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Pioggia di ricorsi per le sanzioni da autovelox

[21/12/2018] IN COPERTINA

Pioggia di ricorsi per le sanzioni da autovelox

Omologazioni e controlli degli apparecchi parziali o mancanti, non applicabilità del decreto prefettizio, stato di necessità, vizi formali: sono numerosi i casi in cui possono essere contestate e annullate 

La giurisprudenza in materia di violazioni del Codice della Strada è in continuo aggiornamento e all'interno di articoli e cavilli, sconosciuti ai più, si nascondono possibilità a favore dei cittadini per contestare una multa registrata da autovelox. 
Il 13 giugno 2017 entrava in vigore il decreto n. 282 firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all'epoca guidato da Graziano Delrio, inerente alle procedure per l'approvazione dei rilevatori di velocità e per le verifiche periodiche di funzionalità e taratura, oltre che alle modalità di segnalazione delle postazioni di controllo sulla rete stradale. Seguendo quello che è l'impianto normativo, nel capo 2 dell'allegato, si fa chiaro riferimento alla necessità di verifiche di funzionalità e di taratura sul prototipo di apparecchio che viene utilizzato. Tali verifiche devono essere eseguite con tanto di emissione di certificato di taratura da enti terzi accreditati da Accredia. Nel corso delle verifiche di taratura deve essere valutata la precisione delle misure eseguite dal dispositivo o dal sistema di dispositivi, “ovvero l'errore di indicazione della velocità rilevata rispetto ad un idoneo sistema di misura di riferimento”. 
E qui troviamo il primo inghippo della questione autovelox: omologazioni e controlli sulla taratura spesso parziali, se non proprio mancanti. Si sta parlando, inoltre, di un sistema non scientifico a carattere assoluto, essendo prevista una soglia di errore del 5% nelle rilevazioni. Un appiglio non da poco su cui molti avvocati fanno leva per incentrare i ricorsi dei propri clienti. 
Un altro punto su cui il sistema degli autovelox può essere “attaccabile” è quello del decreto prefettizio d'origine che, con tanto di istruttoria formale, è obbligatorio per gli apparecchi collocati su una strada extraurbana secondaria come la SS 16, dove non è richiesta la contestazione immediata, cioè l'altolà della Polizia stradale. Davanti al Giudice di Pace si può chiedere la disapplicazione del decreto prefettizio, magari per istruttoria carente o perché la strada non è ad alto tasso di sinistrosità. Una recente sentenza della Corte di Cassazione si è espressa proprio in merito, avallando la possibilità di disapplicare il decreto illegittimo. 
Ma tanti altri sono i casi in cui il ricorso può andare a buon fine: cosa accade se un veicolo davanti a me sbanda pericolosamente e io sono costretto ad accelerare per evitare l'impatto? Stesso discorso dicasi per un animale che attraversa il tratto stradale, oppure un'accelerazione obbligatoria per finire un sorpasso di una macchina che rallenta vistosamente o per evitare un veicolo che esce dalla rampa di lancio. Inoltre anche la segnaletica che avvisa gli utenti della strada che troveranno un autovelox deve essere collocata in punti ben visibili e non a ridosso dell'apparecchio. Per non parlare, poi, degli aspetti formali del verbale che possono essere causa di un ricorso, come ad esempio la notifica oltre i 90 giorni dall'avvenuta sanzione. Tutti casi per cui la multa può essere contestata, sempre più spesso con esiti favorevoli.
 
Avete ricevuto una multa? Ecco cosa fare
 
L'automobilista può seguire fondamentalmente tre strade:
1) Istanza di autotutela. Si tratta di una richiesta in carta semplice e gratuita, presentata all'ufficio competente, inviata con raccomandata a/r o via Pec. Oltre ai dati del richiedente e della multa, bisogna elencare i motivi per cui si ritiene illegittima la sanzione. L'Amministrazione si tutela da una eventuale causa intentata dal cittadino, che la vedrebbe certamente sconfitta, ed annulla l'atto. Può, però, accadere che l’Amministrazione si prenda tutto il tempo dovuto, rigettando alla fine l'istanza. In quel caso, se il cittadino è ancora nei tempi previsti dalla legge per ricorrere al Giudice di pace o al Prefetto procede col ricorso, altrimenti è costretto al pagamento della sanzione maggiorata della metà dell'importo. 
2) Ricorso al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della contravvenzione. Il vantaggio del ricorso al Giudice di Pace è, in caso di esito negativo, l'assenza di una maggiorazione della multa. Lo svantaggio è che per il ricorso sono necessari un contributo unificato (43 euro per le multe inferiori a 1.100 euro) e la presenza di un avvocato.
3) Ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica della contravvenzione. Non c'è bisogno di contributo unificato né della presenza di un avvocato. Se, però, il ricorso viene rigettato, il cittadino è obbligato al pagamento della sanzione raddoppiata. 
 
Separati da una superstrada: Maglie contro Melpignano

 

La decisione di posizionare gli autovelox sulla SS 16 non ha fatto incetta di consensi. Entrando più nel merito qualche perplessità l'ha espressa anche il Comandante della Polizia Municipale di Maglie, Giovanni Margilio, che nei giorni scorsi ha preso carta e penna e ha inviato una lettera al Prefetto elencando una serie di osservazioni secondo le quali l'installazione di apparecchi per la rilevazione dei limiti di velocità su quel tratto di strada è quantomeno superflua: “Ci sono già dei segnali che invitano il conducente a rallentare per la possibilità di un controllo elettronico della velocità. Si tratterebbe sostanzialmente di una sovrapposizione di un servizio già esistente. Inoltre, trovo pericoloso che questi apparecchi vengano messi in prossimità di una curva, creando pericolo, e con una rampa lì vicino, ci sono troppe intersezioni. Io mi sono limitato a fare presente in maniera privata queste osservazioni, poi è chiaro che saranno le autorità competenti a decidere come agire”.
Fatto sta che un dispositivo in quel punto individuato può essere rischioso, soprattutto se uno rallenta improvvisamente, nei pressi di una curva, per evitare di incorrere in sanzioni a mezzo autovelox. Senza trascurare la proliferazione per quei 4 km di segnali che intimano ai conducenti di rallentare e di rispettare i limiti, oltre alle varie intersezioni che rendono poco funzionale l'autovelox in quel tratto: “Oltretutto Melpignano è lontano da lì. Un apparecchio è posto poco dopo la svolta per Cursi e l'altro, in direzione Sud, prima di entrare a Maglie venendo da Lecce”. 
Oltre a tutti questi fattori secondo il comandante Margilio il controllo sistematico effettuato nei mesi scorsi su quel tratto stradale, in cui nel corso degli anni si sono purtroppo verificati alcuni incidenti mortali e quindi con una pericolosità conclamata, ha fatto registrare un sensibile decremento delle velocità. “Non ci sono più macchine che sfrecciano a 200 km/h come una volta”. Merito anche di una postazione mobile che nei mesi estivi ha fatto registrare la bellezza di quasi 3mila multe in pochissime ore. “La situazione con il passare del tempo è andata migliorando, abbiamo notato significativi abbassamenti delle velocità. Inoltre, quando c'era la macchina con la postazione mobile noi la segnalavamo con quattro segnali di preselezione”. 
 
Alessio Quarta
 


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