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Un mare per tutti

[13/07/2018] IN COPERTINA

Un mare per tutti

San Foca diventa capitale dell’accessibilità: martedì 10 luglio ha preso il via presso il lido Coiba il progetto dell’associazione Sunrise che consentirà ai malati di sclerosi multipla di accedere al mare e sottoporsi a talassoterapia, seguiti dagli specialisti dell’ospedale “Panico” di Tricase. Intanto continua l’attività del lido “La Terrazza”, quartier generale del progetto “Io Posso” dell’associazione 2HE, che da quattro anni rende fruibile il mare ai malati di sclerosi laterale amiotrofica 

 

Il mare per tutti. Quello che può sembrare semplicemente uno slogan buono per l'estate, in verità, racconta storie solitamente nascoste che in Salento stanno pian piano emergendo grazie al lavoro instancabile di diverse associazioni di volontariato. Fulcro di questa nuova filosofia che va incontro alle esigenze di soggetti affetti da disabilità più o meno gravi è San Foca, marina di Melendugno e Bandiera Blu d’Europa, dove le spiagge accessibili stanno diventando sempre più piacevole realtà. 

L'ultimo progetto in questo senso ha preso il via martedì 10 luglio presso il Lido Coiba collocato sulla strada che collega San Foca a Roca Li Posti ed ha un nome significativo: “Il mare di tutti”, che prevede una spiaggia attrezzate per i disabili affetti da sclerosi multipla, uno spazio medico dedicato, un’isola per l’attrezzatura per la riabilitazione in acqua, postazioni e accessori studiati ad hoc, passerelle fino in mare, spazio ristoro, cabine spogliatoi, con la possibilità di portare i propri amici a quattro zampe. Dopo la colazione offerta dal lido e l'accoglienza dei volontari dell'associazione Sunrise, gli utenti vengono sottoposti ad una visita fisiatrica da parte del dottor Franco Farì, quindi vengono affidati alle amorevoli mani di uno staff altamente specializzato che include Jacopo Russo, fisioterapista, Michele Santoro e Salvatore Galati, rispettivamente medico del Pronto Soccorso e infermiere rianimatore dell’Ospedale “Panico” di Tricase. 

Sempre a San Foca, oramai da quattro anni va avanti un'altra bellissima esperienza che ha fatto, in qualche modo, da apripista non solo in Puglia ma in tutta Italia. “La Terrazza: Tutti al mare” è, infatti, il primo dei successi di un progetto a più ampia portata che rientra sotto il titolo di “Io posso”, fortemente voluto dall'associazione 2HE. Si tratta del primo accesso attrezzato al mare per persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, patologie neuromotorie e altre disabilità motorie, nato da un’idea del salentino Gaetano Fuso, 40enne affetto da SLA dal febbraio 2014. Un numero crescente, di anno in anno, di accessi, di persone che ritrovano il gusto del mare e la sofferenza dalla malattia. Un box infermieristico attrezzato, gli ausili e l’assistenza alla balneazione, tre postazioni con colonnina acqua/elettricità per gli ospiti che necessitano di ventilazione assistita e le sei postazioni per le altre forme di disabilità, i due bagni completamente attrezzati con doccia calda e le due docce esterne, cui si aggiunge il fatto che ogni postazione è provvista di lettini ribassati, sedie da regista e idonea ombreggiatura fanno della Terrazza un modello che oramai viene seguito in tutta Italia.

 

Federbalneari Salento: “La costa del Salento è sempre più accessibile, occorre implementare i servizi” 

 

Se l'accesso al mare, almeno per i pazienti che non hanno gravissime disabilità, è quasi ovunque garantito, in virtù di stringenti imposizioni giuridiche che sono alla base dell'apertura o della chiusura di una struttura estiva, molta strada da fare c'è ancora per quel che concerne i servizi esterni, come parcheggi riservati, trasporti, facilità ad arrivare al lido. La conferma arriva dal presidente di Federbalneari Salento, Mauro Della Valle, il quale puntualizza: “Il Salento su questo tema si assesta molto bene, perché avendo un litorale con tante spiagge di sabbia abbiamo la possibilità di dare una giornata di vacanza anche ai meno fortunati. Se da un lato, rimpiangiamo il lido Salapia di San Cataldo, nato con buoni auspici per venire incontro alle famiglie e ai portatori di handicap alquanto gravi, dall'altro lato il Salento poi è riuscito, attraverso lo stabilimento La Terrazza di San Foca, a sopperire a questa mancanza. Bisogna considerare che al giorno d'oggi ogni stabilimento è in dovere di poter accogliere e ospitare gente con forti patologie”. 

A mancare, invece, sono ancora i servizi accessori, o almeno quelli che così vengono solitamente definiti. In un contesto fortemente antropizzato e urbanizzato, i parcheggi sono il limite più evidente. Mancano spesso numeri adeguati di aree di sosta adibite ai disabili e, in molti casi, i trasporti non sono attrezzati per far salire a bordo i disabili che vogliono raggiungere una località marina. La musica cambia non appena la ruota della carrozzina tocca la passerella di un lido. Almeno così è nella maggior parte dei casi. Qui, a volte, a mancare è il personale in grado di accompagnare il bagnante con disabilità a raggiungere il mare. 

“Gli accessi sono vigilati dalle Forze dell'ordine, dagli organi di controllo. Noi come Federbalneari consigliamo sempre di lasciare gli ombrelloni molto prossimi alle passerelle e ai bar in modo che i disabili si possano spostare in modo autosufficiente. Se poi hanno bisogno delle sedie Job per fare il bagno c'è bisogno di un accompagnatore e noi ci auspichiamo che ogni lido abbia degli assistenti balneari che possano supportare gli ospiti. Dovrebbe essere uno standard in tutti gli stabilimenti e non un'eccezione. Tutto sommato -conclude Della Valle- in materia la Puglia è all'avanguardia in questo grazie anche all'iniziativa di Federbalneari che ha spinto in questo senso e dall'anno scorso le sedie Job sono obbligatorie in tutte le strutture”. 

 

Alessio Quarta 



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