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Trionfo mondiale per il Canarino Salentino

[07/02/2020] PRIMO PIANO

Trionfo mondiale per il Canarino Salentino

Dopo essere stato riconosciuto nel 2010 dalla Federazione Ornitologica Italiana, la razza creata 23 anni fa da Sergio Palma e Carmelino Caroppo ha acquisito nei giorni scorsi in Portogallo il riconoscimento definitivo a livello internazionale 

 

Quest’anno il 68° Campionato mondiale di ornitologia si è tenuto a Motosinhos (Oporto), Portogallo, tra il 20 e il 26 gennaio e di grande rilevanza sono stati gli esemplari presentati dagli allevatori dell’Associazione Ornitologica Salentina (AOS). Nella categoria “Canarini di colore” si sono aggiudicati il secondo posto gli allevatori Gianfranco e Andrea Cassano (Lecce), assieme a Cosimo Fonseca (Taviano), mentre il terzo posto è stato assegnato a Luca Sperti (Maglie), ingegnere con la passione trentennale per l’ornitologia. Il primo posto nelle categorie “Ibrido mutato” e “Ibrido di canarino mutato” sono stati assegnati rispettivamente ad Antonio Lettere (San Cesario) e Antonio Palazzo (Salice Salentino); tra i “Verdoni mutati” invece e i pappagalli “Roseicolor verdi” si situano Fabio Longo (Lecce) al secondo posto e Stefano Greco (Lecce) al terzo posto.

Un riconoscimento mondiale, dunque, per il Canarino Salentino, esaminato e riconosciuto per la terza volta consecutiva dalla commissione internazionale. Creato 23 anni fa dall’allevatore Sergio Palma (Lecce) nel corso di alcune sperimentazioni con l’amico Carmelino Caroppo (Arnesano), il salentino si distingue per la piccola taglia (12,5 cm) e la schiena, che scende perpendicolare al posatoio formando una linea retta che inizia con i carpi, poco evidenti, e finisce con la punta della coda. La forma appiattita del petto e la coda con una leggera apertura simile a quella della rondine; il ciuffo centrato e perfettamente spalmato sulla testa piccola e di forma ovale. Presenta un piumaggio liscio e ipocromico, con una sola screziatura nel ciuffo, di colorazione rossa; le zampe mediamente lunghe con tarso e dita sottili, e un carattere allegro e vivace, con occhio vispo.

Ma come si ottiene un nuovo esemplare di canarino e come avviene il suo riconoscimento? “Si procede partendo da un’idea -chiarisce Sergio Palma-, un disegno, che nell’ambiente viene chiamato ‘standard’. Dopodiché, mischiando diverse razze di canarini (nel caso del salentino si era partiti da un maschio di Ciuffato Tedesco e una femmina di Bossù Belga), si selezionano nei neonati le caratteristiche che ci permettono di avvicinarci allo standard iniziale e si continua con gli accoppiamenti”. Da questi due primi esemplari, quindi, usati inizialmente con lo scopo di far da balia ad altri soggetti, sono nati alcuni canarini che presentavano caratteristiche interessanti, come la gobba e il ciuffo; da queste si è intuita una nuova razza e si è proseguito con la sperimentazione.

Per avere un riconoscimento nazionale della razza è necessario prima far parte della Federazione Ornitologica Italiana (FOI), divisa in raggruppamenti regionali, e partecipare ai campionati nazionali. In quest’ambito, il Salentino è stato riconosciuto nel 2010 dopo sette anni di selezioni. Dopo la valutazione della Commissione tecnica italiana, quando la razza si è stabilizzata, è stato possibile presentare gli esemplari al Campionato Mondiale di Ornitologia (COM) ed è proprio in quest’occasione che il Salentino è stato presentato per la prima volta a Cesena, due anni fa. “La presentazione di norma avviene di fronte a una Commissione composta da giurati di 6 nazionalità -racconta Palma-, i quali studiano lo standard e giudicano se i canarini presentati si avvicinano o meno allo standard stesso. Per essere accettati, i soggetti devono raggiungere una media di almeno 89 punti”. 

Ventitré anni fa, durante la sua scoperta, Sergio Palma e l’amico Carmelino Caroppo pensarono a svariati nomi da assegnare al nuovo esemplare, tra i quali “Rudiae” e “Canarino del Capo”. Alla fine però si è optato per il nome più generico e rappresentativo di “Salentino”. Attualmente questa specie viene allevata anche in Sicilia, Calabria, Veneto, Piemonte e Liguria, e in altri Paesi all’estero quali Spagna, Grecia e Belgio.

 

Ruben Alfieri 



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