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Portatori sani di filosofia

[07/02/2020] PRIMO PIANO

Portatori sani di filosofia

Al via a Corigliano d’Otranto il nuovo progetto di welfare sociale dell'associazione "Salento che pensa": 120 studenti, tra i 15 e i 18 anni di età, incontreranno anziani soli presso le loro abitazioni, la casa famiglia e la casa protetta del Comune grico 

 

Si chiama "solitudine involontaria", è una delle piaghe sociali più diffuse in Italia e può coinvolgere chiunque senza distinzioni. In Salento, tuttavia, è stata però messo a punto una cura e i "medicinali" sono 120 ragazzi "armati di cultura": l'idea è dell'associazione culturale "Salento che pensa" di Corigliano d'Otranto, vincitrice del bando "Puglia capitale sociale" della Regione Puglia e che ha immaginato un sistema di welfare generativo attraverso l’utilizzo della filosofia.

Il progetto si chiama "Sophia e la meraviglia" e dallo scorso 30 gennaio sta coinvolgendo questo piccolo esercito di studenti di età compresa tra i 15 e i 18 anni, provenienti da tutte le scuole secondarie di Maglie e coordinati dalla presidente dell’associazione Ada Fiore. Ogni settimana, con una navetta, si recheranno presso le abitazioni di persone sole della cittadina della Grecìa salentina e, dotati di un quaderno denominato "porta-valori", porteranno con sé la loro "Sophia".

I ragazzi parleranno di Amore con Platone, Amicizia con Aristotele, Tempo con sant’Agostino, Felicità con Epicuro, Tolleranza con Voltaire, Morte con Seneca, Giustizia con Socrate. Per ogni argomento gli studenti hanno elaborato nove domande, che diventeranno l’oggetto di ogni incontro. Il progetto si sviluppa in un giorno a settimana, ma questo non significa che negli altri i ragazzi possano distrarsi dall'obiettivo: il resto dei giorni, infatti, i giovani partecipanti dovranno continuare a “prendersi cura” della persona sola con una telefonata. 

L’esperienza che mette in atto il progetto è quella del service learning, una didattica innovativa con la quale ciò che si è appreso viene messo a disposizione di un disagio. Il loro sapere, la loro "Sophia", entrerà così nella casa dell’anziano solo, come anche sarà accolta dagli ospiti della casa protetta e di quelli della casa famiglia; la loro "Sophia" ne incontrerà poi un'altra, quella derivante dalla vita e dalla storia di ciascuno, cioè la saggezza. 

E proprio dall’incontro tra sapienza e saggezza nascerà la "Meraviglia", cioè l’abitudine a chiedersi il perché delle cose. Un'abitudine che l'ideatrice Ada Fiore auspica venga ripresa un po' da tutti, in quanto strumento perfetto per guardare il mondo da una diversa prospettiva. Infine, oltre all’ importante valenza sociale il progetto rientra nei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO), valido dunque come alternanza scuola-lavoro. 

La filosofia, quindi, come via per il confronto, il dialogo, la condivisione, la crescita; un progetto che, alla luce di iniziative passate, conferma il ruolo di Corigliano d'Otranto come il paese più filosofico d'Italia.

 

Ada Fiore: “La filosofia torna al centro delle nostre vite, grazie ai ragazzi e agli anziani”

 

Una vita vissuta con e per la filosofia per Ada Fiore, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo “Capece” di Maglie e ideatrice delle iniziative che hanno fatto di Corigliano d’Otranto il paese più filosofico d’Italia durante il suo mandato come sindaco del Comune grico. Il progetto “Sophia e la meraviglia” è l’ultimo step di questa sua lunga attività in ambito culturale.

Professoressa Fiore, come nasce “Sophia e la meraviglia”?

Nasce come un progetto di innovazione sociale in grado di immaginare una nuova modalità per creare un welfare generativo, che produca cioè valori e metta insieme le generazioni attraverso la sapienza e l’amore per il sapere. “Sophia e la meraviglia” punta a costruire una comunità pensante attraverso la filosofia, intesa però come attività ludica e laboratoriale. Il progetto si compone di due fasi: la prima prevede attività laboratoriali che avranno come protagonisti i bambini della Scuola materna e dell’infanzia “Comi”, mentre la seconda è destinata agli adulti e alle persone sole. 

Come si sviluppa il progetto? 

Le attività si terranno fino ad aprile, un giorno a settimana, alternativamente il mercoledì e il giovedì, dividendo gli studenti partecipanti in due gruppi di 60. I ragazzi entrano in contatto con delle persone che abbiamo individuato in base alle loro esperienze di vita e a come potevano generare valore nei confronti dei ragazzi; al tempo stesso, però, vogliamo che anche gli studenti producano valore nei loro confronti. Una navetta accompagna gli studenti presso le case degli assistiti, come anche la casa famiglia e la casa protetta di Corigliano. 

Come si svolge ogni incontro?

I ragazzi si presentano con il quaderno “porta valori” che abbiamo elaborato insieme. All’interno ci sono gli argomenti sui quali discutere: amicizia, felicità, amore, giustizia, tolleranza, morte. I ragazzi leggono e commentano il testo filosofico e poi danno il via alla conversazione ponendo agli anziani 9 domande, apripista per un dialogo che poi si fa più profondo e variegato. Il progetto è stato pensato anche per estendere il raggio di azione del service learning: già sperimentato lo scorso anno con i miei alunni che hanno tenuto lezioni ai detenuti, oggi viene visto come strumento idoneo a contrastare le solitudini involontarie, come tra l’altro previsto dal bando stesso.

Cosa si aspetta da questo progetto?

Mi aspetto l’entusiasmo manifestatomi dopo il primo giorno. Mi aspetto un incontro di saggezza e sapienza che ridia alla filosofia quell’importante ruolo che ha nella vita di tutti noi, cioè insegnarci ciò oggi non facciamo più: pensare, ragionare, comunicare. È un progetto che fa capire come, grazie ai giovani, sia possibile creare un mondo migliore; basta solo indicargli la strada. Per questo auspico che esperienze del genere possano essere replicate anche in contesti sociali più ampi.  

 

Alessandro Chizzini 



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