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Maurizio Maglio: "Pronti ad affrontare le sfide che ci attendono"

[02/11/2018] PRIMO PIANO

Maurizio Maglio: "Pronti ad affrontare le sfide che ci attendono"

Il nuovo presidente di Confcommercio Lecce presenta il suo programma per il rilancio dell’associazione, dopo tre anni di commissariamento e le polemiche (e battaglie legali) degli ultimi mesi 

 

Confcommercio Lecce ha un nuovo presidente: si tratta di Maurizio Maglio (al centro nella foto), imprenditore magliese del settore dolciario, che con 454 voti ha superato nelle elezioni dello scorso 23 ottobre lo sfidante Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb (l'associazione italiana delle imprese di intrattenimento, ballo e spettacolo) fermatosi a 309 preferenze. 

Si chiude così, a meno di ulteriori strascichi giudiziari, la querelle legata alla successione dell'ex presidente Alfredo Prete, che andava avanti ormai da tre anni tra carte bollate, ricorsi, accuse al vetriolo e continui rinvii dell'Assemblea elettiva. Nei mesi scorsi il clima si era ulteriormente surriscaldato, con Corrado Iurlano, inizialmente candidato di “Forza alle imprese”, che aveva sposato le idee di Pasca, costruendo un'alleanza che avrebbe dovuto sovvertire i pronostici, portando alla sconfitta di Maglio. Così non è stato, ma arrivare all'elezione di un presidente per Confcommercio non è stato affatto facile; un cammino che si è fatto lungo, impervio e pieno di imprevisti, con la Magistratura chiamata più volte a sentenziare sulle opposte ragioni in essere, con particolare riferimento allo Statuto dell'associazione. L'ultimo esempio, in ordine di tempo, è quello dei giudici del Tribunale di Lecce che hanno rigettato l'accusa di presunta illegittimità della convocazione dell'assemblea, respingendo i ricorsi di Valerio Arseni e dei candidati dell'ex lista di Iurlano. In particolare, il Tribunale di Lecce ha affermato la totale legittimità della convocazione dell’assemblea elettiva, accertando che lo Statuto di Confcommercio Lecce, approvato nel 2012, è assolutamente valido e che non vi è alcuna norma che ne impone la preventiva modifica. Alla fine il Commissario Alessandro Ambrosi ha dato il via libera alla tornata elettorale in un clima per nulla pacificato che, anzi, nel corso dell'Assemblea ha vissuto ulteriori momenti di forte tensione. 

Presidente Maglio, sono stati tre anni difficili per Confcommercio tra commissariamento, ricorsi e un clima di veleni. Quanto tutto questo ha danneggiato l'immagine dell'associazione?

Dopo tre anni di commissariamento ingiustificato, Confcommercio Lecce ha finalmente un presidente e una Giunta che potrà guidare l’Associazione per i prossimi cinque anni. Tre anni fa il presidente Prete si è dimesso e contemporaneamente anche la maggioranza della Giunta; poiché mancava la rappresentanza legale, la confederazione di Roma nominò il 13 gennaio 2016 Alessandro Ambrosi come commissario con il compito ben preciso di rinnovare le cariche. Normalmente il commissario viene mandato nelle associazioni periferiche per problemi di altra natura (come bilanci in negativo, cattiva gestione, ecc). Ambrosi, invece, riconobbe pubblicamente che l'associazione di Lecce era ben organizzata, ottimamente gestita, con i bilanci in attivo. Il suo compito era, dunque, quello di ridare un organo politico all’associazione e indire le elezioni delle cariche. 

Cosa è successo dopo l’insediamento del commissario? 

Da quel momento un gruppo ristretto di soci ha iniziato un percorso fatto di attacchi mediatici rivolti alla struttura e all’organizzazione di Confcommercio Lecce. Sono gli stessi cinque soci che si sono rivolti alla magistratura per bloccare l’assemblea del 25 giugno scorso e gli stessi che il 19 ottobre sono ricorsi in appello per tentare di ribaltare una sentenza di primo grado che dava loro torto; una sentenza che ha chiuso la vicenda, ribadendo che l’assemblea elettiva era legittima e andava tenuta. Oggi di fatto le elezioni si sono tenute su decisione del Tribunale di Lecce, con la partecipazione del 76% degli aventi diritto al voto. 

Ad oggi è emerso un contesto molto lacerato e contrapposto in due fazioni. Quali sono gli equilibri di forza? In particolare con l'altro candidato, Maurizio Pasca, intravede possibilità di un avvicinamento? 

Non c’è stato nessuno scenario di questo tipo all’interno dell’associazione. Io ho dialogato sempre con Pasca su come ognuno di noi intendeva riorganizzare e guidare Confcommercio, chiaramente con visioni completamente opposte una dall’altra, ma nella normale dialettica associativa. L’associazione è guidata da una Giunta composta da 10 soci e da un presidente, da un collegio dei revisori di conti e uno dei probiviri. Chi viene eletto ha il compito di guidare l’associazione per i cinque anni successivi con il proprio programma, ma soprattutto ascoltando le esigenze che provengono dagli imprenditori del territorio. Non esiste una maggioranza e una opposizione, non è un partito politico, ma una associazione di categoria. 

Qual è lo stato di salute di Confcommercio Lecce come associazione?

Oggi è un’associazione con i conti in ordine con i bilanci degli ultimi tre anni certificati da una società esterna e un patrimonio netto -al 31 dicembre 2017- che supera i 500mila euro, con le società collegate che erogano servizi alle imprese. una struttura ben organizzata, viva e vivace, che offre servizi reali alle imprese. Conta circa 11mila soci iscritti, nei tre anni di commissariamento ha acquisito oltre mille nuovi soci e questo grazie alla professionalità e alla responsabilità dei 38 funzionari e dipendenti di Confcommercio guidati dal direttore Antonio Rizzo che in questi anni hanno dovuto svolgere tutte le attività associative. Sono stati realizzati 13 distretti urbani del commercio, in 13 comuni della nostra provincia: uno strumento importantissimo per il rilancio e la crescita del comparto commercio. Sono attive 24 categorie rappresentate (dai benzinai ai balneari, dagli agenti di commercio agli alberghi) e altre se ne potevano attivare se solo il Commissario lo avesse consentito. 

Qual è la sua strategia di rilancio di Confcommercio?

Insieme ai colleghi Paolo Baldieri, Daniele Bianchi, Raffaele De Santis, Claudio Inguscio, Carmine Notaro, Adalberto Perrone, Tommaso Sabato, Loris Coppola, Andrea Fiore e Vito Vergine da circa due anni abbiamo lavorato per ristabilire la regolare vita associativa, senza rumore mediatico e nel rispetto delle regole. L’obiettivo futuro sarà quello di potenziare i servizi erogati agli associati, ristabilire un clima sereno costruttivo e collaborativo all’interno degli uffici, potenziare le sei sedi periferiche e portare i soci ad un maggiore coinvolgimento associativo.

Qual è lo stato attuale del comparto e di cosa ha bisogno il territorio salentino? 

Il Salento è una terra magica che ammalia chiunque viene a visitarla ma allo stesso modo è ancora molto carente di infrastrutture. Oggi non è accettabile che per arrivare da Londra a Brindisi si impiegano due ore di volo al costo di 60 euro e per andare da Brindisi a Ugento si impiega due ore al costo di 200 euro. C’è qualcosa che non va. Quindi programmare lo sviluppo dei prossimi cinque anni è il nostro imperativo categorico. Lo sviluppo futuro di questo territorio deve necessariamente passare attraverso la spinta di Confcommercio e di tutte le associazioni di categoria insieme a Camera di Commercio bisogna fare sistema per il bene comune.

 

Alessio Quarta 



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