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Visita fiscale: regole pił severe contro i "furbetti della malattia"

[05/04/2019] FOCUS LAVORO

Visita fiscale: regole pił severe contro i "furbetti della malattia"

L’Inps utilizza la propria banca dati e i medici fiscali per verificare la reale incapacità del dipendente pubblico o privato a svolgere la propria prestazione lavorativa 

 

La visita fiscale Inps è l’accertamento medico, previsto dall’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori, attivato dal datore di lavoro o dall’Inps atto a verificare l’effettivo stato di malattia denunciato dal dipendente pubblico o privato (sarà obbligo del medico curante inviare, in modo telematico, il certificato medico all’Inps; si consiglia al lavoratore di inviare copia cartacea del certificato medico anche al proprio datore di lavoro). L’Inps, dispone di una banca dati e di un software in grado di valutare tra i certificati di malattia ricevuti quelli ritenuti “più a rischio” ed anomali. 

Il controllo medico fiscale può essere richiesto con cadenza sistematica e ripetitiva, per cui il medico Inps può essere inviato presso lo stesso dipendente più di una volta per accertare lo stesso evento morboso indicato sul certificato medico ed anche in prossimità o nei giorni festivi o di riposo settimanale al fine di prevenire il fenomeno dei “furbetti della malattia”. Il medico Inps è obbligato a redigere un verbale in cui conferma o meno la malattia, attestando la capacità o incapacità del lavoratore a svolgere la propria prestazione lavorativa, verbale che viene poi trasmesso in via telematica all’Inps ed è immediatamente consultabile dai soggetti coinvolti. 

Per i dipendenti privati l’orario della visita fiscale è dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, per i dipendenti pubblici, l’obbligo di reperibilità è dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (sia per i giorni lavorativi che per quelli festivi e sin dal primo giorno di malattia). Il vincolo di reperibilità decade in presenza dei seguenti motivi: infortuni sul lavoro, patologie inerenti cause di servizio, gestazione a rischio, patologie che richiedono terapie salvavita ecc. Le sanzioni per chi non rispetta l’obbligo di reperibilità sono molto pesanti: in base al D.Lgs. n. 150/09, il lavoratore non avrà diritto all’indennità di malattia (100% per i primi 10 giorni e 50% per i giorni successivi); per evitare la sanzione, il dipendente ha 15 giorni di tempo per dimostrare che la sua assenza era giustificata. Dal punto di vista disciplinare, il datore di lavoro ha la facoltà di giustificare la mancata giustificazione con il licenziamento. 

Bisogna sottolineare che per assenza alla visita fiscale si intende non solo l’assenza ingiustificata dal domicilio ma anche i casi in cui il lavoratore, nonostante sia presente, renda per incuria, negligenza o altro motivo non apprezzabile, impossibile o inattuabile la visita medica di controllo. Va inoltre considerata assenza del dipendente non solo la mancata presenza alle visite di controllo domiciliari, ma anche la mancata presentazione dello stesso alla visita di controllo ambulatoriale. 

 

Assenti giustificati, ecco in quali casi

 

Casi di giustificato motivo di assenza alla visita di controllo sono: la forza maggiore; situazioni che abbiano reso indifferibile la presenza del dipendente altrove per scongiurare, ad esempio, gravi conseguenze per sé o per i membri della famiglia; concomitanza con la reperibilità di visite, accertamenti specialistici, laddove si dimostri che le stesse non potevano essere svolte in orari diversi. In generale si tratta di ogni fondato motivo che giustifichi l’allontanamento del dipendente. 

La giurisprudenza ha, poi, individuato altri casi di assenza giustificata alla visita di controllo, quali: il ritiro presso gli sportelli sanitari di radiografie collegate alla malattia; l’effettuazione di un ciclo di cure presso un istituto convenzionato; esigenza improrogabile di recarsi in farmacia. 

È bene notare che il campanello rotto, il nome poco leggibile sul citofono, un’indicazione errata del domicilio non costituiscono casi di assenza giustificata, pertanto, qualora il lavoratore voglia contestare le dichiarazioni rilasciate dal medico ha solo una possibilità, quella di procedere con querela di falso in quanto il documento redatto dal medico che attesa l’irreperibilità del lavoratore ha a tutti gli effetti valore di atto pubblico. 

 

Gabriele Toma 

Avvocato civilista e giuslavorista in Maglie 

Mail: avvocato.gabrieletoma@gmail.com 



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