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Sulla fusione tra Presicce e Acquarica del Capo tutti d'accordo. O quasi

[21/09/2018] IN COPERTINA

Sulla fusione tra Presicce e Acquarica del Capo tutti d'accordo. O quasi

Mentre i sindaci sostengono con entusiasmo il progetto, Paola Ponzo, presidente del Consiglio comunale di Presicce, si è dimessa per protesta, lamentando lo scarso coinvolgimento dei cittadini 

 

Il percorso della fusione dei Comuni di Acquarica del Capo e Presicce è ben avviata, ma non si tratta di un rettilineo facile da percorrere. Gli scossoni lungo il cammino sono ancora possibili e la testimonianza ultima è arrivata proprio nelle scorse ore con le dimissioni della Presidente del Consiglio comunale di Presicce, Paola Ponzo, in dissenso con la volontà della maggioranza di proseguire gli step burocratici verso l'aggregazione con il Comune vicino. Due i punti nodali alla base della rottura, con conseguente passaggio tra le fila dell'opposizione della Ponzo, che, oltre a presiedere l'assise comunale, aveva anche la delega al Marketing territoriale e al Turismo: da una parte, lo scarso coinvolgimento dei cittadini per renderli consapevoli delle opportunità e delle caratteristiche del progetto, dall'altra la tutela dell'identità propria del borgo del Basso Salento.

Una soluzione, quella della fusione, che presenta come sempre dei potenziali vantaggi e dei rischi, tutti messi nero su bianco da uno studio di fattibilità che le due Amministrazioni hanno recentemente approvato. “Il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale va sulla linea dell'agevolare un processo che dovrebbe essere fisiologico anche se si scontra con chi fa del sano campanilismo -confessa il sindaco di Presicce, Salvatore Riccardo Monsellato-. La fusione pone dei vantaggi considerevoli, ma dovrebbe essere anche un passaggio culturale. Ci sarà il referendum che passerà in Consiglio regionale, ma saranno i cittadini a decidere serenamente. Bisogna vedere cosa si deliberà da parte del Consiglio regionale e ragioneremo alla luce di questo. Sia ben chiaro che questo processo non significa la perdita delle proprie tradizioni, delle proprie storie, dei propri valori, anzi ci saranno delle disponibilità economiche maggiori perché quelle che sono le nostre caratteristiche vengano meglio valorizzate. Un nuovo Comune dovrebbe avere circa 1 milione e 700 mila euro all'anno in più per dieci anni da parte dello Stato, la Regione dovrebbe darci una tantum 300 mila euro a fondo perduto e 170 mila euro per tre anni. A cui si aggiunge una sorta di diritto di prelazione, per 10 anni, per eventuali finanziamenti”. 

Fiducioso anche il primo cittadino di Acquarica del Capo, Francesco Ferraro, all'indomani della notizia del disegno di legge della Giunta regionale: “Aspettiamo che si concluda l'iter, poi l'ultima sentenza spetterà ai cittadini, la sovranità appartiene al popolo. Sicuramente un eventuale fusione potrebbe aiutare l'Ente comunale a realizzare una programmazione più puntuale degli interventi, senza dover vivere alla giornata. Sono diversi i vantaggi possibili derivanti da un'aggregazione comunale: un maggior peso politico, la riduzione dei costi di gestione sui servizi, si potranno avere maggiori trasferimenti di risorse economiche da parte dello Stato e della Regione. Noi faremo nei prossimi mesi alcuni incontri con i cittadini per illustrare loro il progetto, poi spetterà a loro in cabina elettorale scegliere”.

 

Un ottimo rimedio contro il calo demografico 

 

Il Salento è ricco di borghi meravigliosi ma sono anche piccoli, a volte piccolissimi, segnati negli ultimi anni da una fuga verso città più ricche e popolate dove poter studiare e lavorare con meno difficoltà. E la fusione dei Comuni potrebbe rispondere proprio a una di queste esigenze, quella di combattere il decremento demografico. “I Comuni si stanno riducendo sempre più di abitanti, specie qui da noi nel Sud -ammette il primo cittadino di Presicce, Salvatore Riccardo Monsellato- Se non troviamo le modalità per attirare la volontà e l'attenzione di chi è fuori, problemi ce ne saranno eccome. Questo è un salto nel futuro. Noi siamo sereni perché abbiamo fatto quanto avevamo promesso nel nostro programma elettorale”. 

Al netto di possibili attriti e campanilismi di sorta, quello del calo demografico è un elemento che anche il sindaco di Acquarica del Capo, Francesco Ferraro, sottolinea: “La fusione di due o più piccoli Comuni va anche nella direzione di rispondere ai problemi sollevati dal decremento demografico. Nei piccoli borghi con il passare degli anni e l'invecchiamento progressivo della popolazione potrebbe essere problematico contenere i costi di gestione su diversi servizi”. 

 

Alessio Quarta 



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