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Un successo DOC

[27/09/2019] PRIMO PIANO

Un successo DOC

Oltre ai numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, il settore vitivinicolo locale registra quest’anno una vendemmia leggermente inferiore come quantità, ma decisamente superiore per la qualità rispetto al 2018 

 

Si avvia verso la conclusione una campagna di vendemmia dalle tonalità più chiare che scure per il settore vitivinicolo pugliese. Se, da un lato, la quantità della produzione ha subito un calo piuttosto consistente, dall'altro lato, la qualità è stata ottimale quasi dappertutto. Le precipitazioni intense a fine inverno e la forte calura nei mesi estivi hanno prolungato le attività di vendemmia, che nel 2019 si concluderanno nella prima settimana di ottobre. Come non accadeva ormai da diversi decenni. 

La conferma arriva da una delle perle del settore, la Cantina “Vecchia Torre” di Leverano che quest'anno festeggia i 60 anni dalla nascita: “Abbiamo registrato una diminuzione di circa il 10% sulle quantità prodotta sia per le uve a bacca bianca che per quelle a bacca nera -ci dicono dalla cantina leveranese-. Le gradazioni sono leggermente al di sotto della media, ma la qualità è più alta (soprattutto rispetto alle ultime due annate): tutto ciò è dovuto principalmente all'andamento climatico che, con un inverno abbastanza piovoso ed una primavera ritardata, ha portato un ritardo nella maturazione. Condizioni queste che, unite alla mancanza di temporali estivi, ha fatto sì che la vendemmia risulti posticipata, favorendo una corretta e regolare lavorazione delle uve conferite in cantina dai soci. 

In sostanza, se le previsioni metereologiche si confermano su quest'andamento, agli inizi di ottobre si concluderà una vendemmia tutto sommato positiva (mentre, per esempio, lo scorso anno abbiamo chiuso i conferimenti il 23 settembre)”. E che la qualità dei vini pugliesi stia subendo una forte impennata sui mercati lo dimostrano gli ultimi dati. Ad oggi sono 6 le IGP, vale a dire Indicazioni Geografiche Protette (“Tarantino”, “Valle d'Itria”, “Salento”, “Murgia”, “Daunia”, “Puglia”) e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. 

“Trova conferma un momento di grande dinamicità per un comparto agricolo considerato il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all'internazionalizzazione -fanno sapere da Coldiretti Puglia-. Il ruolo del settore vitivinicolo è determinante per l'economia e il lavoro nel Mezzogiorno e in Puglia che vede la provincia di Foggia al secondo posto in Italia per ore di lavoro create nel settore del vino e al decimo posto della top ten anche un altro vitigno pugliese, il Castel Del Monte Doc, con 9,4 milioni di ore lavorate nella provincia di Bari”. Vini che continuamente vengono premiati in Italia e all'estero. 

Un esempio lampante arriva proprio dalla Cantina “Vecchia Torre” di Leverano che nel 2019 ha conquistato la medaglia d'oro al Mundus Vini in Germania con il Salice Riserva e l'argento con il Vermentino e il Leverano Rosso Riserva. Vino, quest'ultimo, che si è guadagnato la medaglia d'oro al Berliner Wein Trophy e una menzione speciale sull'Annuario di Luca Maroni insieme all'Auro Primitivo di Manduria, prodotti che hanno ottenuto un punteggio di 95/100.

 

Gianni Cantele (Coldiretti Lecce): “I cambiamenti climatici si sentono, ma il bilancio del settore è positivo”  

 

Il comparto vitivinicolo pugliese tiene botta, anzi rispetto agli ultimi due anni rilancia la sfida all'insegna della qualità. La conferma arriva dal presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, che di produzioni vinicole se ne intende essendo un imprenditore del settore e, a pochi giorni dalla fine della vendemmia, traccia un bilancio piuttosto lusinghiero per il comparto, al netto di un evidente calo in termini quantitativi.

Presidente Cantele, che vendemmia è stata quella del 2019?

In questa fase si sta lavorando sulle uve del Negroamaro, abbiamo chiuso le vendemmie del Primitivo da una settimana. Per quel che riguarda il Negroamaro la situazione climatica è stata abbastanza favorevole negli ultimi 15 giorni, a parte qualche scroscio d'acqua localizzato, consentendo la maturazione che è in ritardo di almeno 10-12 giorni. Si sta profilando una vendemmia di buon livello qualitativo, con un calo molto forte da un punto di vista della produzione: una forbice che può andare dal 15% minimo, negli appezzamenti che hanno avuto meno problemi rispetto alle varie tipologie di difficoltà che abbiamo dovuto affrontare quest'anno, fino al 30-35% e anche punte del 40% in meno in alcuni punti.

A cosa è stato dovuto?

Alle problematiche primaverili di fioritura non particolarmente abbondante, di scarsa allegagione, che è la fase post fioritura quando il fiore dà il frutto, che hanno determinato un potenziale produttivo già non elevatissimo, messo ulteriormente a dura prova da grandinate, per fortuna a macchia di leopardo, e da un luglio-agosto caratterizzati da siccità che hanno dato stress idrico alle piante, minor ingrossamento e scottature da caldo che hanno ridotto il numero di acini sui grappoli. È un classico del nostro mestiere, diciamo che quest'anno le abbiamo viste tutte. Tuttavia, l'uva, dove è stata fatta una conduzione agronomica impeccabile, si mantiene molto buona dal punto di vista qualitativo.

Da questo punto di vista un bilancio sicuramente migliore dell'anno scorso.

Non c'è dubbio. L'anno scorso è stata un'annata molto complicata con molte più problematiche dovute alle conseguenze della pioggia, come le muffe. Quest'anno possiamo ritenerci soddisfatti.

Quanto avvertite gli effetti dei cambiamenti climatici? 

Una vendemmia che si conclude a fine settembre o inizio ottobre era la norma fino a vent'anni fa.  Negli ultimi vent'anni ci siamo abituati ad avere estati molto siccitose, a cominciare la vendemmia con qualche giorno d'anticipo. Oggi ci sembra normale iniziare una vendemmia di Chardonnay ai primi di agosto e vendemmie di Negroamaro i primi di settembre. L'evoluzione stagionale ci ha catapultati all'indietro, quello che vediamo principalmente come effetti dei cambiamenti climatici consiste innanzitutto nella violenza degli eventi, nella quantità di acqua che cade in poco tempo. Il punto è che temperature inusuali per le stagioni, come il gelo che abbiamo avuto negli ultimi anni, il numero di grandinate, quest'anno elevatissime, sono tutti indizi di un cambiamento che è in atto e che affligge l'attività agricola. Per questo diventa importante la stipula di polizze assicurative per gli eventi calamitosi. Diventa difficile oggi fare agricoltura senza fare una polizza che possa compensare i costi sostenuti. Non tutti i comparti agricoli, però, hanno la forza di sostenere una polizza, specie quando un prodotto non viene adeguatamente valorizzato sul mercato.

 

Alessio Quarta 



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