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Una mano artificiale? La stampiamo in 3D

[21/12/2018] POGGIARDO

Una mano artificiale? La stampiamo in 3D

Giovanni Zappatore è l’ideatore dell’Adam’s Hand, una protesi innovativa e tecnologicamente avanzata, con la quale a gennaio la società parteciperà al CES di Las Vegas

Si chiama Giovanni Zappatore (al centro nella foto), ha 27 anni ed è il giovane ingegnere meccanico di Poggiardo autore di una invenzione che ha guadagnato l’attenzione dell’ambiente scientifico e della stampa nazionale. Zappatore è l’ideatore dell’Adam’s Hand, acronimo di “A Dialogic, Adaptive, Modular, Sensitive Hand”: si tratta di una mano artificiale, una protesi utilizzabile nei casi di amputazioni fino al gomito e che consente di afferrare gli oggetti grazie ad un motore che si attiva con un cosiddetto meccanismo “adattivo”. Alcuni sensori posizionati sulla struttura rivelano il movimento di contrazione dei muscoli della parte dell’arto sano e ne consentono il funzionamento; una innovativa interfaccia, poi, analizza tutti questi dati e adatta l’impianto secondo le caratteristiche del paziente. L’aspetto più tecnologicamente avanzato riguarda invece la sua realizzazione, avvenuta con una stampante 3D che riesce a personalizzare il dispositivo, soprattutto riguardo le dimensioni dell’arto.

L’Adam’s Hand è stato l’oggetto della tesi di laurea di Zappatore, dalla quale l’ingegnere ha poi avuto l’idea di dare vita ad una start up: è nata così la BionIT Labs Srl, società finanziata con 30mila euro a fondo perduto provenienti dal bando PIN (Pugliesi Innovativi della Regione Puglia) e che Zappatore ha fondato insieme ad altri due colleghi salentini, Matteo Aventaggiato e Federico Gaetani. Oggi la società è composta da 12 elementi dall’età media di 30 anni e sta partecipando con successo a concorsi ed iniziativa internazionali, vincendo anche licenze software per 150mila euro e ottenendo dall’Unione Europea il Certificato di Eccellenza. In questa esperienza, come ha riconosciuto Zappatore, hanno un ruolo fondamentale l’Università del Salento, il Politecnico di Bari e il Politecnico di Torino, così come anche Paolo Congedo, un ragazzo affetto da una malformazione all’arto superiore che testerà per primo l’Adam’s Hand, che al momento è al livello di prototipo. 

Il futuro sembra aprire strade importanti: a gennaio la società parteciperà al CES di Las Vegas, la più importante fiera internazionale dell’elettronica di consumo, e si attendono nuove implementazioni medico-informatiche, dopo avere ottenuto anche il parere positivo dell’Ufficio Brevetti Europeo. Una serie di risultati che favoriranno il lancio sul mercato nel 2020, per il quale dovrebbe partire una campagna di crowdfunding dal prossimo anno. 

Alessandro Chizzini



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