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Parlamentarie M5S, #annullatetutto

[26/01/2018] PRIMO PIANO

Parlamentarie M5S, #annullatetutto

Tanti gli attivisti pentastellati che denunciano di essere stati esclusi dalla candidatura alle prossime elezioni politiche, pur rispettando i requisiti richiesti e senza ricevere nessuna motivazione 

 

Il Movimento 5 Stelle ha i suoi candidati per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Lo scorso 21 gennaio, nel corso di una convention a Pescara, sono infatti stati resi noti i risultati di quelle che i pentastellati hanno definito "parlamentarie", svoltesi sulla piattaforma Rousseau fino al 18 gennaio. Molta l'attesa per i nomi di coloro che fra poco più di un mese chiederanno agli italiani l'opportunità di rappresentarli sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama, e la provincia di Lecce ha visto la riconferma dei quattro parlamentari uscenti: nel collegio plurinominale della Camera dei Deputati il più suffragato è stato Diego De Lorenzis, mentre il collegio Puglia 2 del Senato ha visto prevalere Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella e Daniela Donno. Hanno superato le "parlamentarie" anche Veronica Giannone, Leonardo Donno e Annalisa Urso (Camera dei Deputati) e Cataldo Mininno (Senato della Repubblica). Salentino anche il rappresentante della circoscrizione estera europea per la Camera, Paolo Margari. 

In Puglia, tutti i capilista decretati con la piattaforma Rousseau sono parlamentari uscenti: per la Camera, a De Lorenzis si affiancano Giuseppe L'Abbate, Giuseppe Brescia e Giuseppe D'Ambrosio; per il Senato, invece, i capilista sono Barbara Lezzi e Alfonso Ciampolillo. La riconferma di questi candidati, a cui si aggiunge quella di Buccarella e Donno, ha alimentato la polemica accesa già nei giorni precedenti alle votazioni da altri attivisti del Movimento 5 Stelle. Sono infatti molti coloro che hanno affermato di essere stati esclusi dalle "parlamentarie", senza un preavviso e senza un motivo; attivisti con tutti i requisiti richiesti per l'autocandidatura e con dei precedenti ottimi risultati elettorali che garantiscono di aver seguito correttamente la procedura telematica, ma di non aver ricevuto nessuno parere negativo, così come prevede l'articolo 7 dello Statuto del movimento. 

Esponenti e sostenitori del Movimento 5 Stelle sono dunque rimasti sorpresi e delusi non trovando il proprio nome tra gli eleggibili alle votazioni, e molti di loro non hanno esitato a parlare di malafede. La situazione creatasi in Puglia è quella verificatesi in tutta Italia, e mentre dal movimento si garantisce sulla regolarità delle votazioni, gli esclusi chiedono sul web l'azzeramento del risultato delle "parlamentarie" attraverso l'hashtag #annullatetutto. 

 

Dario Stèfano (Pd): "Il trionfo del caos"

 

Quanto avvenuto all'interno del Movimento 5 Stelle ha costretto molti degli esclusi dalle parlamentarie ad arruolare un pool di legali (tra i quali lo stesso avvocato pentastellato Italo Porcari), che in questi giorni hanno richiesto l'avvio di un procedimento civile e di uno penale a carico di chi non ha rispettato lo statuto interno. 

Intanto si registrano gli interventi di esponenti di altre forze politiche che parteciperanno alla prossima tornata elettorale, come il senatore del Pd Dario Stèfano, il quale sulla sua pagina Facebook ha così commentato quanto avvenuto: "La democrazia non è uno slogan. Bisogna viverla con trasparenza, senza appaltarla al direttorio di turno o a gestioni poco trasparenti ad uso esclusivo di chi detiene la leva di comando, promettendo di coinvolgere gli iscritti ma decidendo di fatto in autonomia, nel chiuso di una stanza. Le primarie vere le ha fatte solo il centrosinistra, con il Pd. Quelle indicate come parlamentarie dal M5S sembrano assomigliare di più a una barzelletta, forse a un'illusione, sicuramente al trionfo del caos".

 

Alessandro Chizzini 



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