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La ripresa parte dalla ristorazione

[26/01/2018] IN COPERTINA

La ripresa parte dalla ristorazione

Nonostante non raggiunga i valori pre-crisi, si conferma il settore trainante della nostra economia con un valore aggiunto di 41 miliardi di euro e un +3,3% di occupati nel 2017  

 

Se c'è un settore che meno degli altri risente del fattore crisi è quello della ristorazione. Al Nord come al Sud bar e ristoranti fanno segnare il pienone, crescono i consumi, cresce l'occupazione, c'è un ricambio generazionale. E nonostante tutto, stando al Rapporto Ristorazione della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) di Confcommercio, anche questo comparto risente di una forte mortalità aziendale e di una produttività che non è ancora ai livelli pre-crisi.

Dal Rapporto, quest'anno dedicato alla memoria di Gualtiero Marchesi, traspare un sostanziale ottimismo soprattutto per quel che riguarda l'andamento dei pasti fuori casa, che toccano oramai il 36% dei consumi alimentari complessivi, e l'aspetto occupazionale, cresciuto nell'ultimo anno del 3,3%. In Europa i consumi alimentari valgono 1.522 miliardi di euro per il 63,1% nel canale domestico e per il restante 36,9% nella ristorazione. Ma tra i Paesi la variabilità è sostanziale: in Germania la ristorazione pesa meno del 30% sul totale dei consumi alimentari, il 47,6% nel Regno Unito, il 53,6% in Spagna e addirittura il 59% in Irlanda, mentre in Italia la quota si attesta al 35%, sei punti percentuali al di sopra della Francia. Dal punto di vista dei valori assoluti l'Italia è il terzo mercato della ristorazione in Europa, dopo Regno Unito e Spagna. 

Snocciolando altre statistiche interessanti si nota come siano oltre 39 milioni le persone che consumano pasti fuori casa, suddivise tra heavy consumer (coloro che mangiano fuori 4-5 volte a settimana, 13 milioni), average consumer (individui che consumano pasti lontano da casa 2-3 volte la settimana, 9,7 milioni), low consumer (chi mangia fuori un paio di volte al mese, 16,5 milioni).

E la ristorazione è l'unico comparto commerciale a far registrare incrementi occupazionali, basti pensare che l'input di lavoro del 2016 è stato superiore del 3,3% rispetto all'anno precedente. Tuttavia nei primi nove mesi del 2017 hanno avviato l'attività 10.835 imprese, mentre 19.235 l'hanno cessata determinando un saldo negativo pari a 8.400 unità. E anche per quanto concerne la produttività complessiva le cose non vanno molto meglio. La produttività delle imprese della ristorazione non soltanto è bassa, ma anziché crescere si riduce, e attualmente è al di sotto di quasi 6 punti percentuali rispetto al livello raggiunto nel 2009. 

 

Alessio Quarta 



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