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La vera emergenza in Salento? Il morbillo

[07/02/2020] IN COPERTINA

La vera emergenza in Salento? Il morbillo

È un caso unico in Italia: 38 casi dall’inizio dell’anno, in prevalenza adulti non vaccinati o che non hanno avuto la malattia da piccoli 

 

Torna il morbillo nel leccese e lo fa in maniera dirompente, con ben 38 casi finora accertati prevalentemente in soggetti tra i 23 e i 50 anni. “Da oltre trent'anni che svolgo questa professione -ci spiega Alberto Fedele, dirigente del Servizio Igiene pubblica Area Nord della Asl Lecce-, posso dire un'ondata del genere non si verificava da prima dell'obbligo della vaccinazione. 38 casi dal 1° gennaio sono tanti. Sono state adottate le direttive che prevedono un piano straordinario di valutazione, sorveglianza e vaccinazione”. Si sono ammalati anche quattro bambini, due dei quali non era stati vaccinati perché i genitori sono sostenitori della battaglia no vax; gli altri due invece erano troppo piccoli e non rientravano nella vaccinazione obbligatoria. 

Cosa non ha funzionato in questi anni a tal punto da considerare l'area europea ancora a rischio morbillo nel 2020? Intanto una serie di motivazioni, tra cui la diffidenza alimentata da notizie prive di fondamento scientifico sui rischi collegati al vaccino che si effettuata con due dosi: il primo a 13 mesi, il secondo intorno a 5 anni prima dell'inizio della scuola elementare. Negli adulti la malattia può avere maggiori complicazioni, legate al sistema respiratorio e in fase acuta può generare forme di encefalite. 

E così in tanti non si sono vaccinati, mettendo a repentaglio la propria vita e quella dei loro bambini. Per chi non lo sapesse il morbillo è una malattia virale, conosciuta come “esantematica” infantile perché tendenzialmente colpisce soprattutto i più piccoli. I primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore con tosse secca, naso che cola, congiuntivite e con una febbre che diventa sempre più alta, fino a vedere la comparsa di alcuni puntini bianchi nella bocca del paziente. Dopo pochi giorni si manifesta l'esentema vero e proprio con una eruzione cutanea caratteristica, con piccoli punti rosso vivo, dietro le orecchie e poi sul viso, fino a estendersi su tutto il corpo. L’eruzione dura da 4 a 7 giorni, l’esantema scompare a cominciare dal collo.

Il virus si trasmette attraverso la saliva ed i secreti respiratori e penetra attraverso le vie aeree o attraverso le congiuntive. Il paziente infetto da morbillo è contagioso dai tre giorni precedenti alla comparsa della febbre fino a cinque giorni dopo la comparsa delle lesioni cutanee. Solitamente il decorso è benigno, nonostante il morbillo faccia ancora registrare decessi in un numero compreso tra 30 e 100 su ogni 100mila persone colpite. 

Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media (7-9 casi su 100), polmonite (1-6 ogni 100), encefaliti (infiammazioni del cervello con frequenza variabile, a seconda delle epidemie, compresa tra 1 caso ogni 100 e 5 ogni 10mila). Le complicanze sono più frequenti e temibili nei bambini più piccoli (soprattutto neonati), nei soggetti immunodepressi e negli adulti. 

 

Alessio Quarta 



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