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Saverio Congedo: "Adesso possiamo lavorare insieme per vincere"

[22/03/2019] PRIMO PIANO

Saverio Congedo: "Adesso possiamo lavorare insieme per vincere"

Il neo candidato sindaco non ha dubbi sull’efficacia del nuovo corso del centrodestra leccese e punta adesso ad una coalizione vincente con Adriana Poli Bortone. Sicurezza, traffico e politiche sociali saranno le linee guida del suo programma 

 

Il risultato delle primarie del centrodestra con la vittoria di Saverio Congedo ha sancito l’inizio di una nuova stagione per la politica cittadina, in vista delle amministrative del 26 maggio prossimo. Una stagione dove la parola d’ordine sarà “gioco di squadra”, perché solo in questo modo il centrodestra può confidare di vincere contro la rinnovata alleanza tra Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci. Se gli auspici sono positivi per quanto riguarda gli ex concorrenti Gaetano Messuti e Mario Spagnolo, che hanno già dato piena disponibilità a lavorare insieme, il nodo da sciogliere adesso è Adriana Poli Bortone, con la quale lo stesso Congedo dovrà trovare un’intesa. Abbiamo chiesto proprio al neo candidato ufficiale del centrodestra di illustrarci la sua visione dell’immediato futuro. 
Congedo, il risultato delle primarie di domenica scorsa è stato significativo, nonostante le polemiche che sono seguite alle dichiarazioni di Mario Spagnolo. 
6600 cittadini leccesi, ha liberamente scelto di occuparsi di politica e dire la propria in una bella domenica di marzo. Per chi come me è appassionato di politica questa è una bellissima notizia, in tempi di disaffezione generalizzata. Io provo il massimo del rispetto per quelle persone, e mi auguro lo facciano tutti. Quella con Gaetano e Mario è stata una splendida competizione, tra profili e visioni differenti ma complementari, che adesso si integrano nella proposta che il centrodestra offre alla città di Lecce. Per quanto riguarda invece le questioni interne ad altri soggetti politici, penso che una mia intromissione sarebbe assolutamente irrispettosa. 
Come saranno i rapporti con Adriana Poli Bortone, che ha definito le primarie “un totale fallimento” per il centrodestra? 
Penso che le primarie abbiano fornito una bella immagine del nuovo corso del centrodestra. Si è trattato di primarie vere, in cui si sono confrontate idee e non correnti. Alle urne non si sono visti pullman o “truppe” irreggimentate, ma liberi cittadini. Anche l’esito finale, un testa a testa appassionante, credo testimoni questo nuovo volto. Come ho già detto in tante occasioni, considero la senatrice una figura importante della storia e dell’attualità del centrodestra leccese. Farò il possibile, nei prossimi giorni, per offrire ai leccesi una coalizione ampia, coesa e vincente. 
Una volta consolidata l’unità del centrodestra, l’obiettivo vero ora è quello di definire una strategia efficace per affrontare e sconfiggere Salvemini, evitando un risultato come quello delle scorse amministrative. 
Io penso che la visione e la sensibilità di centrodestra sia ancora maggioritaria in questa città. Due anni fa sono stati commessi errori, mi sembra evidente, che hanno in qualche modo disperso questa “maggioranza naturale”. Oggi tutti noi abbiamo la possibilità e la responsabilità di riparare a quegli errori, e la scelta delle primarie è nata da questa priorità. Oggi avverto il dovere, quindi, e credo lo dovrebbero avvertire tutti, di dare risposta alla domanda di unità che quelle 6600 persone in carne ed ossa hanno liberamente espresso domenica scorsa.
Quali sono, secondo lei, le priorità della città di Lecce per le quali proporrete le vostre soluzioni? 
Dal confronto con i cittadini, nel corso di questa campagna per le primarie, sono emerse diverse necessità molto sentite. Una di queste è la sicurezza: Lecce non è certamente una capitale della delinquenza, ma vi sono comunque episodi di micro-criminalità, come i furti nella zona industriale, le risse, le aggressioni, la presenza di alcune zone apparentemente franche come quella della stazione, o alcuni episodi di bullismo, che non è più possibile sottovalutare e che richiedono necessariamente un rafforzamento della sorveglianza, anche col supporto della polizia locale. Serve inoltre un piano traffico, finalmente organico e complessivo, realizzato con l’ascolto, la partecipazione e il confronto con i cittadini e le categorie produttive, e che affronti le questioni in maniera sistemica con tutti i comuni del suo hinterland, una comunità di circa 200mila persone, considerando come priorità assolute la qualità della vita e dell’aria che respiriamo. 
Da tempo si fa sentire forte la voce delle famiglie leccesi, già provate dalla crisi, che chiedono di essere sostenute dall’Amministrazione comunale. 
Questa credo sia la questione principale, il cuore delle politiche che intendo mettere in campo. Anche a Lecce, come nel resto d’Italia, mettere su famiglia e fare figli rappresenta una impresa quasi eroica. Io penso che anche le politiche comunali, oltre a quelle nazionali, debbano preoccuparsi di accompagnare le giovani coppie in questa scelta difficile. Le politiche sociali, gli asili nido, le politiche abitative, il sostegno alla maternità e alla genitorialità, le politiche fiscali, oggi non possono più essere affrontate da amministratore di un condominio, ma come un buon padre di famiglia. Ed è quello che intendo fare. 


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