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Al via i test sierologici in provincia di Lecce

[29/05/2020] IN COPERTINA

Al via i test sierologici in provincia di Lecce

In questi giorni i volontari della Croce Rossa Italiana stanno contattando i 1.500 salentini selezionati dall’Istat in 24 comuni. Chi non rientra in questo campione può effettuare il test privatamente al “Vito Fazzi” al costo di 25 euro 

 

Altra frontiera del contrasto alla pandemia da Covid-19 è quella rappresentata dai test sierologici con una campagna ad hoc avviata dal Ministero della Salute, in collaborazione con Istat e Croce Rossa Italiana, per cercare di capire l'estensione del contagio, individuando la percentuale di asintomatici, cioè di coloro che hanno contratto la patologia senza presentare i sintomi principali (febbre alta, tosse, stipsi, ecc.) e quindi provare a stilare una mappa di diffusione della malattia. 

Il campione a livello nazionale è di 150mila persone, 1.500 di esse sono state selezionate nella provincia leccese tra 24 comuni: Lecce (190), Gallipoli (82), Porto Cesareo (64), Nardò (63), Galatone (66), Sannicola (59), Cutrofiano (54), Taviano (70), Ruffano (57), Uggiano La Chiesa (56), Scorrano (54), Castro (63), Tiggiano (60), Corsano (64), Ugento (73), Campi Salentina (62), Leverano (57), Squinzano (53), Trepuzzi (60), Novoli (64), Cavallino (53), Copertino (48), Galatina (52) e Sogliano Cavour (66). 

Ma in cosa consistono questi test sierologici? Ne esistono di tre tipologie e vanno a indagare la presenza degli anticorpi del virus SARS-CoV-2 nel sangue: qualitativi, semi-quantitativi, quantitativi. Le differenze stanno nella metodologia di analisi e nelle modalità in cui avviene il prelievo. Nel caso dei test qualitativi si stabilisce solo se una persona ha sviluppato o meno degli anticorpi, secondo una logica positivo/negativo: è sufficiente una goccia di sangue, che viene esaminata in un kit portatile e si ottiene riscontro immediato. Diverso, invece, il caso dei test quantitativi in cui vengono dosate le quantità di anticorpi sviluppati e richiedono un prelievo di sangue e uno specifico analizzatore in dotazione alle strutture sanitarie. Sostanzialmente, i test sierologici servono a capire la diffusione della malattia, mentre i tamponi sono necessari per avere la certezza sulla presenza del Coronavirus all'interno delle mucose respiratorie. 

In questi giorni sono partite le telefonate da parte dei volontari della Croce Rossa, ma finora solo il 25% del campione ha accettato di sottoporsi ai test, il cui esito è riservato e viene comunicato direttamente alla persona che avrà partecipato all'indagine. Oltre il 60% della popolazione ha chiesto di essere ricontattata in un secondo momento e il 15% si è riservata del tempo per decidere. Motivo per cui è partito l’appello del ministro della Salute Roberto Speranza e del presidente nazionale della Croce Rossa Francesco Rocca: “Se ricevete una chiamata da un numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso. Non mandate a quel paese i ragazzi e chiedete ulteriori dettagli e informazioni per comprendere meglio. Migliaia di persone vorrebbero essere al vostro posto ma non possono perché non sono state selezionate”.

Per chi, invece, non ricade nel panel dei comuni selezionati in provincia di Lecce, può recarsi dalle 11 alle 13 presso il laboratorio dell'Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, previa prenotazione telefonica allo 0832.661488, per effettuare un test sierologico a pagamento. Il costo è di 25 euro, il test viene eseguito con metodica immunometrica quantitativa in chemiluminescenza; la sensibilità cumulativa dichiarata dal produttore è 95,6%, mentre la specificità è di 97,33%. Se l'esito del test è positivo occorrerà successivamente fare il tampone. 

 

Alessio Quarta 



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