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La vendemmia dei miracoli

[07/09/2018] IN COPERTINA

La vendemmia dei miracoli

Nonostante gli acquazzoni estivi che hanno obbligato ad anticipare i tempi di raccolta, secondo Assoenologi e Coldirettti quest’anno la Puglia batterà il Veneto per quantità di uva raccolta: +21% rispetto allo scorso anno, il miglior risultato dal dopoguerra

 

La Puglia mette la freccia del sorpasso sul Veneto e si candida a diventare per il 2018 la Regione d'Italia numero uno per la produzione vinicola. Si prospetta, infatti, una vendemmia da record. Una delle migliori degli ultimi vent'anni, seconda solamente a quella del 1999, capace di far dimenticare il dato negativo dello scorso anno, quando il raccolto pugliese fece registrare la percentuale più bassa dal dopoguerra ad oggi. Almeno queste sono le stime presentate in questi giorni da Assoenologi che ha fatto una prima fotografia del contesto vitivinicolo al 31 agosto, a raccolta complessiva avvenuta del 15% di tutte le uve italiane. “Stimiamo -assicura il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella- un aumento del 21% rispetto allo scorso anno e una qualità eterogenea, buona con diverse punte di ottimo ed alcune di eccellente”. E sarà proprio la Puglia, con i suoi Primitivo e Negroamaro, la regina italiana del vino con 11,9 milioni di ettolitri, precedendo il Veneto, l'Emilia-Romagna e la Sicilia, tre regioni che messe insieme produrranno circa il 65% di tutto il vino italiano. 

Su tutto il comparto, tuttavia, si aggira minacciosa l'insidia delle condizioni meteorologiche che, nella seconda metà di agosto, con allagamenti, grandini e bombe d'acqua, hanno messo a tappeto diversi vigneti della provincia di Taranto e del Nord Salento, specialmente il Comune di Leverano che ha avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale. Acquazzoni estivi a macchia di leopardo che sono caduti abbondantemente nei giorni in cui uve bianche e primitivi iniziavano ad essere raccolti e che hanno costretto alcune cantine ad anticipare notevolmente le date di ingresso pure del Negramaro. “In generale -spiega Massimiliano Apollonio, presidente di Assoenologi di Puglia, Basilicata e Calabria- in tutta la Regione le temperature non troppo elevate hanno favorito il vigore vegetativo della vite e di conseguenza l’incremento della produzione. Con il persistere di fenomeni temporaleschi estivi, le date di inizio della vendemmia risultano generalmente posticipate di circa una settimana, tranne nel caso di anticipo dove i vigneti hanno subito le avversità meteorologiche”. 

Non resta, quindi, che incrociare le dita e sperare che il tempo non giochi altri brutti scherzi agli agricoltori pugliesi, e salentini in particolar modo, in modo da garantire una vendemmia significativa almeno in termini di quantità. Sulla qualità, infatti, i vini del 2018 saranno più “leggeri”: si registra una gradazione inferiore rispetto al 2017, con circa 2 gradi Babo (unità di misura che definisce il contenuto zuccherino presente in un mosto) in meno. Ciò anche perché diversi viticoltori hanno deciso di fronteggiare il pericolo piogge (e rischio aggressioni muffe) anticipando la raccolta. 

 

All'Università del Salento grande successo per corso di laurea in Viticoltura ed Enologia 

 

Se la vendemmia 2018 fa registrare stime da record, non è da meno il corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell'Università del Salento che, ad un anno dalla nascita, segna numeri importanti sia come studenti già iscritti, sia come potenziali studenti che hanno presentato la domanda per partecipare al test a numero chiuso del prossimo 13 settembre. 

Nel primo anno i corsisti acquisiscono le conoscenze di base (matematica, fisica, chimica, botanica, fisiologia vegetale) ed altre conoscenze che costituiscono le fondamenta culturali della preparazione. Completano poi il percorso le discipline della difesa e delle produzioni agrarie, l'economia e gestione delle imprese agrarie, nozioni di diritto e gli insegnamenti tipici della viticoltura ed enologia. Il corso prevede, inoltre, un tirocinio formativo presso aziende o Enti convenzionati. Il laureato sarà in grado di operare sia a livello di gestione di vigneti, per il miglioramento della scelta varietale, delle tecniche colturali e di difesa della vite, che a livello di cantina, nella gestione della filiera enologica e delle problematiche qualitative connesse alla produzione vinicola, oltre che a livello di laboratorio di analisi dei prodotti vinicoli ed a livello della gestione economica dell'azienda. 

“Il bilancio è positivo, gli studenti sono motivati -conferma il professor Luigi De Bellis, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e ambientali-. Siamo tra i migliori corsi di laurea per quel che riguarda i crediti ottenuti col superamento degli esami. Nel corso dell'anno abbiamo organizzato anche dei seminari aggiuntivi che sono stati molto frequentati, con delle degustazioni e delle visite. Le materie agronomiche vere e proprie partiranno da quest'anno, vediamo come andrà. Noi puntiamo a formare ottimi enologi, certo ci vuole un po' di tempo, siamo appena partiti. Il rapporto con l'imprenditoria locale si creerà dal prossimo anno con le materie più agronomiche e dalla fine del secondo anno quando partiranno i tirocini. Intanto organizzeremo un Comitato di supporto con i rappresentanti delle aziende del territorio -conclude De Bellis- per avere un maggior collegamento e far conoscere i nostri ragazzi”. 

 

Alessio Quarta 



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