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UniversitÓ del Salento, AlmaLaurea traccia l'identikit dei laureati

[15/06/2018] PRIMO PIANO

UniversitÓ del Salento, AlmaLaurea traccia l'identikit dei laureati

L’età media del conseguimento del titolo è in linea con il trend nazionale, ma le opportunità di lavoro e i livelli di reddito sono ancora inferiori rispetto ai colleghi che escono dagli Atenei del Centro e Nord Italia

 

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato lunedì scorso il XX Rapporto sul “Profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati” di 74 università italiane di 1° e 2° livello nel 2016, 2014 e 2012 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Secondo l’analisi l’Università del Salento presenta un tasso di disoccupazione relativo ai suoi laureati inferiore a quello medio registrato negli altri atenei del Mezzogiorno d’Italia, sebbene il gap rispetto alle sedi del Centro e Nord Italia resta ancora da colmare. 

Nello specifico i laureati che sono stati presi in esame sono 3.118: 1.918 di primo livello, 927 magistrali biennali, 255 a ciclo unico e i restanti in altri corsi pre-riforma. L’Ateneo salentino conferma una forte identificazione col territorio: solo il 3,1% dei laureati, infatti, viene da un’altra regione mentre appena lo 0,5% è di nazionalità estera (3,5% la media nazionale). A confermare la scarsa capacità d’attrazione degli Atenei del Sud è il 23,9% degli stessi universitari nati in queste regioni che come destinazione universitaria ha scelto una sede del Centro o del Nord del Paese. L’età media di chi si laurea a Lecce è di 26 anni e 3 mesi, perfettamente in linea con la media nazionale che si attesta nel complesso a 26 anni.

Estremamente confortante, se contestualizzato e letto nel giusto raggio d’azione, è il dato che riguarda il “degree premium”, ovvero il vantaggio dei laureati nel mercato del lavoro rispetto ai non laureati. Parliamo di un livello in continua ed evidente crescita che nel 2016 si attestava al’8,1% e che spiega come il tasso di disoccupazione dei laureati dell’Università del Salento è di oltre 8 punti percentuali più basso rispetto a quello medio del contesto di riferimento.

"Il rapporto AlmaLaurea è una fotografia del territorio in cui viviamo, un’area del Sud Italia che non offre molte opportunità per i giovani laureati, soprattutto se paragonata al resto del Paese -ha commentato il rettore Vincenzo Zara-. Pertanto, i dati non vanno interpretati confrontandoli con quelli nazionali, ma letti tenendo conto della reale situazione in cui viviamo. Nonostante questo e pur con mezzi che non sono equiparabili a quelli di cui dispongono le Università del Nord, il nostro Ateneo si sta impegnando a mettere in atto nuove strategie che impediscano la fuga di cervelli e spronino i nostri studenti a restare, a lavorare per lo sviluppo del Salento. I primi risultati di questo percorso, sicuramente ancora lungo e difficile, sono già evidenti come testimonia il calo del tasso di disoccupazione".

 

Per i dottori in ingegneria un tasso di occupazione del 95% 

 

L’analisi della condizione occupazionale condotta per il 2017 mette in evidenza come le discipline ingegneristiche siano quelle che premiano maggiormente in termini di occupabilità, con un tasso di occupazione per i laureati che sfiora il 95%. I laureati in Ingegneria hanno inoltre un miglior inquadramento contrattuale: solo l’8,7% lavora con un contratto “non standard”, mentre il 79,7% ha un contratto a tempo indeterminato; la retribuzione è di circa 400 euro superiore alla media. Questi laureati inoltre, per il 69,6% (quasi 20 punti sopra il dato medio) giudicano la formazione ricevuta nel corso degli studi “molto adeguata” per il lavoro effettivamente svolto; così come vengono giudicate molto adeguate anche tutte le lauree magistrali rispetto a quelle triennali, sia sul piano della stabilità del lavoro, che in termini di remunerazione mensile netta. 

Ne consegue, dunque, un’aumentata percentuale di laureati magistrali che ritengono efficace il titolo di studio ottenuto per il lavoro svolto: mediamente più della metà (il 55,5%) dei laureati intervistati ritiene il titolo conseguito efficace per lo svolgimento del proprio lavoro, con punte di soddisfazione del 79,2% e 75% registrate tra i laureati in discipline giuridiche e scientifiche. 

 

Serena Merico 



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