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Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica i nuovi confini della "zona infetta"

[18/05/2018] IN COPERTINA

Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica i nuovi confini della "zona infetta"

Sale verso il Nord della Puglia la piaga della Xylella fastidiosa, uno dei fattori scatenanti del Co.di.ro, il complesso del disseccamento rapido degli ulivi che in provincia di Lecce ha messo a terra intere produzioni. Ad oggi, stando ai dati diffusi dall'Ansa, sarebbero 3.100 gli ulivi infetti nella cosiddetta “fascia di contenimento”. Un aumento importante rispetto ai 2.924 focolai che erano stati segnalati entro il marzo scorso secondo lo studio reso noto dall'Osservatorio Fitosanitario Regionale. Un incremento nella misura del quadruplo rispetto ai due mesi precedenti, in crescita rispetto ai 2.251 registrati lo scorso 7 maggio. 

Il monitoraggio dei campioni da sottoporre ad analisi approfondite è passato da 160mila a 180mila, portando all'abbattimento di circa 800 piante infette nella zona di contenimento, collocata attualmente nel circondario brindisino. La zona dove prevale il numero più alto e più forte è la concentrazione di piante infette è quella tra Oria e Francavilla Fontana. Gli ultimi focolai sono stati registrati nei pressi di Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica, motivo per cui la zona cuscinetto ha subito una nuova variazione in termini di perimetrazione. A Nord di essa al momento risulta tutto indenne ed i controlli hanno ormai superato la provincia di Bari. 

Partirà nelle prossime settimane la nuova campagna di monitoraggio che comporta costi notevoli, tra i 3 e i 3,5 milioni di euro, con lo scopo di individuare nuovi focolai e comunque testare lo status quo: “Il tasso di piante infette sul totale delle ispezionate si è ridotto dal 2,3% all'1,8%”, afferma l'assessore regionale all'Agricoltura e alle Risorse agroalimentari, Leonardo Di Gioia, sostenuto dal direttore del Dipartimento della Regione Puglia, Gianluca Nardone: “A febbraio 2018 è ripreso il monitoraggio da parte dell'Arif, per completare la zona di contenimento e la zona indenne non concluse a dicembre 2017”. 

 

Alessio Quarta 



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