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Nuova flat tax per artigiani e partite Iva

[07/12/2018] ECONOMIA & FISCO

Nuova flat tax per artigiani e partite Iva

Alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi che dal 2019 dichiareranno un volume di affari inferiore a 65mila euro sarà applicata una sola aliquota del 15% (o del 5%), con conseguente esenzione dell’Iva e della Ritenuta d’acconto 

Nella rubrica dello scorso 6 ottobre, anticipando le novità della Legge di Bilancio 2019, accennammo anche alla c.d. flat tax per le partite iva. Si sente parlare spesso, in questo periodo, infatti, delle opportunità che possono derivare da detta “tassa piatta” ed anche dei potenziali soggetti che ne possono beneficiare degli effetti; cercheremo, quindi, di evidenziarne gli aspetti più interessanti, anche alla luce delle modifiche apportate a seguito degli emendamenti presentati in questi giorni in Parlamento. 
Sin dalla Nota di Aggiornamento al Documento di economia e finanza, infatti, è stata prevista l’introduzione, a partire dal prossimo gennaio 2019, di una prima fase della flat tax con aliquota sostitutiva del 15% (5% per le nuove attività per i primi 5 anni). Nello specifico, i soggetti interessati dall’aliquota fissa sono: le piccole imprese, gli artigiani, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.
Quali limiti sussistono e quali requisiti devono possedere i suddetti soggetti al fine di poter aderire alla “tassazione sostitutiva ridotta”? Va precisato, innanzitutto, che la flat tax nella sua prima versione consiste in una rimodulazione del c.d. “regime forfettario” vigente (introdotto con la Legge di Stabilità del 2015) che si tramuta, di fatto, nell’innalzamento della soglia massima del volume di affari che può essere dichiarato sino ad oggi (ad esempio 30mila euro per i liberi professionisti); di conseguenza, i soggetti suindicati che dichiareranno dall’anno 2019 un volume di affari non superiore a 65mila euro potranno vedersi applicare una sola aliquota del 15% (o del 5%), con conseguente esenzione dell’Iva e della Ritenuta d’acconto. Il contribuente titolare di partita Iva che rientra nella flat tax, oltre ad ottenere una riduzione del carico fiscale, beneficerà altresì della semplificazione di una serie di adempimenti di natura fiscale.
Rispetto al regime forfettario “originario” con la flat tax, però, vengono meno alcuni vincoli che sino al 2018 erano necessari al fine di poter beneficiare dell’aliquota fissa. Ad esempio viene abolito il limite massimo di 5mila euro per le spese riguardanti i collaboratori e i dipendenti e non è più previsto l’ulteriore limite concernente le spese per i beni strumentali (fino al 2018 non potevano superare i 20mila euro). 
Va precisato, infine, che il contribuente partita Iva che beneficerà della nuova flat tax, essendo assoggettato ad un’imposta sostitutiva (ridotta) e non progressiva, non potrà beneficiare né delle deduzioni del reddito, né delle detrazioni di imposta (ad esempio per i carichi di famiglia), in quanto l’aliquota fissa del 15% o del 5% verrà calcolata su un coefficiente fisso del 78% del volume di affari dichiarato.
 
Dario Marsella
Avvocato tributarista in Maglie
Presidente Commissione Fiscale U.A.E.
Info: dmarsella@legal-one.it
 


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