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Trasporti, una frana

[22/04/2010] IN COPERTINA

Trasporti, una frana

Da ormai un mese e mezzo il Salento continua a essere isolato a causa della frana di Montaguto, con la prospettiva di tempi lunghi per una soluzione. A questo si aggiungono le recenti difficoltà nel trasporto aereo, per i fumi generati dall’eruzione in Islanda.

Un vero inferno per chi, per studio o lavoro, ha necessità di raggiungere il centro ed il nord Italia 
 
“Circolazione sospesa dalle 22.35 di mercoledì 10 marzo, sulla linea Caserta-Foggia tra Benevento e il capoluogo Dauno. Il provvedimento è stato adottato su richiesta della Prefettura di Avellino a scopo cautelativo. A causa delle abbondanti piogge degli ultimi giorni, è stato infatti registrato un progressivo avvicinamento alla sede ferroviaria di un movimento franoso fra le stazioni di Savignano-Greci e Montaguto-Panni. Per garantire la continuità dei collegamenti Trenitalia ha programmato autobus sostitutivi fino al ripristino del regolare servizio. Informazioni dettagliate e aggiornamenti disponibili anche nelle stazioni, negli uffici di assistenza ai clienti e a bordo dei treni”. 
È stata salutata così la frana di Montaguto, da parte di Trenitalia, che il giorno dopo la frana nel Beneventano diramò questo comunicato stampa, per spiegare che la tratta Foggia-Benevento non sarebbe stata praticabile, rendendo così sempre più isolata la Puglia e il Salento in particolare. Perché la tratta Foggia-Benevento è quella che si intreccia indissolubilmente con l'itinerario ferroviario Lecce-Roma, quello che trasporta pendolari e studenti dal Salento alla Capitale. Un'interruzione, quella causata dalla frana, che ci ha resi sempre più soli nel nostro già di per sé naturale isolamento.
È intervenuta il mondo politico, da destra a sinistra, perché il problema non è certo da poco. In questi giorni stanno procedendo incessanti i lavori, nonostante il maltempo che ha colpito la zona rendendo difficoltoso lo sgombero. La montagna, intanto, ha rallentato il suo corso franoso, mentre gli studiosi cercano di individuare il corso d'acqua che ha provocato il disastro idrogeologico, affinché venga deviato nel Cervaro, ma per ora il conto di ciò che frana con ciò che viene portato via è in pareggio. E anche le Forze Armate entrano a dare la propria mano alla risoluzione del problema. Proprio la scorsa settimana, è intervenuto infatti l'11esimo Reggimento Genio Guastatori di Foggia, guidato dal colonnello Ezio Bottoni, insieme al capo dipartimento della Protezione Civile nazionale, Guido Bertolaso (nella foto in alto): unendo le forze, si è pensato alla strategia da attuare e dalla scorsa domenica e così dalla scorsa domenica, una task force del Reggimento Genio Dell'esercito, costituita da circa 130 militari e 50 mezzi, si è posta nell'area interessata dallo smottamento, per riuscire a ripristinare i collegamenti ferroviari e stradali, attraverso il monitoraggio e drenaggio della frana, il ripristino dei canali di scolo, lo stoccaggio del materiale fangoso e lo sgombero delle vie di comunicazione.
E nella stessa giornata di domenica scorsa il presidente della Regione Nichi Vendola (nella foto in basso) ha visitato i luoghi della frana, i militari impegnati al lavoro e i sindaci del comprensorio attorno al comune di Montaguto. “L'unica grande opera italiana -ha commentato Vendola in un video diffuso dallo stesso organo regionale- per far ripartire il ciclo produttivo è la cura del dissesto idrogeologico. Questa parte d'Italia così abbandonata grida vendetta. Adesso dovrò confrontarmi con il neo presidente della Regione Campania, perché è evidente che per un problema come questo non ci sono soluzioni se non si procede a due gambe. Occorrerà vigilare e tenere anche alta l'attenzione sulle infiltrazioni mafiose. Spero che le autorità competenti vigilino e diano risposte ai tentativi di ipoteca camorristica sulle opere di risanamento, perché tocca alle autorità competenti blindare il territorio contro l'economia delle opere pubbliche infinite, che sono molto gradite alla camorra”.
E in effetti la storia ci ha insegnato a diffidare che le tragedie che accadono non diventino oggetto d'altro interesse, un interesse che esula dal bene comune, che in questo momento è uscire da questo isolamento delle vie di comunicazione. Usare il treno per uscire dalla Puglia è sempre stato un piacere, anche se la strada è lunga: oggi è ancora più lunga, e ci si augura soltanto che i tempi di ripristino siano i più breve possibile. 
 
Angela Leucci


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