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Quando il viaggio diventa un'odissea

[09/08/2019] IN COPERTINA

Quando il viaggio diventa un'odissea

Secondo Codici Lecce sono oltre cento i casi di cittadini pugliesi che nell’ultimo anno hanno denunciato un ritardo o l’annullamento di un volo o una crociera. Ed è solo la punta dell’iceberg 

 

Il sogno di una vacanza all'insegna del relax o del divertimento rischia di crollare improvvisamente quando, a causa di un qualche tipo di disservizio, la compagnia di trasporti a cui ci siamo affidati rinvia la partenza di ore, se non giorni, fino ad arrivare addirittura alla cancellazione del viaggio. 

In queste situazioni, i passeggeri hanno diritto a ricevere un risarcimento in denaro, così come nel caso di due 22enni salentini che lo scorso anno furono lasciati a terra senza troppi complimenti da Ryanair, mentre erano in procinto di salire a bordo di un aereo che da Londra li avrebbe portati a Brindisi. il risarcimento è stato loro riconosciuto nei giorni scorsi, ed è quello che si augurano i passeggeri di un altro volo Ryanair bloccati a Siviglia lo scorso 2 agosto per un guasto tecnico riscontrato sul velivolo che li avrebbe dovuto condurre a Bari. 

In questi casi, a supporto dei passeggeri interviene la legge, nello specifico il regolamento CE 261/2004 che prevede indennizzi contrattuali fissi a seconda della durata e della distanza del viaggio e che scattano in caso di cancellazione del volo o di ritardo superiore a 3 ore. In realtà, però, anche quando si presentano le condizioni, le compagnie aeree tendono raramente a riconoscere gli indennizzi a cui i passeggeri hanno diritto, cercando di dissuaderli a presentare un reclamo. Infatti, solo il 3% dei passeggeri ha dichiarato di aver agito legalmente nei confronti delle compagnie, proprio in questo ricade la responsabilità di quest'ultime: la loro violazione è quella di omissione informativa. È dovere delle stesse compagnie informare i passeggeri dei loro diritti e delle previsioni del regolamento CE. 

Non manca di fornire spunti anche il trasporto via mare, in particolare le crociere. Non sono poche le situazioni che possono arrecare disagio ai passeggeri: cabine rumorose, assenza di servizi certificati dalla compagnia (alcuni passeggeri hanno ad esempio denunciato la mancanza di un menu per celiaci nonostante fosse compreso nel pacchetto), ma soprattutto il venir meno di alcune tappe inserite nel percorso della crociera e, a volte, guasti o incidenti che ritardano il viaggio. Anche ai croceristi si può riconoscere la violazione degli obblighi di informazione, oltre che quella sugli obblighi contrattuali riguardo i diritti di turisti e croceristi.  

Stesse possibilità anche per i trasporti su terra? Purtroppo no, perché nonostante si possano presentare gli stessi disagi, non si è ancora giunti ad una parificazione con il trasporto aereo, il quale ha il vantaggio rispetto a ferro e gomma di avere una normativa precisa. Il trasporto su terra soffre infatti del mancato adeguamento al regolamento CE, una differenza che, secondo Codici, aveva ragione di esistere quando il divario di prezzi esistente con il trasporto aereo era notevole, ma che oggi non ha più senso con lo sviluppo delle compagnie low cost. In caso di ritardi o cancellazioni, quindi, si può ottenere al massimo un rimborso del 50%. 

 

Viaggi disagiati? La parola d’ordine è fare reclamo 

 

Dal 1987 l'associazione Codici è impegnata a tutelare e promuovere i diritti dei cittadini e ad essa si rivolge gran parte di coloro che si sentono truffati o danneggiati nell'organizzazione della loro vacanza. In questo senso, l'associazione accoglie i reclami sia attraverso un proprio modulo da compilare sul suo sito web www.codici.org, sia contattando il numero 338.4804415, che rappresenta anche il proprio “sportello” Whatsapp dal titolo “Vacanze rovinate”. 

I reclami che solitamente trovano hanno esiti positivi sono quelli presentati contro i truffatori delle case vacanze: molto spesso, infatti, si tratta di persone che non lasciano traccia dopo aver ricevuto la caparra o che comunque non hanno nulla da perdere, così che qualsiasi azione civile e penale potrebbe non dare seguito ad un risultato risarcitorio. Un privato, però, potrebbe essere perseguibile se l'immobile proposto non è abitabile, come può essere ad esempio se il vacanziere si ritrova un garage anziché una casa. Diverso è il caso di disagi subiti dopo essersi rivolti ad agenzie immobiliari, tour operator o organizzatori di viaggi: in questi casi interviene il Codice del turismo, innanzitutto, e poi il Codice del consumo che possono riconoscere ai passeggeri il danno da vacanza rovinata e la conseguente riduzione del prezzo del pacchetto, anche se la responsabilità non è direttamente imputabile all'agenzia. 

Il settore del trasporto aereo è quello che presenta più opportunità sul fronte reclami, grazie soprattutto alle previsioni del regolamento CE 261/2004: questa norma consente infatti ai passeggeri di ottenere degli indennizzi che vanno dai 250 ai 600 euro, in base alla durata e alla lunghezza del viaggio. Opportunità tuttavia raramente sfruttate a causa della mancata consegna ai passeggeri della “Carta dei Diritti dei passeggeri”, obbligatoria quando si presenta l'ipotesi di ritardo del volo o di violazione degli obblighi di informazione di assistenza. In alcuni casi, alcuni vettori sono stati per questo sanzionati dal Garante della Concorrenza e del Mercato. 

L’avvocato Gallotta, però, sottolinea un particolare aspetto: “Il regolamento non è mai stato adeguato all'aumento del costo della vita e, per evitare che si decida si rinunciare alla richiesta di indennizzo per l'esiguità degli importi, come Codici stiamo preparando delle azioni collettive; in questo modo i costi a carico degli utenti potrebbero quasi annullarsi, mentre per noi rappresenta un modo di agire più coerente, oltre che importante e gratificante”. 

 

Alessandro Chizzini 



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