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Bollo auto: in Puglia lo pagano solo quattro automobilisti su dieci

[30/11/2018] PRIMO PIANO

Bollo auto: in Puglia lo pagano solo quattro automobilisti su dieci

Ammonta a 255 milioni all'anno la perdita per le casse della Regione Puglia che, tra solleciti e riscossioni coatte, riesce a recuperarne solo il 13% 

 
Gli italiani, a parte il compianto professor Tommaso Padoa Schioppa, non sono molto felici di pagare di pagare le tasse. E la tassa automobilistica, meglio nota come bollo auto, è certamente uno dei tributi più odiati dai nostri connazionali. Si tratta di una tassa legata alla proprietà del veicolo, da pagare sia che si percorrano decine di migliaia di chilometri in un anno, sia che il mezzo resti fermo in garage. Ma le tasse, in ogni caso, vanno pagate. 
Come sappiamo, il bollo auto è un tributo regionale e in Puglia sono solo quattro possessori di veicoli su dieci a pagare regolarmente, con una perdita di gettito fiscale non indifferente. Nel 2017 la nostra Regione ha perso circa 245 milioni di euro, incassandone solamente 255. Se tutti i contribuenti pagassero il dovuto, infatti, la Regione incasserebbe circa 500 milioni all'anno. Non è una novità, la situazione è nota da anni e in base agli ultimi dati la tendenza non va verso un miglioramento. Tutt'altro. Mediamente su 3 milioni di veicoli immatricolati in Puglia, solo 1,3 milioni sono in regola col pagamento. Gli altri circolano con il bollo scaduto o addirittura senza che sia mai stato pagato, nemmeno una volta. 
Se qualcuno pensa che questo fenomeno sia legato all'aumento della povertà o alla crisi economico-finanziaria degli ultimi anni, è fuori strada. Sicuramente per alcuni cittadini sarà così, ma non per la maggior parte degli automobilisti evasori. Dalla Regione, infatti, spiegano che si tratta in alcuni casi di sbadataggine, di dimenticanza del termine di scadenza per il pagamento, mentre in molti altri casi ci sarebbe una chiara volontà di evadere, sperando di poter sfuggire alle procedure di riscossione. 
Contro questa cattiva abitudine, già dal 2016 la dirigenza regionale ha annunciato l'adozione di diverse iniziative in grado di invertire la tendenza. La procedura per il recupero dei tributi evasi prevede come primo passo l'invio dell'avviso bonario, con cui il contribuente viene invitato a regolare la posizione. Se l'irregolarità persiste, si passa alla notifica dell'avviso di accertamento e, in caso di perdurante irregolarità, viene notificata la cartella di pagamento, per poi passare alla riscossione coatta. 
A partire dal 2017 l'Amministrazione regionale ha deciso di inviare una lettera di “cortesia” per ricordare agli automobilisti che ancora non hanno pagato, quali sono le scadenze annuali per il pagamento della tassa automobilistica. Ad oggi, tuttavia, i risultati non sono stati incoraggianti. Di tutta la somma evasa, si riesce a recuperare solo il 13%, vale a dire meno di 35 milioni di euro. Altre soluzioni sono allo studio da parte della Regione, sperando di poter aumentare sensibilmente il recupero delle somme evase. Si tratta certamente di una sfida importante per l'ente di via Capruzzi, dal momento che il bollo auto costituisce la tassa da cui la Regione trae il maggior gettito fiscale. Considerato lo stato dei conti pubblici, che costringe Stato, Regioni ed enti locali a continui taglia alla spesa, con diminuzione di servizi, il recupero di quelle entrate darebbe certamente una boccata d'ossigeno alle casse della Regione. Sentiamo spesso ripetere che la coperta è corta e che bisogna far quadrare i conti per non mandare in dissesto l'ente, ma questo si traduce in un peggioramento dei servizi pubblici, anche quelli qualificati come essenziali, come sanità e trasporti pubblici, in forte sofferenza, sulla cui gestione ha competenza la Regione. 
Bisognerà attendere alcuni mesi per sapere se nel 2018 la tendenza sarà confermata o se le nuove misure avranno portato qualche risultato.

Marcello Greco
 


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