvolte anche via Imperatore Adriano, via del Mare, viale Japigia, Via 95° Reggimento Fanteria oltre via Benedetto Croce e Piazza Partigiani. Non basterà nemmeno il cosiddetto “nulla osta acustico”, cioè il documento che attesta le emissioni sonore del locale in cui si svolge l’attività. A mezzanotte niente musica e suoni all’esterno dei locali. Per gli artisti di strada l’orario è ancora più stringente: divieto di utilizzo sulla pubblica via di amplificatore e percussioni già a partire dalle ore 23. I commercianti insorgono, come detto, ma il Comune tira dritto. Non è bastato un recente incontro in Prefettura (26 luglio) finalizzato alla mediazione tra Confcomercio, Comune, Confersercenti e Federimprese. L’ordinanza rimane quella e si va avanti. “Svuoterete il centro storico e ammazzerete il turismo”, accusano i commercianti. 

“Si va verso una maggiore vivibilità per tutti”, è la replica del Comune, che aggiunge: “L'obiettivo dell'Amministrazione è di collaborare con gli esercenti sensibilizzandoli al rispetto delle regole per raggiungere l'obiettivo di una città dove tutti possano avere il diritto di lavorare, divertirsi e riposare senza arrecare disturbo agli altri”. Nei giorni scorsi intanto è stato distribuito agli esercenti un vademecum delle regole in vigore su somministrazione di alcool e bevande, su tavolini e dehors, pulizia e decoro, musica e concerti. Ma la stretta non sembra destinata a fermarsi agli orari estivi: previsto per il centro storico il blocco di nuove aperture di bar e ristoranti per i prossimi due anni, il blocco dell’apertura di nuovi distributori automatici per i prossimi tre, e per quelli già esistenti il divieto di vendita di alcolici e superalcolici e l'obbligo di dotarsi di porte o presidio con personale. Bye bye, movida?



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