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Scorrano celebra santa Domenica con "La notte dei lumi"

[26/06/2020] PRIMO PIANO

Scorrano celebra santa Domenica con "La notte dei lumi"

Un ritorno alle origini per una delle feste patronali del Salento più conosciute nel mondo, a causa delle restrizioni anti-Covid: il 6 luglio migliaia di lumi saranno accesi su tutte le terrazze del paese e lo spettacolo sarà ripreso in diretta da un drone 

 

I protocolli di sicurezza restrittivi dovuti all’emergenza sanitaria hanno posto un freno a diverse attività pubbliche tra le quali anche le feste patronali, a cui ogni cittadino nel piccolo del proprio comune è affezionato. Lo stesso vale per Santa Domenica a Scorrano, che di più tra le altre feste patronali si è distinta nel corso della sua tradizione, particolarmente per la maestosità delle sue luminarie. Quest’anno la “capitale delle luminarie”, come amano definirla gli abitanti di Scorrano, si è comunque ingegnata per rendere onore alla Santa in un modo altrettanto originale. Oltre ai riti religiosi, che si svolgeranno regolarmente in chiesa ma senza processione, il 6 luglio alle 22 migliaia di lumi saranno accesi su tutte le terrazze del paese e, mentre le campane suoneranno a festa, un drone riprenderà lo spettacolo dall’alto e le immagini saranno trasmesse tramite la pagina Facebook “Pro Loco Scorrano”. 

L’evento, organizzato dalla Pro Loco in accordo con il parroco Massimo De Donno, è stato presentato il 17 giugno scorso alla presenza di tutte le associazioni scorranesi che si erano subito predisposte alla collaborazione. L’accesa delle fiaccole è un simbolo pieno di significati e di grande importanza, ancora di più nel periodo difficile che stiamo vivendo. “L’iniziativa de ‘La notte dei lumi’ nasce nella Pro Loco con il desiderio di ripartire -dichiara il presidente della Pro Loco Scorrano, Pietro Palumbo-; in questo caso si tratta di una ripartenza dalle origini, cioè ritrovare in questa iniziativa le origini della devozione e del culto della tradizione, attraverso l’affetto quasi viscerale che gli scorranesi provano per la figura di Santa Domenica. La tradizione delle luminarie nella zona nasce e si sviluppa proprio da alcune famiglie, come i De Cagna e i Mariano, che già nei secoli passati si erano adoperati a farne qualcosa di grande. Ripartire quindi dalle origini e condividere la devozione a simbolo dell’unità che la nostra comunità non ha mai perso, ritrovare la sua identità spirituale comunitaria, preservarla, e poi ritornare di nuovo ad incantare il prossimo anno con le sue parazioni conosciute in tutto il mondo, frutto dell’ingegno e del lavoro degli artigiani scorranesi”.

La devozione degli abitanti di Scorrano a Santa Domenica ha infatti radici molto profonde, che raggiungono il mito. La Santa di Tropea, sconosciuta fino al 1600 agli scorranesi (perché nota col nome di Ciriaca), durante un’epidemia di peste apparve in sogno a un’anziana donna sulle mura della città, su Porta Terra, e le comunica che ha deciso spontaneamente di diventare la protettrice di Scorrano. Secondo la leggenda, quindi, come segno della sua benevolenza per gli scorranesi, avrebbe liberato il paese dalla peste. La Santa chiede infine di comunicare quanto riferitole all’arciprete, e come testimonianza della sua volontà predisse che gli ammalati colpiti dal morbo sarebbero stati salvati e, una volta guariti, avrebbero dovuto far conoscere l’evento straordinario al resto degli abitanti accendendo delle lampade ad olio sulle finestre, come segno dell’avvenuta guarigione. In poco tempo, seguendo l’esempio dei primi guariti, lume dopo lume, tutto il paese brillò di luci sulle finestre e la peste fu debellata. Ogni anno da allora, per riconoscenza verso la loro protettrice, gli scorranesi accendono delle lucerne sulle finestre in ricordo dei numerosi miracoli avvenuti durante quella notte, ma col tempo e l’avvento dell’energia elettrica, le fiaccole sono state sostituite con le lampadine, e quindi con le luminarie.

Durante la processione, generalmente il percorso viene interrotto dai devoti ammalati o impediti a partecipare al rito religioso, i quali offrono pubblicamente alla Santa delle somme di denaro, che prima venivano fissate su nastri appesi alla statua e raccolte dal Presidente del Comitato Festa come contributo ai festeggiamenti, prima che il simulacro entrasse in chiesa. Le offerte dei fedeli raccolte in chiesa, invece, inserite nello stipo di Santa Domenica, toccavano al parroco, che spesso le devolveva al Comitato Festa. 

 

Ruben Alfieri 



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