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Lavoro stagionale: istruzioni per l'uso

[14/12/2018] FOCUS LAVORO

Lavoro stagionale: istruzioni per l'uso

Il contratto non è assoggettato al limite di durata massima previsto per il rapporto a tempo determinato, ma il lavoratore stagionale ha il diritto di precedenza per le nuove assunzioni

Sono numerose le aziende che, durante il periodo natalizio, registrano dei picchi di produzione e hanno necessità, temporaneamente, di assumere un gran numero di nuovi lavoratori, soprattutto nel settore turistico, del commercio, della ristorazione e via dicendo. Le attività per le quali può essere attivato il rapporto di lavoro stagionale consistono in prestazioni svolte ciclicamente, legate a un determinato periodo (o a più periodi) dell’anno. 

Le attività stagionali sono elencate nel DPR n. 1525/1963, che dovrà essere sostituito da un decreto del Ministero del Lavoro di prossima emanazione; le attività stagionali, comunque, non sono solo quelle elencate dal decreto, ma sono indicate anche all’interno dei contratti collettivi, che lasciano spazio anche a lavori stagionali molto diversi rispetto a quelli tradizionalmente svolti. Il contratto di lavoro stagionale non è assoggettato al limite di durata massima valido per il rapporto a tempo determinato -pari a 24 mesi- con una conseguenza ben precisa: tali periodi non concorrono al raggiungimento del tetto massimo dei 24 mesi (ovviamente, un lavoratore stagionale può ben essere assunto in un altro periodo dell’anno con contratto a termine che rientra nella disciplina generale, ma i due istituti hanno una gestione ed una disciplina completamente diversa). 

Ugualmente il contratto di lavoro stagionale non è soggetto alla disciplina prevista oggi in materia di proroghe e rinnovi stabilita dal Decreto Dignità. Quest’ultimo, infatti, afferma che “i contratti per attività stagionali possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza delle condizioni di cui all’art. 19, comma 1 (ossia delle causali)”. Nel contratto di lavoro stagionale non trovano, poi, applicazione le disposizioni in materia di successione dei contratti che prevedono il c.d. “stop and go” con uno stacco di 10 o 20 giorni a seconda che il precedente rapporto abbia avuto una durata inferiore o superiore ai 6 mesi. Ciò significa che un contratto stagionale si può ben legare al successivo senza soluzione di continuità. 

Per il lavoro stagionale, inoltre, non vale il limite numerico previsto per le assunzioni a tempo determinato; questo limite è pari al 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione (in pratica, se l’azienda ha 20 lavoratori, solo 4 possono essere assunti a termine, mentre non ci sono soglie massime riguardo ai lavoratori stagionali). Si segnala che ai lavoratori stagionali che hanno lavorato nella stessa azienda per più di 3 mesi spetta e deve essere esercitato per iscritto il diritto di precedenza per le nuove assunzioni. 

Il “costo punitivo” degli stagionali nel Decreto Dignità

Con la fine del periodo transitorio del Decreto Dignità e con l’entrata in vigore delle nuove regole, il mercato del lavoro vive una fase di luce e ombre. Le imprese sono disorientate. Come confermato dalla recente circolare del ministero del Lavoro, la n. 17/2018, l’aggravio contributivo, dello 0,5%, aggiuntivo rispetto all’1,4% già previsto dalla legge Fornero, si applica pure a tutti i rinnovi dei contratti stagionali. 

Il contributo introdotto dalla Legge Fornero, pari all’1,4% grava sull’imponibile contributivo di tutti i contratti a tempo determinato ed è finalizzato a finanziare la Naspi, la nuova indennità mensile di disoccupazione. Per quest’aspetto si starebbero studiando correttivi. Per quanto riguarda lo 0,5%, l’ipotesi è esentare gli stagionali, per i quali, nei fatti, l’aggravio è una “mezza beffa”, essendo le imprese obbligate a dare la precedenza nelle assunzioni temporanee. Per gli stagionali, infatti, stante il diritto di precedenza si imporrebbe un costo punitivo per una assunzione a cui il datore è obbligato dalla legge. Il veicolo dove inserire le modifiche, se si raggiungerà l’accordo in maggioranza, è il decreto semplificazioni. 

Gabriele Toma 

Avvocato civilista e giuslavorista in Maglie 

Mail: avvocato.gabrieletoma@gmail.com 

 


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