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Sant'Oronzo e la "benedizione" delle nanotecnologie

[05/04/2019] LECCE

Sant'Oronzo e la "benedizione" delle nanotecnologie

Nella mattinata di martedì 2 aprile, presso palazzo Carafa, è stato eseguito con successo un primo trattamento su una porzione della statua di Sant’Oronzo, mediante l’impiego di nanotecnologie. La statua, momentaneamente rimossa dalla colonna a causa dei danni provocati dalle intemperie e dal passare del tempo, si potrà preservare mediante questo speciale trattamento conservativo. Lo assicurano Ray Bondin, ambasciatore emerito dell’Unesco e Sabrina Zuccalà, amministratore di 4wrad360, azienda di Milano, incaricata dell’esecuzione di questo primo trattamento sulla struttura. “Grazie alle nanotecnologie siamo sicuri che la statua potrà essere adeguatamente tutelata -ha affermato Bondin-. Molte opere contemporanee non saranno accessibili ai visitatori tra un centinaio di anni, a causa della rapida degradazione. Ritengo che sia quindi importante utilizzare in tutti i musei del mondo una serie di campioni di prova di queste nanotecnologie per capire quali vantaggi possono portare”. 

Sabrina Zuccalà, entusiasta di questo primo risultato ottenuto, ha dichiarato: “Abbiamo effettuato diversi sopralluoghi per verificare la reale condizione della statua al fine di avere più informazioni possibili e porre i presupposti ideali per intervenire in maniera precisa su tutte le porzioni del monumento. I formulati prodotti da dalla nostra azienda sono assolutamente ecologici e atossici. Nei prossimi mesi se verrà ultimato il restauro anche noi potremo fare un intervento sulla statua che sarà completamente gratuito. In questo modo, i cittadini di Lecce e i tanti turisti potranno ammirarla integra anche nei prossimi anni”. 

 

Renato De Capua 



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