Sei in: Home»Rubriche»Primo Piano

Presicce-Acquarica: cercasi Santo Patrono

[22/11/2019] PRIMO PIANO

Presicce-Acquarica: cercasi Santo Patrono

Non è facile la vita degli abitanti dei due Comuni che dal 15 maggio di quest’anno sono stati fusi: ai ritardi burocratici ora si aggiunge il dilemma della scelta tra san Carlo e sant’Andrea, ai quali si aggiunge anche sant’Adelaide

 

Di solito, quando si parla di fusione di due piccoli comuni si pensa ai benefici economici e amministrativi che si possono ricavare, ma affrontando la parte “vernacolare” della questione si corre il rischio di dover sbrogliare una grossa matassa. È il caso dei due paesi Acquarica del capo (5.005 abitanti) e Presicce (5.220 abitanti), dal 15 maggio di quest’anno ormai fusi nel comune unico di “Presicce-Acquarica”. “Che l’unione dei comuni semplifichi le cose è solo una balla -ci dichiara un cittadino acquaricese- sono passati 7 mesi dalla fusione e nonostante entrambi i Municipi siano ancora attivi, nessuno dei due si è deciso a farmi la tessera d’identità”. 

Ma se il trauma amministrativo non è stato ancora sanato, non tarda a incombere un nuovo problema sulle coscienze dei cittadini del neonato comune, così uniti eppure così separati da una scelta: quale sarà il nuovo Santo Patrono, se ce ne sarà uno nuovo, oppure una località dovrà rinunciare al proprio per quello dell’altra? Gli umori, soprattutto in quel di Acquarica, non sono dei migliori, tant’è che qualcuno, sentendosi forse minacciato dall’importante chiesa di Sant’Andrea nel suolo di Presicce, ricorre alla scaramanzia religiosa, raccontandoci la leggenda secondo la quale, in passato, discutendo nella chiesa di San Carlo Borromeo se fosse il caso di cambiare patrono, la bibbia in mano alla statua del Santo cadde in testa al predicatore. 

Per evitare le barricate tra i due Comuni è stato proposto un referendum, e nel frattempo il commissario prefettizio Claudio Sergi ha concesso di fare gli onori di casa a Sant’Adelaide; una santa, suo malgrado, che per molti cittadini non aveva mai pensato di presentarsi, e che capita proprio il 16 dicembre, giorno in cui ricade l’anniversario del referendum sulla fusione, stabilito provvisoriamente come giorno di festa comune. La scelta della ricorrenza è infatti di natura puramente burocratica: visto che San Carlo è celebrato il 4 novembre e Sant’Andrea il 30 dello stesso mese, sembrava disfunzionale sospendere le attività amministrative per così tanto tempo che si è cercato di rimediare stabilendo una data unica. 

Ma più che la devozione al Santo, la paura dei cittadini è di essere privati di una tradizione importante. Il problema delle due fazioni è dunque di identità culturale: l’ennesimo “sgarbo” dovuto a una decisione “tecnica” che li aveva privati prima di una piccola ma significativa identità politica in cambio di allettanti promesse risolutive. “Eppure ci fanno notare- i semafori sono continuamente spenti, non si è ancora visto un vigile urbano e gli utenti non hanno alcun rispetto delle regole stradali, senza contare che in tutto questo tempo non è stata promossa nessuna iniziativa per farci credere di aver fatto la scelta giusta”.

 

Ma l’ultima parola spetta Vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca

 

Che si tratti della chiave o dello scettro, ci sembra chiaro che gli abitanti di Presicce-Acquarica abbiano le idee un po’ confuse, e decidiamo quindi di parlare con chi di santi se ne intende. Don Francesco Cazzato, nato a Presicce e parroco della relativa chiesa di Sant’Andrea dal 2011, ci chiarisce che la scelta del patrono comune non spetta né al Commissario prefettizio né ai cittadini, ma al Vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. “La nostra situazione è diversa da quella delle altre parrocchie -ci spiega il sacerdote-. Prendendo come esempio Lecce, in cui più parrocchie fanno riferimento solo a quella di Sant’Oronzo, anche per la ricorrenza civica, nel nostro caso esistono due parrocchie con delle tradizioni differenti e antiche, quindi molto affermate e rispettate. Ogni comitato, nonostante la decisione del Vescovo, continuerà a organizzare e celebrare il Santo della propria parrocchia nel solito giorno e al solito modo, ma gli uffici non chiuderanno. Il Patrono comune non farà altro che dare le vacanze e racchiudere le due parrocchie sotto un cappello più grande”. 

 

Ruben Alfieri 



«Indietro
Laura De Ronzo L'intervista della settimana
Laura De Ronzo

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising