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Parabita-Matino: questa fusione non s'ha da fare

[13/09/2019] PARABITA

Parabita-Matino: questa fusione non s'ha da fare

Il primo cittadino Stefano Prete pone un freno all’ipotesi avanzata nei mesi scorsi, preferendo invece investire nel progetto “Città Policentrica” che coinvolge altri 11 comuni del circondario 


Se più di qualcuno aveva proposto la possibilità di una fusione tra i Comuni di Parabita e Matino (al pari di quanto avvenuto tra Presicce e Acquarica del Capo), proprio negli ultimi giorni, il sindaco di Parabita Stefano Prete si è pronunciato definitivamente per un “no” alla fusione tra i due municipi salentini, rilanciando un vecchio progetto. Anche il sindaco di Matino Giorgio Toma, dopo essersi consultato con la sua Giunta comunale, aveva manifestato il proprio scetticismo in merito all’argomento. 

Le posizioni dei due amministratori scaturiscono da una meditata riflessione, avviatasi all’interno di alcuni incontri informativi organizzati dal Comitato Intercomunale Parabita & Matino, e aventi come tema la considerazione dei pro e dei contro derivanti da un’eventuale fusione. Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino di Parabita, “se lo Stato ha la legittima esigenza di ridurre il numero e la frammentazione dei Comuni può farlo iniziando da quelli davvero molto piccoli, di poche centinaia di abitanti. In Italia ci sono 7.914 Comuni, di questi ben 5.500 sono sotto i 5mila abitanti. Sarebbe più corretto spingere lì una fusione, più che a Parabita e Matino, che ne contano rispettivamente 9mila e 11mila”. 

Inoltre è lo stesso sindaco di Parabita a proporre il rilancio di un vecchio progetto, che potrebbe permettere la sinergica collaborazione tra Parabita, Matino e non solo. Parliamo di “Città Policentrica”, progetto sottoscritto da 12 Comuni (con Parabita e Matino ci sono anche Sannicola capofila e poi Gallipoli, Alezio, Tuglie, Aradeo, Neviano, Alliste, Racale, Taviano e Melissano), il cui rilancio è stato sostenuto dallo stesso Prete, anche durante la recente campagna elettorale. Ed inoltre, sempre secondo il Sindaco di Parabita, la fusione potrebbe rivelarsi un punto debole, anziché essere un punto di forza: “Fondendo i Comuni rischiano di diminuire i servizi e la capillarità dell’azione sul territorio. Quanto andrebbe incontro alle esigenze della comunità un Comune più ampio e dispersivo?”. Infine, secondo Prete, la fusione andrebbe a discapito dell’identità territoriale, costruitasi nell’arco di centinaia di anni, patrimonio dal valore inestimabile e certamente non sostituibile da 20 milioni di euro.


Renato De Capua 



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