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Romanzo di campagna

[24/03/2017] PRIMO PIANO

Romanzo di campagna

Un pensionato 76enne ha scoperto che la sua masseria era stata occupata da un gruppo di Rom che non intendono andarsene. In attesa di una soluzione, in sua difesa si sono mobilitati i componenti del movimento “Noi con Salvini” e “Le Iene” 

 

“La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge”: recita così l’articolo 42 della Costituzione Italiana, ma la vicenda surreale del signor Luigi Marzo, 76enne di San Pietro in Lama, racconta un’altra realtà. La storia, che rimbalza da giorni su tutti i media locali e nazionali, prende le mosse da un’eredità familiare che dichiara il signor Marzo proprietario di una masseria tra Lecce e Novoli, con ben 13 ettari annessi. Ma ad attendere il legittimo proprietario sull’uscio ci sono nuovi inquilini: un nutrito gruppo di Rom, deciso a difendere con le unghie la nuova sistemazione “acquistata” dai predecessori abusivamente risiedenti. Volti noti del capoluogo, prima “domiciliati” presso la Stazione FS di Lecce, e che non potrebbero -a loro detta- usufruire degli spazi dedicati nel Campo sosta Panareo per presunti dissapori con altri clan. 

Così con l’amaro in bocca, tra rifiuti di ogni genere e un indecoroso scempio di ciò che gli appartiene, è iniziata per il signor Marzo la trafila volta a reclamare il proprio diritto. Parte la raffica di denunce presso gli organi preposti: dalla Questura, al Prefetto, ai Vigili urbani, sino all’ Assessore all’Ambiente Andrea Guido, ma nelle more del tam tam burocratico nei fatti non cambia nulla. A fare quadrato attorno al legittimo proprietario arriva la solidarietà del movimento “Noi con Salvini”, che non solo offre assistenza legale, ma si sta facendo promotore di una serie di iniziative a seguito delle quali è arrivata sul luogo del misfatto martedì scorso l’inviata della nota trasmissione “Le Iene”, Veronica Ruggeri

“Il nostro obiettivo è quello di ristabilire legalità e rispetto delle leggi -ha dichiarato Leonardo Calò, segretario provinciale del movimento “Noi con Salvini”-. Stiamo cercando in tutti i modi di farlo mantenendo alta l’attenzione mediatica per smuovere gli ingranaggi istituzionali e sbloccare questa situazione paradossale. Attendiamo il tavolo tecnico convocato dal Prefetto al quale siederanno Procura e Comune, ma non il legittimo proprietario, scelta a nostro avviso ingiusta. Così come opiniamo i tempi di convocazione per decidere il da farsi. Ci auguriamo che l’esito dell’incontro segni una svolta, diversamente saremo noi stessi ad aiutare il signor Marzo ad effettuare lo sgombro del suo immobile. Nel frattempo -continua Calò- abbiamo inoltrato al Sindaco, che riteniamo responsabile primo dell’ordine e della sicurezza del proprio territorio, la richiesta di ritirare l’ordinanza che impone al proprietario della masseria di effettuare a proprie spese la messa in sicurezza dell’immobile e la sospensione del pagamento delle esose tasse che gravano sullo stesso a iniziare dall’Imu”. 

Come dire: sul danno la beffa. E sì, perché in tutto ciò il signor Marzo oltre alle gravose tasse di successione deve pagare le imposte, pur essendo completamente defraudato nei fatti di un diritto pieno, imprescrittibile, esclusivo, autonomo e perpetuo. La troupe de “Le Iene” ha incontrato il primo cittadino di Lecce Paolo Perrone, il quale ha però spiegato che non è suo compito provvedere allo sgombero di un'immobile privato, quale Masseria Nova (questo il nome del bene conteso) e ha mostrato la lettera con cui nel dicembre scorso chiedeva la convocazione di un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Successivamente Perrone ha illustrato alla giornalista de “Le Iene” tutte le iniziative intraprese dall'Amministrazione comunale per individuare una soluzione al problema. 

Nel corso dell’incontro è emerso che Procura di Lecce e Comando provinciale dei Carabinieri avrebbero avviato indagini e accertamenti del cui esito ancora non si ha notizia. Nel frattempo il signor Luigi Marzo, cittadino italiano, attende giustizia su un diritto costituzionalmente garantito, ma nei fatti negato.

 

M. Maddalena Bitonti 



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