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Reddito di cittadinanza: istruzioni per l'uso

[25/01/2019] FOCUS LAVORO

Reddito di cittadinanza: istruzioni per l'uso

Ecco requisiti e condizioni per poter beneficiare del contributo previsto dalla Legge di Bilancio e in arrivo dal 1° aprile 

 

Il reddito di cittadinanza potrà essere chiesto non solo dai cittadini italiani in condizione di povertà, ma anche dai comunitari e dagli extracomunitari residenti in via continuativa in Italia da almeno 10 anni. Mentre la pensione di cittadinanza verrà riconosciuta agli over 65enni con un reddito familiare non superiore ai 7.560 euro, che salgono a 9.360 per chi vive in affitto. Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza verrebbero erogati per il 53% al Sud. 

Il nucleo familiare deve possedere un Isee inferiore a 9.360 euro; un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30mila euro; un patrimonio mobiliare non superiore a 6mila euro; un reddito familiare inferiore a una soglia di 6mila euro annui moltiplicata per un parametro legato alla consistenza del nucleo familiare. Se il richiedente è un single con Isee pari a zero, percepirà 500 euro al mese, alle quali si aggiungono 280 euro di contributo affitto se non è proprietario di casa, oltre a tariffe elettriche e tariffe del gas agevolate. 

L’integrazione al reddito sale, in base a una scala di equivalenza legata ai componenti del nucleo familiare. Sono previsti 600 euro con un adulto e un minorenne; 700 euro con un adulto e due minorenni; 800 euro con due adulti e un minorenne; fino ad arrivare a mille euro in caso di due adulti e due minorenni. Il beneficio dura 18 mesi, rinnovabili di ulteriori 18 mesi, con una pausa di 1 mese. In cambio il beneficiario dovrà impegnarsi ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro “congrue”: entro 100 km di distanza dalla residenza del beneficiario nei primi sei mesi di fruizione del sussidio; entro 250 km oltre il sesto mese. Dopodiché, il beneficiario dovrà spostarsi ovunque nel territorio italiano (a meno che nel nucleo familiare siano presenti minori o disabili) e, in tal caso, continuerà a percepire il sussidio nei successivi tre mesi dall'inizio del nuovo lavoro per compensare le spese economiche. 

Il beneficiario dovrà sottoscrivere il Patto per il lavoro presso un centro per l'impiego, dove sarà convocato entro 30 giorni, con l'impegno all'immediata disponibilità al lavoro, e all'adesione ad un percorso personalizzato di inserimento lavorativo. Se il richiedente è in condizioni di disagio sociale, invece, sarà convocato entro 30 giorni dai servizi di contrasto alla povertà dei comuni e dovrà sottoscrivere un Patto di inclusione sociale. 

In entrambi i casi, i beneficiari del reddito di cittadinanza dovranno partecipare a progetti di pubblica utilità promossi dai comuni. Le imprese dovranno comunicare i posti vacanti ai centri per l'impiego e alle agenzie per il lavoro e, se assumeranno il disoccupato, potranno avere da 5 mensilità (6 per l'assunzione di donne e disoccupati di lunga durata) a 18 mensilità (sotto forma di sgravio contributivo) da dividere al 50% con l'Agenzia per il lavoro, se il canale di reclutamento è privato. Ai beneficiari che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza è riconosciuto un beneficio addizionale pari a sei mensilità di reddito, nei limiti di 780 euro mensili. 

 

Occhio alle truffe!

 

Chiunque nella procedura del reddito di cittadinanza «con dolo fornisce dati o notizie non rispondenti al vero, incluso l'occultamento di redditi o patrimoni a fini Isee o di dichiarazioni fiscali, è punito con la reclusione da uno a sei anni, oltre alla decadenza del beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito comunque disposti anche in assenza di dolo. Il reddito di cittadinanza non potrà essere richiesto se non dopo 10 anni dalla richiesta che ha dato luogo alla sanzione. Le sanzioni si hanno anche nel caso un componente della famiglia svolga attività di lavoro irregolare. Con la carta del reddito di cittadinanza si potranno prelevare contanti per un massimo di 100 euro al mese se si è single aumentati secondo la scala di equivalenza a seconda dei componenti del nucleo familiare (comunque non oltre 210 euro al mese). Vietato spendere soldi del reddito di cittadinanza per gioco d'azzardo pena la revoca del beneficio. Per il controllo delle spese vengono istituite due piattaforme informatiche il Siupl ed il Siuss. 

I rischi resteranno comunque alti e le truffe potrebbero essere dietro l’angolo. Basti pensare alla possibilità per il beneficiario del reddito di accordarsi con il negoziante convenzionato (ad esempio, un supermercato) e cosi simulare l’acquisto di generi alimentari per 50 euro, ricevendo indietro in contanti 30 euro da poter spendere liberamente per acquisti immorali. 

 

In arrivo anche “quota 100”. Ma funzionerà davvero? 

 

Nuovi pensionamenti “quota 100”, reddito e pensioni di cittadinanza diventeranno realtà dal 1° aprile 2019. Il decreto legge con le prime modifiche alla riforma Fornero e le nuove misure di contrasto alla povertà è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 gennaio 2019. Secondo le stime ufficiali sarebbero circa 350mila i lavoratori potenzialmente interessati a “quota 100” mentre i nuclei familiari in condizioni di povertà interessati al reddito di cittadinanza sfiorano il milione e 700mila unità. 

Per chi ha maturato i requisiti per “quota 100” entro il 31 dicembre scorso il diritto alla decorrenza della pensione scatta il 1° aprile. Per chi matura i 62 anni + 38 di contributi dal 1° gennaio 2019 in avanti avrà una decorrenza dell’assegno Inps tre mesi dopo. Per il pubblico impiego la decorrenza sarà semestrale. Chi si ritira con quota 100 non può sommare alla pensione altri redditi da lavoro superiori a 5mila euro annui fino a quando non compie l’età per la pensione di vecchiaia (attualmente pari a 67 anni). Sono requisiti minimi e non alternativi: se un lavoratore ha 40 anni di contributi e 60 di età non potrà comunque accedere al beneficio per quanto la somma faccia 100. Sarà possibile il pensionamento anticipato per le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960 e le lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959. Basta aver maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni. La pensione verrà ricalcolata per intero con il sistema contributivo. 

Proroga di un anno anche per l’Ape sociale, ovvero l’anticipo pensionistico introdotto in via sperimentale fino a fine 2018 che interessa disoccupati in condizioni di bisogno con 63 anni e 30 di contributi (si tratta dei disoccupati che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire il sussidio, dei caregiver, di coloro che soffrono di una riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74%, degli addetti a mansioni gravose). Per il pensionamento di vecchiaia il requisito resta a 67 anni mentre per gli anticipi gli adeguamenti di cinque mesi previsti in virtù dell’allineamento automatico all’aspettativa di vita sono cancellati. Si potrà andare in pensione con 42 anni e 10 mesi (41 e 10 mesi le donne) ma con una finestra di tre mesi che posticipa la decorrenza. 

Le imprese, attraverso i fondi di solidarietà bilaterali, potranno erogare un assegno straordinario per il sostegno al reddito finanziando l’uscita di quei lavoratori con 59 anni e 35 di anzianità contributiva che raggiungono i requisiti di quota 100 nei successivi tre anni. Ma solo attraverso un turn over: l’opzione sarà infatti possibile sulla base di accordi collettivi di secondo livello (aziendali o territoriali) sottoscritti con i sindacati dove viene stabilito il numero di lavoratori da assumere in sostituzione di quelli che accedono all’assegno. L’operazione quota 100 potrebbe generare l’aumento del deficit previdenziale e, qualora, dovesse rimanere, come probabile, un’operazione isolata e temporanea, potrebbe lasciare sul campo solo una congerie di disillusioni per tutti coloro che non potranno godere dello stesso trattamento.  

 

Gabriele Toma 

Avvocato civilista e giuslavorista in Maglie 

Mail: avvocato.gabrieletoma@gmail.com 



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