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Un uliveto di "Favolosa" contro la Xylella

[29/06/2018] CASARANO

Un uliveto di "Favolosa" contro la Xylella

Nei giorni scorsi sono stati piantati 3mila alberi della razza resistente al batterio presso il campo sperimentale dell’azienda Primoljo. Nel 2020 è prevista la prima raccolta

 

Per sconfiggere il virus e aumentare la produzione di olio salentino si prova a usare un intervento innovativo e a tal proposito sono stati piantati da pochi giorni 3mila ulivi resistenti alla Xylella, su una superficie di 4 ettari. Le note vicende del batterio che ha infestato il Salento e i suoi ulivi sembrerebbero essersi arricchite finalmente con una buona notizia. Di speranza e orgoglio è infatti il messaggio lanciato da Mimino Primiceri, titolare della Primoljo, che insieme con il consorzio Oliveti d’Italia presieduto da Nicola Ruggiero ha lanciato la sfida: “Vorrei che questa nostra iniziativa fosse un messaggio di speranza e di fiducia per il futuro della nostra olivicoltura. Mi piace dire che siamo all’anno zero”. In effetti esso rappresenta il primo tentativo nel Salento dopo che è arrivato dall’Europa il nullaosta alla piantumazione di ulivi nella terra infettata. Un colpo di scena positivo e che potrebbe rappresentare una risorsa per la nostra economia. 

A Casarano, dunque, sorgerà un maxi uliveto di “Favolosa”, le cui piantine sono arrivate direttamente dal vivaio di Terlizzi, città nella quale centinaia e centinaia di ettari sono già stati dedicati alla causa. Inoltre Ruggiero rappresenta uno specialista del settore dal momento che cura da moltissimi anni sperimentazioni sulla varietà. 

Si prevede che nel 2020 sarà pronta la prima raccolta. L’anno successivo, invece, dovrebbe iniziare la produzione a pieno regime. Primiceri, a chi ha sollevato dubbi sulla bontà dell’iniziativa e sui rischi che si corrono, ha risposto che “si tratta di un intervento iniziato già da anni e anni, quando della Xylella non si parlava in termini così catastrofici. Inoltre la qualità è assolutamente garantita. È importante accendere i riflettori e capire il dramma che il batterio porta con sé -conclude il titolare di Primoljo- sia in ambito ambientale che lavorativo.

 

Marco De Matteis 



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