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San Pio non ci sta

[25/09/2009] LECCE

San Pio non ci sta

La IV Circoscrizione avanza precise richieste per contrastare la microcriminalità nel rione

 

Nelle ultime settimane, il rione di San Pio si è ritrovato sotto la luce dei riflettori a causa di un’ondata di episodi di microcriminalità che hanno destato le preoccupazioni dei residenti e rianimato vecchi fantasmi su situazioni di allarme sociale che sembravano sopite da tempo. Il susseguirsi di fatti di cronaca nera ha aperto la strada ad un’opera di uncinetto mediatico da parte di alcuni organi di informazione che hanno ricamato titoloni su una presunta situazione di “allarme sicurezza” a San Pio e si sono spinti fino ad azzardare avventate similitudini tra il rione e il leggendario quartiere malfamato di New York, il Bronx.
Esagerazioni mediatiche a parte, la cronaca ha effettivamente registrato un’altalena di fatti criminali e vandalici, come auto incendiate, bombe contro attività commerciali e cassonetti della spazzatura dati alle fiamme, che hanno ridestato nei cittadini diffuse sensazioni di insicurezza. Non poteva farsi attendere una risposta da parte delle istituzioni. La forma è stata quella di un consiglio circoscrizionale, convocato da Carmelo Isola, presidente della IV Circoscrizione “Rudiae-Ferrovia”, alla presenza del sindaco di Lecce Paolo Perrone, del comandante dei Vigili urbani e dei consiglieri comunali. Isola ha avanzato precise richieste, facendo il quadro della situazione e sollecitando una pronta controffensiva: “Gli ultimi avvenimenti di microcriminalità hanno amplificato uno stato d’animo dei cittadini che troppo spesso si sentono poco protetti e abbandonati al loro destino. La controffensiva istituzionale non può continuare ad essere carente. Ma spesso sono anche i cittadini a non fare la loro parte”.
Le sue proposte coinvolgono sia le istituzioni, chiamate ad una maggiore attenzione sul territorio, (ad esempio con l’incremento dell’illuminazione pubblica e degli interventi di riqualificazione urbana), sia la cittadinanza, esortata ad una più attiva collaborazione con polizia e autorità, sia le forze dell’ordine, che devono garantire una vigilanza più diffusa. Il presidente della Circoscrizione riconosce come a seguito degli ultimi avvenimenti sia cresciuto il pattugliamento nel rione. Ma sottolinea anche che il timore dei cittadini è che sia solo un provvedimento momentaneo. Inoltre, egli ritiene indispensabile l’introduzione di figure di sicurezza sussidiarie: “Fondamentale è l’apporto del vigile di quartiere, inteso come presenza centrale che vive in mezzo alla gente e che si fa carico dei problemi e delle paure che essa quotidianamente affronta. Le espressioni ‘vigile di quartiere’ e ‘polizia di prossimità’ -continua Carmelo Isola- rappresentano una aspirazione ideale di sicurezza urbana, che si realizza attraverso un nuovo modello di strutturazione dei servizi di polizia”.
Polizia di prossimità, dunque, come proposta risolutiva contro situazioni delinquenziali. Che nulla ha a che vedere con le discusse “ronde pubbliche”: “Per quanto concerne l’istituzione di ronde di cui tanto si parla negli ultimi tempi -precisa Isola- dichiaro la mia contrarietà in quanto evidenzierebbero un segnale di debolezza delle istituzioni a far fronte ai bisogni dei cittadini. Come dire ai cittadini, ‘non sono in grado di garantire la vostra sicurezza, fatelo da soli’”.

Giorgio De Matteis



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