Sei in: Home»Rubriche»In copertina

No beach? No party per commercianti e balneari di Gallipoli

[02/03/2018] IN COPERTINA

No beach? No party per commercianti e balneari di Gallipoli

È un clima di insicurezza quello che regna tra gli imprenditori, i quali temono un forte calo di presenze per quest'anno. E la destagionalizzazione diventa una chimera

 

"Camminiamo sulle uova": è la sintesi perfetta che Matteo Spada, presidente dell'associazione commercianti di Gallipoli, fa della situazione dopo la chiusura del Samsara, dello Zen, del Parco Gondar e di altre cinque strutture su cui pende l'obbligo di smontaggio dei lidi a poche settimane dall'avvio della stagione turistica. "L'aria che si respira -afferma Spada- è a dir poco tesa, c'è incertezza e titubanza tra gli operatori e se non ci sarà una politica volta a risolvere tutte le problematiche emerse nelle scorse settimane si sprigioneranno diversi problemi durante l'estate. Mi riferisco, in particolare, a ciò che riguarda il regolamento relativo all'occupazione di suolo pubblico che ha subìto recentemente delle innovazioni, anche per adempimenti a normative nazionali, che hanno reso ancor più complicato l'iter burocratico di richiesta. Oltre l'80% delle attività economiche a Gallipoli lavorano sul suolo pubblico, basta pensare a quanto avviene nel centro storico. Abbiamo chiesto una proroga dei termini di scadenza, prolungati di 60 giorni rispetto alla data ultima, ma ancora non è stata approvata in Consiglio comunale". 

A ciò si aggiunge il rischio di un calo netto delle prenotazioni che, in qualche modo, già sta avvenendo: "Al momento ci sono vendite e contratti di gestione di B&b e strutture ricettive che non sono stati rinnovati o sono stati congelati in attesa di notizie certe. Dal lato prenotazioni un evidente calo si registrerà già durante la Pasqua perché Samsara e Parco Gondar davano un forte impulso di inizio stagione nei giorni di Pasqua; inoltre, le infoline che arrivano dai tour operator fanno immaginare che ci sarà un ulteriore calo rispetto all'anno scorso".

E che i numeri potrebbero far registrare il segno meno lo sottolinea anche Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento: "Chi sceglieva Gallipoli negli anni scorsi, almeno un buon 30%, lo ha fatto perché organizzava la vacanza in funzione dell'evento musicale o per la presenza di un artista di spicco. Con il Parco Gondar in quella situazione ne risentirà tutto il settore, anche quello balneare. I ragazzi che partecipavano ai beach party a questo punto andranno via dall'Italia. Il nostro Paese, e specialmente il Sud, poco si presenta con i servizi dell'intrattenimento che imprenditori lungimiranti sono riusciti a realizzare in Salento e soprattutto a Gallipoli".

A fare da contraltare alle trovate geniali dal lato imprenditoriale c'è, secondo Della Valle, una politica incapace di stare al passo con i tempi: "Molti Comuni costieri importanti ogni anno si fanno trovare con le stesse problematiche, legati alla viabilità, ai trasporti, alla pulizia, a volte anche alla sicurezza e all'ordine pubblico. Questi aspetti non sono demandati a noi, ma ai primi cittadini. Purtroppo noi come imprenditori, ora su un versante, ora sull'altro, prendiamo questi colpi che alla lunga ci stanno stancando e demotivando. Noi siamo i primi che vogliamo lavorare in sicurezza e legalità". 

Resta, comunque, la speranza che il tutto volga al meglio nelle prossime settimane, magari anche con un incontro diretto con la Soprintendenza: "Ho ricevuto l'ok già da alcuni sindaci per trovare un momento di dialogo, di coinvolgimento con chi può aiutare gli operatori del settore. Per i balneari c'è da affrontare questa storia del mantenimento delle strutture: noi siamo convinti di poter restare aperti per dieci mesi, il che fungerebbe anche da presidio del territorio, permetterebbe un'occupazione più stabile e una costante pulizia dell'ambiente". 

 

Alessio Quarta 



«Indietro
Sergio De Donno L'intervista della settimana
Sergio De Donno

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising