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Una "Cittą Futura" tutta per Rocco Toma

[14/06/2019] MAGLIE

Una "Cittą Futura" tutta per Rocco Toma

Presentato giovedì scorso presso la Galleria “Francesca Capece” un numero speciale del periodico fondato dal fotografo magliese scomparso lo scorso anno all’età di 56 anni 

 

Sono passati circa sette mesi (era il 29 novembre 2018) da quando Rocco non c’è più e la sua assenza si sente, a Maglie e non solo. Giornalista pubblicista iscritto all’Albo della Regione Puglia, titolare insieme al fratello Bruno di uno studio fotografico in via Ferramosca, è stato, oltre che collaboratore della nostra testata, anche uno degli storici fotoreporter della Gazzetta del Mezzogiorno, per la quale ha documentato ogni genere di evento in provincia di Lecce, diventando corrispondente anche di testate nazionali fino a creare un proprio periodico, “Città futura”, nel quale affrontava varie tematiche relative alla città di Maglie e i comuni limitrofi. 

Proprio a Rocco un gruppo di amici e colleghi di lavoro ha voluto dedicare un numero speciale di “Città futura”, che è stato presentato giovedì 13 giugno alla Galleria “Francesca Capece” alla presenza di autorità e rappresentanti del giornalismo salentino. In 20 pagine, con una tiratura di 500 copie, il magazine diretto da Roberto Pagliara (già vicedirettore di “Città Futura”) raccoglie articoli scritti da Camillo De Donno, Cosimo Giannuzzi, don Giuseppe Mengoli, Pino Refolo, Angelo Sabia, Gianfranco Lattante, Eugenio Vilei, Ilaria Lia, Chiara Notaro, Valentina Chittano, Grazia Bucca, Toti Bello e Pierangelo Tempesta, nei quali gli autori ricordano il loro amico e collega, raccontandone aneddoti e rivelando aspetti forse meno conosciuti ma molto indicativi della sua vigorosa personalità. 

A questi si aggiunge un inserto con una raccolta degli editoriali e degli articoli più significativi di Rocco Toma, rimasti nella memoria dei lettori affezionati del suo periodico. A riguardo Camillo De Donno scrive: “Rocco, editore-direttore di ‘CittaÌ€ futura’, fa della sua creatura un luogo di dibattito, di incontro, di osservazione della realtà locale e non solo, di interpretazione di una società in divenire. Tutto ciò sono i suoi editoriali: uno strumento da cui traspare la speranza di un futuro in cui crede e che suggella facendolo dichiarazione d’intenti della testata. E, tuttavia, in quegli editoriali c’eÌ€ pure una patina di pessimismo per un presente che giudica scadente e non all’altezza di Maglie e di ciò che rappresenta nel panorama culturale salentino”. 

 

Andrea Colella 



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