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Un pieno di sfortuna

[12/01/2018] IN COPERTINA

Un pieno di sfortuna

Nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto diverse centinaia di automobilisti si sono ritrovati con le proprie vetture fuori uso dopo aver fatto rifornimento con gasolio adulterato. E mentre la Procura di Lecce ha avviato un’indagine per frode in commercio e violazione della disciplina sui carburanti, le associazioni di consumatori si preparano ad una lunga battaglia legale contro distributori e compagnie petrolifere 

 

“Scusi, mi fa il pieno?”. Quante volte abbiamo pronunciato questa frase senza farci caso. Ma tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 il pieno a tanti automobilisti è costato caro, quando in diversi distributori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto è arrivato del gasolio “adulterato”, finito poi in centinaia di vetture. Danni ingenti, nei casi peggiori intorno ai 2mila euro, tra chiamate ai carri attrezzi e riparazioni meccaniche, cui vanno aggiunti appuntamenti di lavoro saltati, vacanze rovinate e quant'altro.

Un problema che è andato diffondendosi a macchia d'olio in tutto il Salento, creando rabbia e malumori tra molti automobilisti che si sono ritrovati, tramite associazioni per i consumatori come Sportello dei Diritti, Codici Puglia e Federconsumatori, pronti a dare battaglia legale con un'azione cumulativa contro distributori e compagnie petrolifere. Un domino di macchine a diesel, crollate una ad una sotto i colpi di un gasolio non filtrato correttamente o forse allungato con acqua, su cui la Procura di Lecce ha aperto un'indagine per i reati di frode in commercio e violazione della disciplina sui carburanti. “Nei mesi scorsi le Fiamme Gialle avevano scoperto diverse irregolarità proprio negli impianti di distribuzione carburanti. Su 136 controlli in tutta la Puglia, 27 avevano rilevato anomalie con un sequestro di 3.900 litri di carburante. Tra le illegittimità contestate anche l’aver ‘allungato’ benzina e gasolio con l’acqua”, il commento di Antonio Moscaggiuri di Federconsumatori. 

Intanto l’Eni di Taranto, raffineria che rifornisce buona parte delle stazioni di servizio delle province pugliesi, con una nota ha smentito l’ipotesi di un errore nella raffinazione e a sua volta ha chiamato in causa i distributori, promettendo indagini per verificare che il trasporto del carburante sia andato a buon fine e siano state rispettate tutte le operazioni per garantire l’integrità del prodotto. I titolari degli impianti di distribuzione non ci stanno però a questo “scaricabarile” e ribadiscono il fatto di essere essi stessi vittime di questa vicenda: attraverso un comunicato diffuso da Fegica Cisl, associazione di categoria dei gestori, fanno sapere di “avere già più volte sollecitato gli organi ispettivi ad intensificare i controlli dei soggetti che, sempre più numerosi e a diverso titolo, forniscono i prodotti petroliferi alla rete distributiva. È bene che gli automobilisti siano informati del fatto che i gestori sono vincolati da rigidi contratti in esclusiva ai loro fornitori che, perciò, assumono interamente la responsabilità degli approvvigionamenti, sia in termini di certificazione della qualità dei carburanti, che circa la loro provenienza legale”. 

 

“Motore a singhiozzo, poi non è più ripartita” 

 

Un mercoledì sera come tanti, una breve sosta ad un distributore di benzina sulla Statale 275 e quella che sembra un'azione rituale si trasforma in un danno piuttosto corposo per la propria vettura. È una storia, quella che ci racconta Adriano Nuzzo (originario di Castrignano del Capo e fondatore della Onlus “We Africa to red Heart” delle cui iniziative umanitarie ci siamo già occupati in passato nelle pagine del nostro periodico) come centinaia ne stanno arrivando sui tavoli e tramite mail alle associazioni di consumatori: “Sono andato a fare il pieno della macchina. Nella colonnina affianco ho visto alcuni stranieri che imprecavano perché la macchina non partiva dopo aver messo il gasolio. Lì per lì non ci ho pensato, anzi ho detto dentro di me: 'Poverini, sono rimasti a piedi. Mi sa che quella macchina non parte più' e sono andato a prendermi un caffè nel bar della stazione di servizio”.

Il tempo di mettere in moto la propria Nissan Qashqai 1.6 dCi -la cilindrata non è un dettaglio nel racconto della storia- prendere la strada in direzione Lecce e qualche piccolo problemino comincia a farsi sentire, specie quando viene inserita la prima marcia. Il problema si manifesta soprattutto nella giornata di giovedì fino al pomeriggio del venerdì quando la macchina di accendersi non ne vuole proprio sapere. “Molto probabilmente era rimasto del gasolio vecchio e perciò il giovedì non mi ha dato grandi problemi oltre al singhiozzamento. Poi il venerdì non è partita proprio, ho chiamato il carro attrezzi che ha portato la vettura in concessionaria”. 

Una macchina comprata di recente, nel mese di aprile, e che non presentava alcun problema. Il responso del meccanico è stato pressoché immediato: “Al 90% si tratta di un problema di gasolio, probabilmente adulterato”. La certezza definitiva arriva qualche ora dopo, a inizio settimana. Insomma, un modo non proprio incoraggiante per cominciare il nuovo anno: “La macchina è ferma dal meccanico da alcuni giorni. Mi hanno detto che nella versione 1.5 di cilindrata si sono riscontrati problemi più grossi, legati agli iniettori e alla pompa, io per fortuna me la sono cavata solo con la pulizia del filtro del gasolio ed una spesa inferiore ai 300 euro. Resta comunque una storia triste: arriva una batosta tra capo e collo di questo genere, per di più del tutto inattesa, ad inizio anno e la rabbia non è poca. Quantomeno la vicenda mi ha insegnato che da ora in poi prenderò sempre la ricevuta dal distributore, sperando di non avere altri problemi in futuro”. 

 

Alessio Quarta



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