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Turismo, trasporti e infrastrutture: il futuro di tricase secondo Antonio De Donno

[16/10/2020] TRICASE

Turismo, trasporti e infrastrutture: il futuro di tricase secondo Antonio De Donno

Il neo eletto primo cittadino ci ha parlato del suo programma per i prossimi 5 anni, per rendere la città e le marine un “salotto sul mare” 

 

C'è stato bisogno del ballottaggio per conoscere il sindaco di Tricase. Alla fine a spuntarla è stato il candidato del centrosinistra, Antonio De Donno, che ha registrato il 50,14% dei consensi contro il 47,68% dell'avversario, Carmine Zocco. Un distacco di appena 222 voti al termine di un confronto elettorale che ha avuto bisogno del secondo turno per decretare il nuovo primo cittadino tricasino, dopo una corsa a 4 che non aveva visto prevalere nessuno nel primo round del 20 e 21 settembre. Ancora non è ufficiale la Giunta, in attesa che arrivi la proclamazione degli eletti. Intanto il primo cittadino ha già le idee chiare sui punti principali attorno ai quali far ruotare l'attività amministrativa dei prossimi 5 anni. 

Sindaco De Donno, quali saranno i temi in cima all’agenda della nuova Amministrazione?

Il primo asse portante è quello rappresentato dalla cultura e dal turismo. Vogliamo fare di Tricase un salotto sul mare, per poter puntare in futuro ad un'economia di qualità. Dobbiamo rivoluzionare la fruizione delle marine. Al momento non ci sono parcheggi né le strutture ricettive adatte ad ospitare il flusso di turisti che ogni anno vengono a visitare le nostre bellezze naturali. Bisogna intervenire sul litorale, così come le aree interne saranno parte di una rivoluzione della progettazione territoriale che è un contenitore con fondi già previsti e a cui puntiamo ad attingere. Sarà questo il volano delle nuove economie del Salento. 

Dici mare e pensi tra le altre cose al Porto: come sarà possibile valorizzarlo?

Tricase porto è una realtà che ha già fatto parlare di sé oltre il Mediterraneo con l'Avamposto Mare del Ciheam Bari, che ha ospitato un corso sullo sviluppo delle comunità costiere in collaborazione con la FAO. Bisogna procedere ad un adeguamento e ad uno sviluppo del porto in modo da renderlo turistico a tutti gli effetti, mettendolo in sicurezza perché non è ammissibile che le mareggiate da sud costringano la gente a portar via le barche. Inoltre si potrebbe creare un braccio a nord per ospitare qualche altro centinaio di imbarcazioni. Certo, per fare tutto questo bisogna attirare capitali in grado di effettuare investimenti importanti. 

Oltre al Porto c'è poi il centro storico cittadino. 

Bisognerà renderlo culturalmente appetibile. Occorre fare una rivisitazione strutturale del basolato, l'interramento dei cavi, l'illuminazione e magari lo spostamento degli uffici comunali poco fuori dal centro storico, in modo da renderlo veramente un salotto capace al contempo di racchiudere l'identità di un territorio e di accogliere i turisti. 

C'è infine il nodo servizi, che in Salento fa spesso rima con trasporti, e la zona industriale, in passato oggetto di proteste da parte di chi lì svolge la propria attività.

Puntiamo a diventare un hub tra trasporto a rotaie e a gomma, con il completamento della tratta Martina Franca- Gagliano del Capo e minibus in grado di garantire le fermate presso le marine. Per quanto riguarda la zona industriale mancano i servizi che sono rimasti agli anni ‘20. Non c'è acqua, non c'è la fibra ottica, né la fognatura. Ci sono alcune aziende che riescono ad esportare, ma sono degli eroi. Bisogna rendere quella zona appetibile ad altre imprese. Tante aziende nel corso degli anni potevano trovare in quel posto il luogo in cui nascere, salvo poi optare per zone industriali nei Comuni vicini. 

 

Alessio Quarta 



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