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Nuove opportunitą per il Salento con le Zone Economiche Speciali

[01/12/2017] ECONOMIA & FISCO

Nuove opportunitą per il Salento con le Zone Economiche Speciali

Rilanciare il sistema economico e l’occupazione del Sud Italia: questo l’obiettivo del decreto legge che istituisce le Zes in Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e Sicilia 

 

Con il Decreto Legge n. 91/2017 (c.d. “Decreto Sud”) convertito in legge lo scorso agosto, sono state previste per il Mezzogiorno le Zone Economiche Speciali (Zes) la cui creazione è stata prevista con l’obiettivo di rilanciare il sistema economico e l’occupazione del Sud Italia. Le Zes presenti nel mondo sono circa 4mila (tra le più rilevanti vi è Dubai) e in Europa sono state disciplinate in 10 Stati (solo la Polonia ad esempio ne ha 14). Rappresentano un’evoluzione delle Zone Franche e sono finalizzate ad attrarre investimenti sul territorio in cui sono insediate, investimenti che possono venire anche dall’estero. Va precisato che le Zone Economiche Speciali non si possono creare su tutto il territorio nazionale in quanto sono state previste, esclusivamente, per le seguenti cinque regioni del Sud: Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e Sicilia. Tali zone, quindi, devono essere realizzate in una determinata zona geografica, devono comprendere un’area portuale e possono essere costituite anche da parti di territorio non del tutto adiacenti, ma collegate dal punto di vista economico-funzionale. 

I benefici per le imprese che opereranno nell’ambito delle future Zone Speciali saranno molteplici: agevolazioni fiscali, credito di imposta, incentivi all’occupazione e semplificazione degli adempimenti burocratici. Il Governo ha stanziato per le Zes circa 200 milioni di euro da spalmare nel triennio 2018-2020, nello specifico: 25 milioni nel 2018, 31,25 milioni nel 2019 e 150 milioni nel 2020. Al fine di ottenere e conservare tutti i benefici, che saranno previsti per le aziende incluse nelle Zes, sarà necessario che le stesse mantengano le proprie attività per almeno sette anni successivi al completamento dell’investimento e non devono essere in liquidazione o in fase di scioglimento. Ogni zona economica speciale verrà costituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta di ogni singola Regione interessata dal suindicato provvedimento. 

Ruolo fondamentale viene dato, quindi, alle cinque Regioni del Sud, tra le quali la Regione Puglia, la quale dovrà individuare e presentare al Governo le zone economiche da istituire sul territorio pugliese. Com’ è stato detto, ogni zona economica speciale deve comprendere un’area portuale, ma diviene di notevole importanza inserire nelle zes anche tutte quelle zone del territorio interessate da importanti arterie ferrovie e stradali (necessarie per il trasporto delle merci e per il collegamento con i porti e gli aeroporti), nonchè le aree industriali destinatarie degli investimenti. Sul territorio salentino, infatti, sono presenti diverse zone industriali: Lecce-Surbo, Maglie-Melpignano, Nardò-Galatone, Galatina-Soleto, Tricase-Specchia-Miggiano, Gallipoli e Casarano. 

Si auspica, quindi, che anche il Salento venga inserito in una delle zone economiche speciali che la Regione Puglia individuerà per la loro successiva istituzione, data anche l’importanza strategica del nostro territorio in ottica internazionale: nei rapporti economico-commerciali tra Oriente ed Occidente. 

 

Bonus pubblicità per imprese e lavoratori autonomi

 

Con il decreto legge n. 50 del 2017 è stata introdotta un’interessante agevolazione fiscale per le imprese e i lavoratori autonomi che decidono di investire in campagne pubblicitarie su periodici, quotidiani nazionali e locali e sulle tv-radio locali. L’agevolazione consiste in un credito di imposta, per gli investimenti effettuati, al momento, sulla sola stampa quotidiana e periodica (anche on line), dal 24 giugno 2017 e sino al 31 dicembre 2017; per quanto concerne le campagne pubblicitarie su radio e tv, il bonus è previsto nel 2018. Per poter beneficiare della suddetta agevolazione è necessario che gli investimenti posti in essere dai soggetti interessati, nel 2017, siano superiori di almeno l’1% degli stessi investimenti effettuati sulla stessa stampa, nell’anno precedente.

Il credito di imposta da utilizzare, esclusivamente, in compensazione, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti per le imprese e i lavoratori autonomi che cresce al 90% del valore incrementale per le start-up, le piccole-medie imprese e per le piccole imprese. I chiarimenti e le regole operative sono state pubblicate sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri (http://presidenza.governo.it/die/). 

 

Dario Marsella

Avvocato tributarista in Maglie

Info: dmarsella@legal-one.it 



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