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A Specchia nasce la "Casa di Noemi"

[09/02/2018] PRIMO PIANO

A Specchia nasce la "Casa di Noemi"

Avrà sede presso il centro Capsda del Comune la nuova associazione contro il bullismo e la violenza di genere, voluta dalla madre e dalla sorella della 16enne assassinata lo scorso settembre 

 

Si chiama "Casa di Noemi" l'associazione nata a Specchia e dedicata alla piccola Noemi Durini (nella foto). Mamma Imma e la sorella Benedetta si sono date un gran da fare per mettere in piedi un'associazione che possa aiutare giovani ed adolescenti ad individuare ed affrontare correttamente i pericoli cui vanno incontro nella realtà odierna. "Lo scopo è quello di sensibilizzare i giovani su alcune tematiche ben precise, come possono essere quelle del bullismo, delle violenze di genere o l'abuso di sostanze stupefacenti -ci rivela Benedetta, che di "Casa di Noemi" sarà la segretaria-. Al momento ci siamo impegnate per costituire questa associazione, di cui presidente sarà mia madre e saremo affiancate da un vicepresidente e quattro consiglieri".

Organizzato e strutturato il direttivo, messo tutto nero su bianco, ora si passerà alla fase di progettazione delle attività vere e proprie, che muoveranno su alcune direttrici principali: la formazione, la sensibilizzazione, la consulenza, la raccolta fondi per i bambini che hanno più bisogno. "Perché è soprattutto nella mancanza di conoscenza -aggiunge-, nel vulnus culturale che pure caratterizza una società tecnologicamente avanzata e costantemente in connessione come quella moderna, che spesso si annida la violenza di ogni tipo, sia fisica, sia verbale, che psicologica".

Ecco perché la "Casa di Noemi" si concentrerà soprattutto sul fare corretta informazione, magari con l'aiuto di qualche attività laboratoriale, in grado di coinvolgere le fasce giovanili della popolazione, a partire dalle scuole. Sono loro, ragazzi e ragazze adolescenti, il target privilegiato, il bacino d'utenza da raggiungere, da abbracciare idealmente in un percorso virtuoso di crescita. 

"Pensiamo in futuro di collaborare con altre associazioni o con le parrocchie per promuovere eventi all'interno degli istituti scolastici, nelle piazze, nei luoghi pubblici e privati. L'adolescenza è una fascia a rischio, quindi l'informazione e la sensibilizzazione sono sempre necessarie -continua Benedetta-. I ragazzi devono essere messi nelle condizioni di poter comprendere cosa è giusto e cosa non è giusto fare, purtroppo oggi sono influenzati dal contesto sociale. Sta a noi cercare di tutelarli". 

E un primo aiuto all'associazione, che ovviamente non ha scopo di lucro, arriva direttamente dal Comune che ha messo a disposizione il centro Capsda (Centro di Accesso Pubblico ai Servizi Digitali Avanzati). "Il Comune ci è stato vicino sin da subito -conferma Benedetta-. Al centro Capsda faremo incontri, seminari, consulenze a livello formativo rivolto anche a docenti e insegnanti, faremo progettazione di laboratori ricreativi per i più giovani". 

Adesso "Casa di Noemi" è pronta a muovere i primissimi passi. In estate, o chissà magari anche prima qualora si presentasse l'occasione giusta, ci potrebbe essere il primo evento pubblico di coinvolgimento, quello della presentazione ufficiale dell'associazione, tenendo sempre nel cuore il ricordo di Noemi. 

 

Una vicenda tragica che ha scioccato l'Italia 

 

Era il 13 settembre del 2017 quando il corpo senza vita di Noemi Durini, una ragazza sedicenne di Specchia, venne ritrovato nelle campagne di Castrignano del Capo. Le attenzioni delle Forze dell'ordine si concentrarono subito su Lucio Marzo, diciassettenne di Montesardo che con Noemi aveva una relazione contraddistinta da diversi episodi di violenza. 

Già nei mesi antecedenti, la madre della ragazzina aveva denunciato, prima ai servizi sociali, poi direttamente ai Carabinieri, le ripetute violenze subite dalla figlia ad opera di quel ragazzo. Ne era scaturita una prognosi di pochi giorni per schiaffeggiamenti cui non si era dato seguito con alcun provvedimento. Il 3 settembre la scomparsa della giovane e dieci giorni più tardi la macabra scoperta. Da allora l'azione della Magistratura e delle Forze dell'ordine non si è mai fermata nel tentativo di mettere la parola fine al caso, stabilendo se Lucio abbia agito da solo o ci sia stata un'altra mano ad agire sul povero corpo inerme di Noemi. Allo stato attuale gli indagati sono due: Lucio, reo confesso che nelle ultime ore ha cercato di scaricare la responsabilità dell'omicidio, e un meccanico di 49 anni, tirato in ballo proprio dal 17enne. 

 

Alessio Quarta 



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