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Attacco alla Torre

[08/02/2019] IN COPERTINA

Attacco alla Torre

A causa delle violente mareggiate dei giorni scorsi la spiaggia di Torre dell’Orso (marina di Melendugno) è quasi completamente scomparsa e sono ingenti i danni al lido L’Orsetta e alle scale di accesso all’arenile. In attesa che il mare “restituisca” spontaneamente la sabbia, i titolati del lido e Federbalneari Salento chiedono a gran voce interventi di ripascimento in tempi brevi 

 

La zona costiera delle marine di Melendugno ormai da anni preoccupa non poco gestori di stabilimenti balneari e strutture ricettive, cittadini e Amministrazione comunale, a causa dell'erosione della costa e della fragilità delle falesie. In seguito alle forti mareggiate degli ultimi giorni, come se non bastasse, è sparita la sabbia da un ampio tratto di spiaggia di Torre dell'Orso, dove sorge il lido L'Orsetta, con il mare che ha raggiunto il basamento in cemento, provocando anche il crollo parziale della muratura della passerella. Una delle preoccupazioni maggiori è quella di ritrovarsi senza la spiaggia proprio a pochi mesi dall’avvio della stagione balneare, il che rischierebbe di mandare in fumo l'attività degli stabilimenti e dell'intero indotto dell'economica turistica locale per la prossima estate. 

Un altro problema serio sembra essere quello della tenuta delle falesie e della sicurezza dell'accesso ai lidi e alla balneazione. Per quanto riguarda l'erosione dell'arenile, Federbalneari Salento chiede interventi urgenti di ripascimento alle Amministrazioni pubbliche, con un progetto che parta dalla tutela ambientale, anche perché il mare rischia di raggiungere il bosco, classificato come SIC, mettendo a rischio la salute degli alberi a causa della salinità. 

Anche nella vicina Roca Li Posti (anch’essa marina di Melendugno) la situazione è delicata, a causa di alcuni crolli del costone roccioso. Lo scorso dicembre si è aperta voragine in località Portuligno, leggermente ampliatasi con le mareggiate e la pioggia dell'ultimo periodo, arrivando ad avere un diametro di circa due metri sul mare e che ha costretto il Comune recintare l'area per motivi di sicurezza. Nella scorsa estate si sono verificati dei crolli alla Grotta della Poesia, uno dei siti più suggestivi della costa salentina, tanto da rendere necessario transennare l'area. Ma è tutta la zona di Roca a risentire di fragilità. 

Per questo i Comuni di Melendugno e Calimera, insieme alle associazioni “Roca Viva” e “Vivarch” hanno presentato il progetto ConSolidaRoca, aderendo al bando regionale "PugliaPartecipa", al fine di attuare una soluzione definitiva all'erosione costiera. L'erosione dell'arenile e l'erosione costiera sono due fenomeni naturali che hanno una causa comune, ma hanno anche effetti diversi e richiedono soluzioni diverse. 

Ma chi deve intervenire? Chi dovrà finanziare gli interventi? Subito dopo gli eventi di questi giorni, i gestori del lido L'Orsetta, Federbalneari e il sindaco di Melendugno, Marco Potì, hanno avuto una serie di incontri per definire un'azione comune e avviare in tempi brevi un percorso amministrativo con il coinvolgimento degli altri enti e giungere ad una soluzione. 

 

“Mareggiate sempre più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici” 

 

La natura fa il suo corso e non ci si può opporre alle mareggiate e ai fenomeni atmosferici. L'unica strategia percorribile è tenere conto degli effetti dell'erosione e intervenire di conseguenza, tenendo conto delle caratteristiche naturali dei luoghi. L'acqua del mare, sia con l'azione lenta e costante, sia con le mareggiate violente, smuove ingenti quantitativi di sabbia dai fondali e dagli arenili e tende ad erodere le coste e a scavare, anche provocando distacchi di roccia. 

Il depauperamento della spiaggia e l'erosione della costa vanno trattati in maniera differente. Per quanto riguarda l'erosione dell'arenile, il geologo Paolo Sansò, docente presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell'Università del Salento, spiega che “se si ha la pazienza di aspettare, la natura restituirà la sabbia al lido, grazie all'effetto delle correnti. Se, invece, si vuole accelerare questo processo naturale -aggiunge- si può intervenire con il ripascimento della spiaggia, anche con l'utilizzo di una draga. Ma prima occorre uno studio approfondito, perché bisogna verificare, ad esempio, dove il mare ha portato la sabbia, accertarsi che nel punto in cui si va a prelevare la sabbia non ci sia posidonia, non ci sia roccia e che il tipo di sabbia da prelevare abbia le stesse caratteristiche di quella presente sulla spiaggia oggetto di ripascimento. Intervenire ora sarebbe inutile, in quanto altre possibili mareggiate potrebbero cambiare ulteriormente l'assetto del fondo sabbioso. Non ci sono soluzioni definitive, anzi: con i cambiamenti climatici in atto -conclude Sansò- queste mareggiate saranno sempre più frequenti e intense”.

Il geologo tiene a sottolineare, infine, che il fenomeno che da vita a questi movimenti sabbiosi è lo stesso che permette di avere spiagge e acque pulite, grazie anche all'attività di ossigenazione. Pertanto, l'eventuale installazione di frangiflutti o barriere porterebbe ad avere una spiaggia più sporca e fangosa, non certo quel mare bello e pulito per il quale la Torre dell’Orso si è sempre contraddistinta. 

 

Marcello Greco - foto di Andrea Colella 



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