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Un'estate a ritmo di folk con Enzo Petrachi

[13/07/2018] SPETTACOLI

Un'estate a ritmo di folk con Enzo Petrachi

In tour col nuovo album Cambio pelle, il noto cantautore si racconta tra musica ed emozioni 

 

All’insegna dell’allegria, della condivisione e della salentinità più verace è partito il 27 maggio scorso il “Cambio Pelle Tour” del cantautore leccese Enzo Petrachi, che prende il nome dall’omonimo album: un lavoro di dieci brani che veste a nuovo i classici della musica folk leccese, regalandone una sorprendente rilettura moderna e inedita, come ci spiega il figlio del grande Bruno. 

Davvero bello il titolo dell’album, come è nata l’idea? 

Ho messo questo titolo perché per quanto riguarda gli arrangiamenti delle vecchie canzoni di papà, cioè quelle che tutti si aspettano nella classica forma del folk tradizionale, ho voluto mettere in questo album contaminazioni con altri generi. C’è fusion, c’è funky e soul, cioè non volevo dare alla gente quello che proponeva papà negli anni ’70-’80, ma volevo rimodernare le sue canzoni anche per i giovani di oggi, che stanno rispondendo alla grande! Quindi brani come Lu Pascalinu tou, Arcu te Pratu, La ecchia, Lu posperu, sono stati rivisitati in chiave assolutamente moderna e contaminata. 

Tu dici: “Racconto la storia della mia città”. Come pensi sia recepita la tua musica dal pubblico? 

Io sono più amato nei paesi. Lo sono anche a Lecce, però ho dovuto un po’ sgomitare e alla fine anche i leccesi mi hanno accettato. Delle volte quando mi salutano per strada mi chiamano Bruno e questo mi riempie il cuore di gioia. Ci tengo comunque a dire che io sono l’unico cantante leccese che canta il folk leccese, sono l’unico erede non solo di papà, ma della musica folk della nostra terra. In giro ci sono cover, io invece sono un cantautore originale. E poi chi meglio di me può parlare di Lecce città, io che ci ho vissuto tre ere: da piccolo con papà, poi durante gli anni dell’adolescenza e adesso che canto e faccio serate da 24 anni. 

E con riguardo alle nuove generazioni? 

I giovani d’oggi a Lecce mi conoscono tutti, mi vogliono tutti bene, questo grazie anche alla bella situazione che si è creata con la Squadra di calcio di Lecce; sono stato, infatti, affiancato alle vicissitudini del Lecce, come è stato anche per papà. I tifosi di tutte le età cantano le mie canzoni allo Stadio, così anche i ragazzi di 14-15 anni che non apprezzano la mia musica finiscono con l’avvicinarsi a me e a seguirmi, e questo accade in un bel periodo di cambiamenti per il mio repertorio. 

È da 24 anni che tramandi la passione di tuo padre. Immagino che provi sempre un’emozione fortissima quando sali sul palco, pensando a lui. 

Io l’emozione la vivo tutti i giorni, non solo quando salgo sul palco, perché penso che papà sia con me sempre. Durante le serate mi sento sdoppiato, nel senso che nella vita privata sono diverso dal cantante, ma quando tocca a me divento un’altra persona, mi trasformo in quel momento nell’artista e devo dare il meglio di me perché ci tengo moltissimo al mio lavoro. 

L’estate ti sta vedendo impegnato in giro col tuo tour ricco di date. 

Gli appuntamenti sono tantissimi, per esempio il 14 giugno canterò in Piazza Libertini nell’ambito della Notte della Taranta, il 20 giugno a Campi Salentina, ecc. Faccio serate in locali importanti, il 10 luglio scorso per esempio ho cantato al Cantiere, e nelle piazze accompagnato dalla FolkOrchestra, diretta da Giorgio Mancarella, e dal duo vocale Il Peccato di Eva. Ho iniziato nelle balere nel 1994, ma da 3 anni ho voluto dare una svolta e ho voluto cambiare in modo da poter cantare dal vivo, cosa per me molto importante. Non mi piace cantare con le basi, è una cosa che odio assolutamente perché non posso improvvisare, sono uno stornellatore, un vero cantante folk. 

C’è qualche sorpresa in arrivo per i tuoi fan? 

Molto presto arriverà un nuovo video con i Party Zoo Salento, che mi hanno affiancato nel video Mieru, pezzetti e cazzotti. Te lo dico in anteprima: si chiamerà Mare Mare Mare, è un singolo che uscirà insieme al video e parlerà del nostro mare salentino. 

 

Claudia Mangione 



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