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Violenza fatta in casa

[13/09/2019] IN COPERTINA

Violenza fatta in casa

Melpignano, Porto Cesareo, Taurisano, Alliste: sono i casi di maltrattamenti in famiglia ai danni di donne con figli che, in meno di una settimana, la cronaca nera ha riportato nei giorni scorsi in seguito all’intervento delle Forze dell’ordine con relativi arresti dei responsabili. E questa è solo la punta dell’iceberg, in un’estate a dir poco rovente in cui le operatrici dei Centri Antiviolenza non hanno smesso di lavorare neanche a Ferragosto per le tante richieste di aiuto 

 

Escalation. Mattanza. Emergenza. Sono solo alcune delle parole con cui si annuncia lessicalmente un fenomeno che non ha alcun significato civile ed umano e che pure nel 2019 è ancora lungi dall'essere sconfitto. Sono purtroppo ancora tantissimi i casi di maltrattamenti e femminicidi perpetrati in Italia. L'ultimo caso, tragico nel suo compiersi quanto nella sua narrazione, è quello di Elisa Pomarelli, barbaramente uccisa in Emilia Romagna da una persona che doveva essere “amica” e che pure alcuni media hanno tratteggiato come “gigante buono”, firmandosi come corresponsabili morali di un omicidio efferato, in barba al Manifesto di Venezia del 2017 che imporrebbe ai giornalisti di rispettare una precisa deontologia nel raccontare episodi di violenze sulle donne. No al sensazionalismo, a cronache morbose, a divulgare i dettagli della violenza, no all'uso di termini fuorvianti come “raptus”, “amore”, “gelosia” per dei crimini dettati dalla volontà di possesso e annientamento. Queste sono solo alcune parole chiave che puntualmente in questi giorni sono finite nel dimenticatoio. 

Ciò che non va dimenticato sono i numeri e le cifre di una problematica sociale e culturale che riguarda tutto il mondo. E il Salento purtroppo non fa eccezione. Sono centinaia i casi solo dall’inizio dell’anno e le cronache degli ultimi giorni non fanno altro che riportare, quasi quotidianamente, episodi di maltrattamenti contro le donne e contro i propri figli. Accade a Melpignano, Porto Cesareo, Taurisano, Alliste, per accennare solo ai casi verificatisi in appena una settimana. E l'estate 2019 è stata a dir poco rovente, non solo dal punto di vista delle temperature. Sono veramente decine gli episodi denunciati e sono tantissimi anche gli episodi su cui le Forze dell'ordine insieme ai Centri antiviolenza stanno lavorando prima di formulare una denuncia formale. 

I passi da fare sono tanti e le soluzioni possono essere molteplici prima di arrivare a compimento. Lo dimostra il parziale fallimento dell'operazione “Codice rosso”, lanciata dall'ex ministro Giulia Bongiorno, perché è diventato problematico gestirlo. Ci sono 30 casi al giorno di maltrattamenti, ma come spiega l'avvocato Francesca Garisto di D.i.Re. (Donne in rete contro la violenza) la denuncia non è l'unica soluzione. “È uno dei tasselli di un percorso che può essere molto vario e va valutato con la donna secondo quello che è più opportuno fare”. C'è quindi la necessità di condurre e di portare in porto una battaglia culturale e sociale che coinvolga il livello istituzionale, quello scolastico e quello delle famiglie perché situazioni del genere non si ripetano più in futuro. 

 

Salento violento: tante le donne e bambini vittime di maltrattamenti 

 

Il rapporto semestrale presentato dal Centro Antiviolenza “Renata Fonte” parla di 171 casi di maltrattamenti sulle donne in Salento da gennaio a giugno. Con l'arrivo dell'estate, tuttavia, il problema è, se possibile, ulteriormente peggiorato. È il 25 luglio quando a Copertino un 43enne del posto è stato arrestato e portato in carcere con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. È intervenuta anche un'ambulanza del 118 che ha portato la donna all'Ospedale di Copertino dove, a causa dei danni riportati, le è stata data una prognosi di dieci giorni. 

Pochi giorni dopo e qualche chilometro più in là, a Lecce altro episodio di violenza nel cuore della notte. Gli agenti della sezione volanti, nonostante fossero stati allontanati dal giovane 29enne al grido di “andatevene, sono questioni personali”, hanno capito il dramma che si stava vivendo in quella famiglia e sono intervenuti. Alla richiesta di vedere la donna, la risposta dell'uomo è stata di pura violenza con calci, pugni e morsi. Entrati in casa, gli agenti hanno avuto modo di constatare che il proprietario aveva il viso tumefatto, mentre la moglie del 29enne presentava una ferita lacero contusa, sanguinante, sul sopracciglio. 

Altro caso il 21 agosto, sempre a Lecce, dove un 21enne si è reso responsabile di evasione dagli arresti dei domiciliari e di maltrattamento in famiglia, venendo accompagnato in carcere dagli agenti delle volanti della Questura di Lecce. Dieci giorni dopo una situazione abbastanza similare si è verificata ad Alliste dove un 54enne è stato riconosciuto colpevole dei reati di maltrattamenti in famiglia, violazione degli obblighi di assistenza familiare, lesioni personali, violenza privata e violenza sessuale. L’uomo è stato condannato a scontare la pena cumulativa residua di quattro anni e tre mesi di reclusione. Sempre il 31 agosto la vicenda surreale del marito che ha tenuto in ostaggio, con tanto di coltello alla gola, la moglie che aveva appena partorito all'Ospedale “Panico” di Tricase. Minuti interminabili che si sono risolti con la consegna dell'arma ai Carabinieri e la liberazione della donna.

Il 6 settembre è stata la volta di un uomo di Taurisano, con precedenti penali, che ha distrutto mezza casa, inveendo contemporaneamente contro la moglie ed uno dei tre figli accorsi in soccorso della madre. Anche per lui sono scattate le manette. Altri due episodi in contemporanea l'8 settembre scorso a Porto Cesareo e Melpignano dove i mariti, rispettivamente di 46 e 56 anni, si sono resi protagonisti di ripetuti maltrattamenti fisici ai danni delle rispettive coniugi. 

 

Alessio Quarta 



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