Sei in: Home»Rubriche»In copertina

No Tap: "La protesta continua, il Salento non vuole il gasdotto"

[15/12/2017] IN COPERTINA

No Tap: "La protesta continua, il Salento non vuole il gasdotto"

Gianluca Maggiore, leader del Movimento, giudica eccessiva la reazione delle Forze dell’ordine per i fatti di sabato scorso e annuncia nuove iniziative e manifestazioni 

 

Anima e volto del Movimento No Tap, Gianluca Maggiore ha le idee ben chiare su quanto sta avvenendo in questi giorni a Melendugno e non solo. E promette nuovi incontri, nuovi cortei e manifestazioni per ribadire la contrarietà della gente alla realizzazione della Tap. 

Gianluca, lunedì 11 dicembre avete fatto una riunione a Martano, dopo quello che era avvenuto il 9 a San Basilio. Cosa avete stabilito? 

Innanzitutto abbiamo fatto una riunione per capire come stavano le cose. I ragazzi denunciano di avere subito varie angherie e anche i legali lamentano che i ragazzi sono stati fermati in maniera illegale per dei reati che prevedono solo sanzioni amministrative, invece sono stati ammanettati e portati in Questura. È al limite della democrazia, ma secondo me ha superato anche il limite. Nello specifico io non ero tra i 52 fermati ma ho visto ragazzi che erano terrorizzati per quello che era successo e non capivano nemmeno perché. E ricordiamo che a questi ragazzi è stato contestato il reato di manifestazione abusiva, cioè un'ammenda. 

La reazione delle Forze dell’ordine in quel caso è stata dunque eccessiva?

Sì. Lancio di pietre? Lo devono dimostrare, se ci sono delle responsabilità oggettive rimangono responsabilità oggettive. Comunque negli atti che sono stati notificati a tutti i ragazzi, a nessuno è stato notificato la violenza privata per lancio di pietra. Dai loro filmati si vede che i ragazzi sono fuori dal muro della vergogna che hanno costruito, quindi non hanno varcato il limite della “zona rossa”, è stata solo contestata la manifestazione abusiva. 

Avete già in programma nuove manifestazioni o iniziative per le prossime settimane?

Di sicuro non ci fermano con quanto sopra elencato. Ci saranno una serie di eventi che verranno organizzati anche fuori dalla Puglia. Ad esempio, io personalmente il 16 e il 17 dicembre starò a Roma dove ci saranno degli incontri informativi, grazie ai quali cercheremo di spiegare a quante più persone possibile cosa sta succedendo qui in Salento. I cortei di sicuro ci saranno per rispondere pacificamente a questi atti da parte della Questura.

Finora il vostro movimento si è contraddistinto per essere non violento. Temete l'infiltrazione da parte di soggetti che possono inficiare quanto avete saputo costruire in questi anni di protesta pacifica?

Gli unici “infiltrati” che abbiamo visto sinora erano le Forze dell'Ordine. Girano anche foto eclatanti con dei Carabinieri fortemente esaltati. Non credo ci siano infiltrati tra di noi, dovrebbero controllarsi le Forze dell'ordine. Quello che è successo il 9 dicembre dimostra che qualcuno sta davvero esagerando, speriamo non in malafede.

Prevedete qualche controllo interno per cercare di scremare eventuali presenze pericolose?

Non siamo noi che dobbiamo fare dei controlli, sono le Forze dell'ordine a doversi controllare. Il gasdotto lo faranno, ma qualcuno di loro pagherà le conseguenze perché quello che è successo sabato è veramente molto grave.

 

L’inverno caldo dei No Tap 

 

Sono settimane intense sul fronte della protesta No Tap. Il Movimento si è allargato, coinvolgendo l’intera comunità di Melendugno, per poi pian piano estendersi sino a tutta la provincia di Lecce. Il 6 dicembre serrande dei negozi di Melendugno abbassate all'insegna dello slogan “Chiudo per dignità” e manifesti a lutto affissi sulle saracinesche. Quindi tutti in piazza, grandi e bambini, famiglie e coppie con i passeggini, amministratori e studenti. Un corteo lunghissimo, ordinato e pacifico a inneggiare motti contro un'opera che proprio non viene accettata. "La nostra dignità non ha bisogno di un territorio militarizzato a servizio di Tap" è scritto sui manifesti: il riferimento è ovviamente alla realizzazione di una vasta “zona rossa”, praticamente off limits, attorno al cantiere Tap, in cui è inibito transito ed accesso a chiunque non sia munito di opportuni pass forniti dagli organi istituzionali.

Il giorno dell'Immacolata è toccato a Lecce ospitare il corteo No Tap. Alcune migliaia di persone in marcia da porta Napoli, passando per viale Michele De Pietro, via Garibaldi, via San Francesco D’Assisi e via Cavallotti, hanno raggiunto piazza Libertini per l'assemblea pubblica. Qualche momento di tensione e di contatto con le forze dell'ordine presenti sul posto c'è stato, stando almeno a quanto riferito dalla Questura secondo cui “al termine del corteo un centinaio di facinorosi, già noti alle forze dell'ordine, si sono staccati dal resto dei manifestanti e con un corteo non preavvisato hanno dapprima raggiunto Piazza Sant'Oronzo e poi hanno cercato di raggiungere la sede di Tap in via Templari”. 

Sabato 9 dicembre una cinquantina di attivisti No Tap stava perlustrando il presidio in zona San Basilio, sporgendosi a ridosso della “zona rossa”. Una “passeggiata” secondo gli attivisti, una manifestazione non autorizzata secondo la Questura che, al di là delle posizioni in campo, si è conclusa con manganellate e il fermo di 52 partecipanti, costretti per 8 ore in Questura ad aspettare di sapere il proprio destino, privati dei cellulari e della possibilità di contattare i propri legali. Lo hanno raccontato diffusamente, mettendoci la faccia, sul profilo Facebook del movimento No Tap, parlando di violenze fisiche e psicologiche subite da parte dei militari intervenuti. 

 

Alessio Quarta 



«Indietro
Brizzo L'intervista della settimana
Brizzo

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising