Sei in: Home»Live»Spettacoli

Per Gl'innamorati l'ora della Corte

[05/10/2018] SPETTACOLI

Per Gl'innamorati  l'ora della Corte

L’eterno rapporto tra amore e gelosia al centro dell’opera di Goldoni che la compagnia teatrale rappresenterà l’11, il 12 e il 14 ottobre a Maglie con la regia di Claudia Coli 

 

Gelosia, impulsività, amore. Una miscela di emozioni e sentimenti portati anche all’esasperazione quella che gli spettatori potranno cogliere giovedì 11 ottobre, alle ore 20.45, presso il teatro della Corte De’ Miracoli in via Sante Cezza n. 5/7 a Maglie. La compagnia teatrale magliese porterà in scena la commedia Gl’innamorati di Carlo Goldoni, con replica venerdì 12 (stessa ora) e domenica 14 ottobre (alle 17.45). 

La trama (la cui stesura risale al 1759) ruota intorno alla storia d’amore tra la gelosa Eugenia e l’impulsivo Fulgenzio, due personalità forti sempre in contrasto. A rendere più complicata la loro relazione, poi, ci pensano altri personaggi come il conte Roberto d’Otricoli (innamorato di Eugenia), Fabrizio (zio e tutore di Eugenia) e Clorinda (cognata di Fulgenzio). Un susseguirsi di equivoci e dinamiche dalle emozioni forti che alla fine sfoceranno nella definitiva unione dei due innamorati. Uno spettacolo diretto da Claudia Coli, attrice con una vasta esperienza in teatro, cinema e televisione, che da anni collabora con la Corte De’ Miracoli. È lei a presentarci lo spettacolo e il particolare lavoro svolto insieme agli attori. 

Claudia Coli, come è caduta la scelta su Gl’innamorati di Goldoni?

Con gli attori della Corte ho lavorato tantissimo sul teatro contemporaneo, fino a che il direttore artistico Massimo Giordano non mi ha chiesto di cambiare repertorio e voltare verso il classico. Avevo bisogno di un’opera “corale”, in cui fossero presenti nove o dieci attori, e Gl’innamorati si prestava perfettamente allo scopo. 

In cosa si caratterizza quest’opera? 

Goldoni è innanzitutto un must della recitazione perché, nonostante sia un autore del ‘700, i suoi lavori presentano una elevata contemporaneità e sono dotati di un alto livello di cinismo, cattiveria e crudeltà che quasi non si può toccare il testo. Questo è proprio ciò che si può notare ne Gl’innamorati. Goldoni non dà redenzione ai suoi personaggi e li descrive così come sono, con pregi e difetti: la rabbia e l’avidità di Fabrizio, la spocchia di Lisetta, la nevrosi dell’amore dei due innamorati. Goldoni, inoltre, scrive con una partitura così matematica e scientifica che, come spiegato prima, non si può riadattare. Gli unici interventi sul testo hanno riguardato solo alcuni vocaboli, resi più moderni e privati un po’ del manierismo settecentesco. Goldoni va messo in scena così com’è.

Che tipo di lavoro ha messo in atto insieme agli interpreti? 

Più che un lavoro di regia, con loro ho avuto un approccio attorale. Mi interessava che lavorassero su una recitazione apparentemente molto “convenzionale”, ma con del sottotesto. È un modo di recitare molto contemporaneo. D’altronde, il cinismo, l’essere scientifico e cattivo di Goldoni si discosta poco dalla realtà e dal teatro contemporaneo. Abbiamo lavorato sulla verità, sulla ricerca di una verità, capire chi sono i personaggi. Ho dato loro delle vocazioni, cioè ho detto loro di immaginare di essere dentro un gruppo di cialtroni, come era nel ‘700, ispirandoci a La carrozza d’oro di Renoir del 1952 con Anna Magnani. 

Qual è stato il risultato? 

Questo rimando alla commedia dell’arte ci ha portato ad una recitazione overacting, lavorando molto sull’esposizione della recitazione. Da qui si è passati ad una contemporaneità del testo, dando spazio al Goldoni cinico, senza i manierismi del ‘700; una recitazione secca, dura, che esaspera le dinamiche tra loro. Sul palco gli attori si stancheranno, perché gli spettacoli che si rifanno alla commedia dell’arte esasperano molto la fisicità; così, per aiutarli userò 3-4 brani di musica classica, capaci di accendere i nervi ad una recitazione che non è minimalista. 

In che modo il linguaggio di Goldoni ha contribuito alla crescita degli attori?

Il lavoro svolto insieme ha permesso loro di riuscire a recitare su un testo scritto in un italiano forte, dando un valore maggiore alle parole. Con Goldoni hanno unito la verità, le emozioni, l’autenticità. Secondo me Goldoni è una partitura musicale, perché modificando le battute, cambia il suono delle stesse; loro sono stati capaci di mettere una concretezza ed una verità dentro una partitura musicale alta. 

 

Alessandro Chizzini 



«Indietro
RafQu L'intervista della settimana
RafQu

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising