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Per chi non suona la campana

[08/03/2019] IN COPERTINA

Per chi non suona la campana

Da mesi le campane della Chiesa Madre di Carpignano Salentino non suonano più alle 6.30 e alle 15 di ogni giorno. Una decisione della Curia di Otranto, presa in seguito alle proteste di due residenti che lamentavano il disturbo del loro riposo. Un comitato spontaneo di cittadini ha incaricato l’avvocato Francesco Zacheo di fare ricorso, ed egli ha anche scritto a Papa Francesco per informarlo della spiacevole situazione che sta vivendo il paese, dove, nelle prossime settimane arriveranno anche le telecamere de “La Vita in Diretta” per occuparsi del caso 

 

Din, don, dan. Din, don. Din. E poi nemmeno quello. Nel corso dei secoli il loro rintocco ha scandito i tempi delle giornate, soprattutto nel mondo contadino, quando la musica delle campane indicava l'ora del risveglio, quella del pranzo a mezzogiorno o quella del ritorno a casa dopo una giornata di duro lavoro nei campi. Tradizioni che si sono tramandate nei decenni, in particolar modo nei centri storici del Sud Italia, dove l'orologio della piazza o le campane delle chiese continuano a ritmare il passare delle giornate, dei minuti e delle ore. 

Una volta esisteva il campanaro che tirava la corda e permetteva al batacchio di percuotere col suo movimento a pendolo le parti interne della campana. Poi nelle chiese sono arrivati i sistemi elettronici, mentre in alcune piazze l'orologio è ancora meccanico. Un sistema preciso di pesi e contrappesi che fanno muovere le lancette e segnalano il rintocco ogni quarto d'ora. 

Questa magia alla Hugo Cabret da alcuni mesi a Carpignano Salentino ha subìto un sussulto. Le campane della Chiesa Madre dedicata a Maria Santissima Assunta sono state completamente silenziate nei loro abituali rintocchi delle 6.30 e delle 15: una decisione che ha spiazzato molti cittadini del piccolo centro della Grecìa salentina che, nei mesi scorsi e per diverse settimane, hanno dovuto fare a meno pure del suono dell'orologio della piazza. No, niente a che vedere con le divertenti diatribe alla don Camillo e Peppone create dalla penna di Giovannino Guareschi e che tanta fortuna hanno avuto nella loro trasposizione cinematografica. 

Nel caso dell'orologio della piazza si trattava di una questione legata alla pubblica sicurezza dal momento che il solaio dell'edificio doveva subire dei lavori che l'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Paolo Fiorillo, ha regolarmente portato a termine a fine 2018. Per quel che riguarda le campane della Chiesa, invece, sembra che due privati cittadini, un proprietario di un b&b e una residente nelle vicinanze della Chiesa Madre, dopo diversi solleciti nel corso degli anni, hanno scritto alla Curia di Otranto (da cui dipende Carpignano) chiedendo che in quei due orari le campane non suonassero. E, in base alle norme del diritto ecclesiastico, la stessa Curia non ha potuto fare altro che assecondare la richiesta che, però, ha fatto sorgere mugugni e malumori nel resto della popolazione. A tal punto che un comitato spontaneo ha nominato un avvocato per opporre ricorso e seguire da vicino la vicenda che è arrivata, a mezzo lettera, anche sulla scrivania di Papa Francesco. 

 

Paolo Fiorillo: “Non comprendo le ragioni di chi ha protestato per il rumore” 

 

Lo scorso anno il comune di Carpignano era diventato il paese delle “campane silenziate”, non solo per la vicenda della Chiesa Madre, ma anche a causa dei problemi di stabilità che hanno coinvolto il solaio della Torre dell’Orologio, posta a sinistra della facciata della chiesa dell’Immacolata, che aveva obbligato i tecnici del comune a rimuovere le campane per sicurezza. Nei primi giorni del mese di dicembre scorso l’orologio è tornato a funzionare e le sue campane scandiscono regolarmente il passare del tempo, mentre quelle della Chiesa Madre rimangono mute alle 6.30 e alle 15. C'è amarezza nelle parole del sindaco Paolo Fiorillo, soprattutto per la grande eco mediatica che la vicenda ha portato con sé: “Sono dispiaciuto che la nostra comunità sia salita alla ribalta delle cronache per questa vicenda. I rintocchi che da sempre scandiscono i tempi di una comunità sono un riferimento e il loro venire meno ha destabilizzato la maggior parte dei cittadini. Quando vengono meno questi riferimenti, specialmente quando sono così radicati, la comunità si allarma; in fondo è anche un segnale di vivacità. Non comprendo, invece, ma rispetto le ragioni di chi ha avanzato questa richiesta, perché le campane sono lì da secoli e chi va a vivere nel centro storico dovrebbe essere consapevole di questa cosa”. 

Dopo l'incontro avuto nelle scorse settimane con monsignor Donato Negro, vescovo di Otranto, il primo cittadino si augura è che si possa riprendere a far suonare le campane della Chiesa Madre come avveniva un tempo: “Ho parlato per tempo con il Vescovo quando ho avuto la nota dei cittadini che avevano richiesto il silenziamento di due rintocchi. La Diocesi ha risposto ad una precisa deliberazione della Cei”. Il riferimento è alla Circolare n. 33 che regolamenta il suono delle campane, tenendo conto dei profili penalistici, civilistici e pubbicistici. La distinzione è tra il suono delle campane per fini liturgici e per quelli al di fuori delle esigenze liturgiche: in entrambi i casi vige il concetto di normale tollerabilità. In base all'Accordo di revisione del Concordato la regolamentazione legata a fini liturgici è di competenza esclusiva delle autorità ecclesiastiche. 

 

In Puglia il caso precedente a Putignano 

 

Paese che vai, campane che trovi. E se a Carpignano Salentino alle 6.30 e alle 15 le campane della Chiesa Matrice restano in silenzio, a Putignano lo scorso anno fa succedeva esattamente il contrario. Il restauro delle campane della Chiesa di San Filippo Neri era stato salutato con grande entusiasmo dalla cittadinanza, ma dopo pochi mesi l'effetto positivo era svanito. Le campane erano passate da 3 a 6 e intonavano intere melodie, a volte anche per diversi minuti. 

Così un parrocchiano che abita nei pressi dell'edificio sacro ha segnalato agli uffici comunali tutto il proprio disappunto. Rintocchi frequenti nell'arco della giornata, per una durata di un minuto e mezzo che la domenica diventavano due o tre minuti, ripetendo sempre le stesse note. Veniva lesa, a detta del residente, la salute di chi si trovava a passeggiare a piedi per il centro storico, ma anche di chi era costretto a casa per una malattia o semplicemente perché avrebbe voluto, ma non poteva riposare. La protesta, individuale ma decisa, è arrivata ai Vigili Urbani, prima di trasformarsi in collettiva con una raccolta firme che ha chiamato all'appello tutto il quartiere, senza però smuovere l'irreprensibile parroco della chiesa. 

 

Alessio Quarta - foto di Andrea Colella 



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