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Parentopoli in Regione Puglia? La Procura di Bari apre un'inchiesta

[03/08/2018] PRIMO PIANO

Parentopoli in Regione Puglia? La Procura di Bari apre un'inchiesta

Sotto la lente d’ingrandimento 284 precari che 1° settembre diventeranno dipendenti a tempo indeterminato, tra i quali risulterebbero (assunti senza concorso) parenti e amici di amministratori e dirigenti regionali e locali 

 

Un nuovo presunto caso di parentopoli scuote la Puglia, dopo quello eclatante del 2016 all'interno dell'Università di Bari, in cui 42 docenti su 179 erano imparentati tra loro. Il caso odierno, su cui la Procura di Bari nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo di inchiesta, riguarda la stabilizzazione di 284 precari, di cui molti sarebbero stati assunti senza concorso. L'indagine ha preso il via dopo diversi esposti giunti alla Corte dei Conti e alla Magistratura penale con contestuale diffida della Regione a sospendere le procedure per le assunzioni. Si è quindi, ancora, alle battute iniziali, con un fascicolo iscritto a modello 45, senza cioè una notizia di reato ma con accertamenti delegati dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno

Tutto sarebbe cominciato, pare, una decina di anni fa sotto la Giunta guidata da Nichi Vendola: da questo momento sarebbero cominciate le assunzioni senza concorso che, al contrario, sarebbero avvenute tramite segnalazione diretta dei candidati preferiti o utilizzando short list. Le persone assunte avrebbero ottenuto nel corso degli anni titoli ed esperienze lavorative, che sarebbero poi servite per poter saltare in toto le procedure concorsuali, previste invece per alcune mansioni, da svolgere negli uffici pubblici e non solo. 

Tali assunzioni, oggetto dell'indagine degli organi di giustizia, riguardano proprio quei lavoratori precari che dal 1° settembre prossimo saranno assunti a tempo indeterminato negli uffici regionali tra cui ci sarebbero amici di assessori regionali in carica e parenti di componenti delle ex Giunte guidate da Nichi Vendola, figli di dirigenti di vari uffici regionali e amministratori locali vicini al centrosinistra.

All'attenzione della Procura c'è anche una lunga lista di documenti: uno di questi è proprio l'elenco dei precari (222 categoria D e 62 C), poi ci sarebbe anche una delibera con cui l'attuale Giunta presieduta da Michele Emiliano, approvò le assunzioni da effettuare nell'arco di tre anni (tale documento è datato 14 settembre 2017). Oltre a tutto ciò, vi sarebbe anche la Legge Regionale n. 47/2014 e una determina del 3 luglio 2018 con cui si dava il via all'assunzione dei 284 precari impegnando un ulteriore milione e mezzo di euro. 

Un percorso, peraltro, condiviso dalle organizzazioni sindacali che avrebbe chiuso una vicenda che va avanti da diversi anni e che riguarda, oltre ai precari, anche i 63 i nuovi assunti, chiamati in base alla graduatoria Ripam per funzionari (si tratta di 5 vincitori e 58 idonei) e i 9 nuovi dirigenti che si andrebbero a sommare alle 182 persone già assunte nei mesi scorsi tramite concorso.

 

Ma sindacati difendono le procedure di stabilizzazione

 

Il caso scoppiato con l’inchiesta della Procura di Bari sull’assunzione a tempo indeterminato di 284 precari storici vede le organizzazioni sindacali accanto alla Regione Puglia. Il contenuto degli esposti che hanno dato via alle indagini, che si basa sostanzialmente sulla violazione del principio costituzionale per cui si può essere assunti nella Pubblica Amministrazione solo a seguito di concorso, è stato contestato con forza dal segretario regionale CGIL per la Funzione pubblica Biagio D’Alberto. D’Alberto evidenzia, infatti, come tutti i precari abbiano iniziato a lavorare presso la Regione dopo regolare avviso pubblico e che il fondamento giuridico delle stabilizzazioni è dato da una legge regionale e, a livello nazionale, dalla legge Madia.

Una situazione delicata che potrebbe portare velocemente a sviluppi importanti mentre nella nostra regione sono state avviate le procedure per la stabilizzazione di altri 1.500 lavoratori nel settore della sanità. 

 

Pasquale De Santis 



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