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La salentina Luisa Rizzo campionessa italiana di Drone Racing

[08/11/2019] PRIMO PIANO

La salentina Luisa Rizzo  campionessa italiana di Drone Racing

La 17enne di San Pietro in Lama ha vinto la terza edizione del campionato italiano di FAI F9U Drone Racing, un successo ottenuto combattendo anche l'atrofia muscolare spinale da cui è affetta 

 

Lo sport salentino alla ribalta grazie al prestigioso successo della giovanissima Luisa Rizzo, residente a San Pietro in Lama, che lo scorso 27 ottobre si è aggiudicata il podio più alto al Campionato Italiano di FAI F9U Drone Racing. Si tratta di una disciplina sportiva poco conosciuta e praticata in Italia, tanto è vero che quella appena conclusasi è stata solo la terza edizione; parliamo di una sorta di “Formula 1” dedicata ai droni, in cui i concorrenti devono percorrere nel più breve tempo possibile un circuito affrontando una serie di ostacoli come porte, tunnel, curve o bandiere. Lo svolgimento delle gare prevede delle eliminatorie suddivise in una serie di batterie in cui gareggiano 4, 6 o 8 concorrenti; i migliori due tempi di ogni batteria passano al secondo turno formando il classico tabellone tennistico con ottavi, quarti, semifinali e finale.

La quinta e ultima tappa del campionato italiano 2019, quella che ha consacrato vincitrice Luisa, si è tenuta a Monselice, in provincia di Padova, ed è stata preceduta dagli appuntamenti svoltisi a Torino a ottobre, Sassuolo a settembre, Fano e Roma a giugno. 

Sostenuta e allenata dal padre Michele, modellista di droni ed esperto di elettronica, Luisa ha imparato a manovrare questa tipologia di veicoli lunghi circa 220 millimetri e in grado di raggiungere la velocità di 270 km/h, con una accelerazione che porta da 0 a 100 km/h in un solo secondo. Per aggiudicarsi il FAI F9U Drone Racing non basta, però, semplicemente correre più veloce egli altri, come la stessa neo campionessa spiega: “Ogni gara si conclude in un minuto e mezzo circa, un tempo brevissimo ma molto intenso e che proprio per questo motivo necessita di massima concentrazione. Vi garantisco che al termine di ogni gara ci si sente davvero stanchi. Ci vogliono molto sangue freddo e molta calma, soprattutto perché spesso è tutta questione di precisione. È molto facile sbagliare e non è raro dover puntare sulla pressione nei confronti dei rivali per aggiudicarsi la gara”. 

Luisa ha iniziato questa disciplina per gioco quando papà Michele le ha regalato il primo drone. Presto, però, il gioco si è trasformato in qualcosa di più importante, soprattutto grazie alla passione per la velocità e le corse che da sempre hanno caratterizzato la sua vita. Pilota della squadra tedesca Redbee Action Pilots e della Nazionale italiana, Luisa tornerà alle competizioni il prossimo anno, dopo che si sottoporrà ad un particolare intervento chirurgico in Francia: Luisa è infatti affetta da atrofia muscolare spinale, una patologia che porta alla perdita delle funzioni motorie, ma che non le ha impedito di diventare una campionessa. Soprattutto, però, la 17enne salentina vuole sottolineare come la pratica di questo sport la stia aiutando ad affrontare la malattia.

 

Non solo vittorie sul campo: sono tanti i benefici fisici e psicologici che Luisa sta ottenendo da questa pratica sportiva

 

Era il 2015 quando Luisa ricevette dal padre Michele il suo primo drone. E bastò poco affinché quel gioco si trasformasse in una passione. Dopo aver scoperto su Internet dell’esistenza di droni da corsa, Luisa non ci ha pensato due volte a cimentarsi in queste particolari competizioni, considerando soprattutto il suo amore per i motori, la velocità e le corse. Nel 2017 Luisa ha partecipato alla sua prima gara e già nel 2019 si è laurea campionessa italiana di FAI F9U Drone Racing. 

Tutto, quindi, ha inizio con quel piccolo drone regalato dal padre, modellista e impiegato nel mondo dell’elettronica; un gesto che in realtà aveva un significato e un obiettivo ben più profondi e speciali. Quando Michele ha posto nelle mani di sua figlia il suo primo radiocomando, aveva dato inizio ad una sorta di terapia che la avrebbe aiutata a combattere con più tenacia la sua malattia, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. È la stessa Luisa a raccontarlo: “Il movimento dei pollici nell’utilizzo del radiocomando sta avendo dei risultati inimmaginabili. Prima avevo enormi difficoltà nell’indossare gli occhiali, importanti soprattutto per vedere le immagini delle telecamere del drone, o il cappello; adesso sono decisamente più autonoma. Si tratta di piccoli risultati, ma che per me significano davvero tanto”. 

Sotto questo punto di vista, Michele Rizzo entra più nel dettaglio, spiegando come il Drone Racing stia fornendo benefici alla figlia: “Questa disciplina richiede una intensa coordinazione tra occhi, cervello e dita. Sul radiocomando ci sono quattro movimenti principali che vengono gestiti dalle mani e da altri interruttori; questi movimenti sono attivabili attraverso due stick, uno a destra e uno a sinistra, che vanno sopra-sotto, destra-sinistra e entrambi. Il coordinamento dei pollici è l’arma vincente in questo sport, grazie al quale si può ottenere una ottima velocità, ma a mia figlia sta facendo un bene maggiore; la sua capacità di movimento delle mani è migliorata notevolmente, bloccando la progressione della patologia, se non proprio regredendola”. 

I benefici, però, riguardano anche altri aspetti non certo secondari: “Correre e volare coi droni mi aiuta a liberare la mente da qualsiasi pensieri e rappresenta un modo per sfogare le mie preoccupazioni. È anche un modo per socializzare e stare all’aperto, ma un aspetto che amo particolarmente è il fatto che che mette in competizione, senza distinzione, diversamente abili e normodotati”. 

Il Drone Racing è uno sport che richiede molta tecnologia, di cui alcuni aspetti sono ripresi anche nella MotoGp, ma l’apporto umano è sempre l’elemento principale, e nel caso di Luisa è rappresentato perfettamente dalla sintonia col padre Michele: insieme elaborano la messa a punto del drone, insieme studiano il circuito, così come insieme si caricano di adrenalina durante la gara e insieme ‘volano’ sul drone. Sostenuta da Michele e dalla madre Tiziana, Luisa continua le sue sfide: quella contro la sua malattia, quella nelle competizioni di Drone Racing e quella volta a promuovere uno sport ancora poco seguito in Italia, ma che può regalare gli stessi benefici che lei sta ottenendo. 

 

Alessandro Chizzini 



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