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Nelle campagne di Maglie in azione gli Ambientalisti Anonimi

[19/04/2019] IN COPERTINA

Nelle campagne di Maglie in azione gli Ambientalisti Anonimi

La decisione di pulire campagne e strade dai rifiuti spesso nasce tra un gruppo di amici, tra gente che condivide valori o ideali per poi irradiarsi al resto della cittadinanza, quella più restia a darsi da fare, a muoversi nell'interesse del bene comune. E così è nato anche il gruppo degli Ambientalisti Anonimi Magliesi, ragazzi tra i 24 anni e i 31 anni, che hanno deciso di passare le domeniche mattina a prendersi cura del territorio in cui abitano. 

“Maglie è un contesto particolare -rivela il referente gli del sodalizio-. All'inizio abbiamo organizzato un cineforum guardando delle pellicole sul riscaldamento globale o sulle energie alternative, poi abbiamo deciso di scendere di persona a pulire. All'inizio eravamo solo in cinque persone e una domenica decidemmo di andare a pulire una campagna sulla strada che va verso il depuratore. Sembrava un posto tutto sommato pulito e invece abbiamo riempito un camion di rifiuti. In quel giorno abbiamo trovato una cucina, un forno, oltre ovviamente ai sacchi di plastica”. 

È un modo di prendersi cura del territorio, di dimostrarne la propria appartenenza più verace. “Sostanzialmente è un gesto simbolico, romantico, quello che noi facciamo. Ma il gruppo inizia a crescere. A settembre abbiamo ripreso con le nostre uscite, abbiamo fatto nascere l'associazione e diverse persone hanno cominciato ad aggregarsi a noi, specie tra i più grandi. C'è da vincere l'idea che uscire la domenica mattina, anche se per fare qualcosa di utile, è faticoso”. 

Naturalmente, per un'associazione così giovane di fondamentale importanza è stato Facebook per far conoscere le loro iniziative e chiamare a raccolta sempre più gente. Tutto sempre nell'anonimato, senza gesti eclatanti. “Non vogliamo prenderci meriti particolari, abbiamo scelto questo nome proprio per questo motivo”. Il cuore degli eventi è concentrato sul territorio di Maglie, ma iniziano a crescere anche le collaborazioni con associazioni di Comuni vicini. “Il fenomeno sta diventando mediatico, ma la strada è ancora lunga. Bisogna far capire ai nostri concittadini che l'inquinamento che noi produciamo gettando i nostri rifiuti ci torna tutto indietro. Se, ad esempio, inquiniamo la falda, noi berremo acqua nociva per la nostra salute”. 

 

Alessio Quarta 



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