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Terapia col plasma iperimmune, la Puglia ci crede davvero

[30/10/2020] IN COPERTINA

Terapia col plasma iperimmune, la Puglia ci crede davvero

Nonostante i ritardi burocratici e il silenzio dei media, la sperimentazione della cura proposta dal dottor Giuseppe De Donno prosegue e trova nel Salento un importante banco di prova

 

Non era stata considerata la panacea di tutti i mali, ma sicuramente era stata vista come un’efficace strada per contrastare i nefasti effetti del virus. Quando ormai il mondo si è trovato nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia, da più parti ci si chiede cosa ne sia stato della terapia col plasma iperimmune proposta e utilizzata dal dottor Giuseppe De Donno, primario del Reparto di Pneumologia dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova e originario di Morigino (Maglie). Questa cura prevede il prelievo del plasma da persone guarite dal Covid-19 e la sua somministrazione a soggetti con l’infezione in atto, così da trasferire gli anticorpi sviluppati dai pazienti guariti. 

Ad oggi, questa alternativa viene utilizzata come cura in alcuni nosocomi italiani, come proprio il “Poma”, dove pare che le guarigioni raggiungano il 90%, ma anche stranieri; sono infatti ben oltre 85mila i pazienti statunitensi che si sono sottoposti alla trasfusione del plasma dei soggetti guariti. L’idea è quella di applicare la terapia su larga scala, e per questo è stato elaborato un protocollo al quale hanno aderito 76 strutture sanitarie; al momento, però, ne son state attivate solo 15 e tra questi solo 8 hanno coinvolto i loro pazienti, per un totale di 40 individui a dispetto dei 476 necessari per terminare la sperimentazione e 250 per poter stilare una prima analisi preliminare. 

Intanto, tra ritardi burocratici e amministrativi, la terapia col plasma iperimmune sta venendo intanto sperimentata anche in Puglia e nel Salento: già negli scorsi giorni, infatti, il direttore del reparto di Chirurgia generale del “Perrino” di Brindisi, Giuseppe Manca, e un infermiere del “Moscati” di Taranto, Marco Urso, si erano sottoposti, entrambi per la seconda volta, a plasmeresi presso il nosocomio brindisino. Più recentemente, invece, è stata l’Asl di Lecce a compiere un gigantesco passo in avanti lungo questo percorso: il Servizio Immunostrasfusionale (SIMT) del “Vito Fazzi” di Lecce, già attivo da tempo nella terapia col plasma iperimmune, ha raccolto l’adesione di ben 50 pazienti (su 57 contattati) guariti dal Covid-19. 

Dopo un consulto telefonico su base anamnestica, ne sono stati esclusi 17, mentre sono 30 quelli giunti al Servizio Immunotrasfusionale del “Vito Fazzi” per il prelievo. Dopo una ulteriore scrematura, sono state individuate 9 persone idonee, che hanno già donato il plasma, mentre i restanti 21 sono stati esclusi per titolo Ab Anti Sars-Cov-2 inferiore a quello richiesto.

Fino a pochi giorni fa, erano 3 i pazienti trattati con plasma iperimmune al “Vito Fazzi”: due sono stati trattati con il plasma raccolto proprio presso il SIMT, mentre per uno si è trattato di plasma fornito da un’altra struttura. 

La sperimentazione, quindi, prosegue, in Puglia, in Italia e nel mondo, senza più squilli di tromba e sensazionalismi, ma con la speranza che possa definitivamente fornire una soluzione efficace contro il virus. Nel frattempo, il lavoro del Servizio Immunotrasfusionale continua, tra raccolta di plasma e valutazione dei potenziali donatori, e sicuramente sarà alta l’attesa dell’esito della terapia sui pazienti affetti da Covid-19, da cui potrà dipendere il futuro della sperimentazione e dell’approccio terapeutico contro il virus. 

 

Tamponi nei laboratori privati e test antigenici presso i medici di famiglia: ecco le novità 

 

Rispetto al periodo di inizio epidemia, le Regioni stanno oggi effettuando un numero di tamponi notevolmente superiore, rintracciando conseguentemente un più alto numero di soggetti positivi. Nonostante questo, però, in alcuni parti d'Italia il sistema di tracciamento sta andando in affanno e per aiutare Asl e Sisp nelle attività di tracciamento la Giunta della Regione Puglia ha autorizzato i laboratori privati accreditati della rete Sars-Cov-2 ad eseguire tamponi molecolari ai soggetti asintomatici che ne facciano richiesta in base a tre motivazioni: lavoro, viaggi e altre situazioni già disciplinate a livello nazionale e regionale. Il costo previsto per ogni tampone non dovrà essere superiore agli 80 euro. In caso di positività, ovviamente, il soggetto dovrà informare il Dipartimento di prevenzione competente. Ecco i laboratori dove è possibile farli: “Lifebrain” a Lecce, “Mater Gratiae” a Squinzano, “Monteronese” a Veglie, “Biomedica” a Parabita, “Clinic Lab” a Leverano e “Forcina” a Galatina. Il test molecolare stabilito in caso di sintomi o di contatti stretti è invece gratuito in quanto prestazione rientrante nei Lea (Livelli Essenziali di Essistenza).

Il contrasto all'espandersi dell'epidemia passa anche attraverso una nuova strategia, quella dei test rapidi antigenici, strumenti che danno risposte in circa 15 minuti e che si stanno rivelando affidabili in Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna, dove stanno già sostituendo i tamponi molecolari. I test antigenici possono considerarsi dei “tamponi rapidi” che consentono l'individuazione dell'antigente nel paziente attraverso il metodo in fluorescenza e immunocromatografico; il tutto, come detto, in soli 15 minuti. In caso di positività sarà necessario il tradizionale tampone per una conferma definitiva. Martedì scorso è stato firmato un accordo tra Regione Puglia e la sezione regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale guidata da Nicola Calabrese (che è anche vicesegretario nazionale di Fimmg), grazie al quale i “tamponi rapidi” potranno essere effettuati presso i propri studi, con accesso su prenotazione e previo triage telefonico, al costo di 18 euro (12 euro presso le Asl). In particolare, i medici di medicina generale si occuperanno dei pazienti asintomatici usciti da 10 giorni di isolamento, in modo da supportare il Dipartimento di prevenzione e limitare il periodo di quarantena con il relativo costo sociale. 

 

Alessandro Chizzini 



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