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Sempre meno artigiani in Salento: Confartigianato lancia l'allarme

[03/05/2019] PRIMO PIANO

Sempre meno artigiani in Salento: Confartigianato lancia l'allarme

Preoccupante calo degli iscritti a partire dal 2013: per il presidente regionale Francesco Sgherza è a rischio l’identità e la capacità di sviluppo economico del nostro territorio 

 

Confartigianato Imprese Puglia punta il dito sul calo degli artigiani iscritti all’Inps regionale. Preoccupano, infatti, i risultati di una analisi condotta in merito dal suo Centro Studi. Il report prende in esame due diversi elementi: il numero degli iscritti, cioè la somma dei soggetti che sono stati iscritti alla gestione durante l’anno (anche per una frazione di anno), e il numero medio annuo degli iscritti, che considera i soggetti in funzione del numero dei mesi di presenza nella gestione; ad esempio, un soggetto iscritto per soli sei mesi è equivalente a 0,5.

In merito al primo aspetto, dall’analisi emerge come in nove anni la Puglia ha perso quasi 10mila iscritti: i 94.396 iscritti nel 2008, saliti a 94.409 nel 2010, hanno subito un crollo verticale fino agli 84.972 del 2017. La suddivisione per provincia, invece, vede 33.419 iscritti a Bari, 8.217 a Brindisi, 10.794 a Foggia, 20.447 a Lecce e 8.535 a Taranto.

Riguardo al secondo elemento, invece, i 90.104 iscritti del 2008 sono scesi fino agli 81.412 del 2017, con questa suddivisione provinciale: 34.875 per Bari, 8.598 per Brindisi, 1.306 a Foggia, 21.347 a Lecce e 8.846 per Taranto.

La provincia di Lecce ha retto bene fino al 2012; il numero degli iscritti è passata dai 22.674 del 2008 ai 23.609 del 2012, per calare vistosamente fino a 20.447; il numero medio annuo, invece, è salito dai 21.592 del 2008 ai 22.314 del 2012, dopodiché la cifra è scesa costantemente fino ai 21.347.

“La serie storica -spiega il presidente Francesco Sgherza- elaborata dal nostro Centro Studi parla chiaro: sebbene i dati siano in linea con quelli nazionali, la Puglia non può assolutamente permettersi di rinunciare a mettere in campo contromisure straordinarie per supportare il ritorno del numero dei nostri artigiani ai livelli pre-crisi. Il modello di impresa artigiano, infatti, non solo costituisce la spina dorsale dell’economia locale, ma ne innerva il tessuto sociale, al punto da assurgere a tratto identitario del territorio. Non è un caso che moltissimi artigiani, maestri nei campi dell’arte, del design e dell’enogastronomia siano considerati alla stregua di veri e propri attrattori turistici per la Puglia”. 

Il presidente rifiuta poi l’idea di ridurre l’artigianato solo ‘agli antichi mestieri’, comprendendo anche figure come il meccatronico, l’estetista, il trasportatore, l’impiantista, l’edile o i cosiddetti ‘artigiani 4.0’, “un’avanguardia in grado di coniugare in modo formidabile tradizione e utilizzo specialistico delle nuove tecnologie abilitanti. Parliamo di aziende alle volte trascurate rispetto alla portata dei benefici che la loro pulviscolare diffusione cagiona a tutti noi in termini di qualità dei prodotti, servizi, valore aggiunto e ricadute occupazionali”. Per questo, Sgherza considera “assolutamente urgente che la Regione articoli al più presto un piano strategico per l’artigianato che, magari a partire dalla ricalibratura di un quadro legislativo forse carente della necessaria effettività, metta in sicurezza e garantisca all’artigianato pugliese il futuro che merita”.

 

Alessandro Chizzini 



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