Sei in: Home»Rubriche»Primo Piano

Terra promessa per "viaggi organizzati"

[03/10/2020] PRIMO PIANO

Terra promessa per "viaggi organizzati"

Uomini, pachistani, in buone condizioni di salute con molti minori non accompagnati: questo è l’identikit sempre più ricorrente dei gruppi di migranti sbarcati negli ultimi mesi soprattutto a Gallipoli e Santa Maria di Leuca

 

Non ci si aspettava certamente un anno di relax, ma nemmeno così tanto impegno. Il 2020 si sta rivelando un anno particolare e l’emergenza sanitaria non ha poi fermato o alleggerito le altre situazioni che il nostro territorio si è trovato storicamente ad affrontare, tra le quali una di particolarmente delicata e attuale come quella legata agli sbarchi spontanei. Prefettura di Lecce, Guardia Costiera, Forze dell’ordine, Asl e Croce Rossa Italiana sono stati spesso attivati negli ultimi tempi per le operazioni di accoglienza dei migranti o di rintraccio degli scafisti. Un impegno profuso anche nel corso del lockdown, un periodo che ha rallentato ma non ha fermato gli sbarchi sulle coste italiane e salentine, e che è proseguito anche nel corso dell’estate, quando gli approdi sono aumentati, e con essi il numero degli immigrati in fuga dal Medio Oriente. 

Le ultime settimane hanno però registrato un aspetto particolare, cioè una sorta di standardizzazione degli sbarchi riguardo all’etnia e alle caratteristiche degli stessi migranti, segno questo di una rinnovata efficienza delle organizzazioni criminali che preparano questi “viaggi organizzati” dalle caratteristiche sempre più ricorrenti. A descrivere questo quadro è Mimma Antonaci, portavoce del Comitato di Lecce della Croce Rossa Italiana, in prima linea a fornire assistenza al personale medico Usmaf, a Guardia Costiera e Guardia di Finanza: “Ci aspettavamo sicuramente un aumento degli sbarchi durante la stagione calda, coincisa sostanzialmente nel post lockdown, periodo nel quale si sono comunque registrati alcuni episodi, affrontati con tutte le difficoltà dovute proprio al rischio contagio. Non ci aspettavamo però una costante uniformità degli arrivi, verificatasi soprattutto nelle ultime tre situazioni che abbiamo affrontato: mi riferisco a velieri di una certa capacità che hanno trasportato un numero tra le 50 e le 80 persone, tutte di sesso maschile e di nazionalità pachistana; rispetto ai mesi scorsi, inoltre, abbiamo constatato una presenza notevole di minori non accompagnati. Tutti i soggetti imbarcati hanno manifestato delle buone condizioni fisiche, completamente diverse da quelle che si riscontrano negli individui provenienti da traversate lunghe diversi giorni, in scarse condizioni igieniche e con problemi di salute”. 

Mimma Antonaci spiega inoltre come le imbarcazioni, presumibilmente rubate, partano soprattutto dalla Turchia, ma anche che è quasi impossibile capire in che modo questi soggetti giungano fin lì partendo dal Pakistan. Alla base di questa difficoltà c’è una scarsa comunicazione, in considerazione del fatto che questi immigrati hanno spesso una bassa conoscenza della lingua inglese.

 

Diario di bordo: breve cronologia di un anno di sbarchi 

 

Il 2 gennaio 2020 si registrava il primo arrivo dell’anno con 54 migranti approdati a Santa Maria di Leuca dopo 7 giorni di viaggio. Più drammatico lo sbarco del 5 gennaio, in cui gli scafisti hanno costretto 33 tra uomini e donne a gettarsi nelle gelide acque di San Cataldo e raggiungere a nuoto la riva. Si replica a Leuca il 9 gennaio con una trentina di migranti di nazionalità iraniana, irachena, afghana, turca e siriana. 

L’allarme scatta nuovamente durante il lockdown, con l'accoglienza di 19 uomini, 4 donne e 10 minori accompagnati giunti a San Cataldo il 23 aprile; i migranti erano di nazionalità siriana, irachena ed egiziana. Lo scorso 20 giugno, poi, a Santa Maria di Leuca è approdata un'imbarcazione a vela con a bordo 21 persone tra iracheni e iraniani, tra cui un minore. Il 26 giugno è stata accolta una piccola imbarcazione che trasportava 6 uomini, tra cui un minore, di nazionalità siriana e irachena; anche in questo caso il natante, intercettato dalla Capitaneria di Porto, è sbarcato presso il porto di Santa Maria di Leuca. 

Gli approdi sulle coste salentine hanno iniziato ad aumentare di intensità nella notte tra il 3 e il 4 agosto, con l'arrivo a Gallipoli di ben 84 migranti, tra cui 11 donne e 14 minori (8 dei quali non accompagnati) originari dell’Afghanistan, Iran, Iraq, Egitto, Siria, Somalia e Pakistan; si trovavano a bordo di un veliero incagliatosi negli scogli e intercettato dalla Guardia di Finanza. Il 28 agosto, poi, è stato soccorso un veliero con a bordo una sessantina di persone che si era incagliato nelle secche presso le marine di Ugento e trainato a Santa Maria di Leuca. 

Il 31 agosto sulla costa Gallipolina sono arrivati 77 uomini, tra cui 21 minori e 2 presunti scafisti ucraini, sulle coste gallipoline. Erano invece 65 i migranti pachistani giunti lo scorso 22 settembre ancora a Gallipoli, dopo un viaggio di una settimana; tra di essi, comparivano 15 minori, di cui uno di soli 11 anni. L'ultimo episodio in ordine di tempo risale allo scorso 28 settembre: in questa occasione, le motovedette della Guardia di Finanza hanno intercettato un veliero approdato sulle coste di Santa Maria di Leuca: a bordo del natante si trovavano 63 cittadini pachistani e due presunti scafisti di nazionalità russa; tra i migranti, erano presenti 21 minori, di cui ben 19 non accompagnati. 

 

Alessandro Chizzini - foto CRI Puglia



«Indietro
Laura De Ronzo L'intervista della settimana
Laura De Ronzo

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising