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La rinascita di Casarano

[22/03/2019] IN COPERTINA

La rinascita di Casarano

Dopo anni di crisi, la città sta vivendo una nuova stagione grazie alla ripresa del settore calzaturiero (oggi più orientato alla qualità e alla creatività made in Salento). E la squadra di calcio, che recentemente ha conquistato la Coppa Italia Dilettanti Puglia, punta alla Coppa nazionale e alla Serie D  

 

Casarano prova a voltare pagina, camminando con passi più sicuri verso il futuro. Ancora una volta si affida al settore calzaturiero, perno trainante dell'economia del territorio per decenni, prima che la crisi si abbattesse inesorabilmente su un settore accartocciatosi su sé stesso. Nell'ultimo ventennio il settore del Tac (tessile, abbigliamento e calzaturiero) ha perso gran parte del terreno conquistato in precedenza: se nel 2000 le imprese di settore erano 2.098, oggi non se contano più di 1247. Dal 1996 al 2014 sono andati in fumo ben 13.171 posti di lavoro. Le aziende chiudevano i battenti, alcuni imprenditori investivano all'estero, mentre gli operai, spesso manodopera di qualità, si ritrovava inesorabilmente in mezzo ad una strada, a combattere con la precarietà. 

E anche la comunità di Casarano ha pagato un prezzo altissimo: gli episodi di cronaca nera, cruenta, (anzi cruentissima) si sono ripetuti. Da qualche tempo qualcosa di buono si sta muovendo e la lezione del passato deve essere servita. Grande qualità, altissima moda, ma anche un approccio imprenditoriale nuovo, volto a cercare la propria strada, autonoma e indipendente. A trarne beneficio è tutto l'indotto economico-sociale della comunità: crescono le altre attività, molti trovano lavoro a due passi da casa, tornano a spendere. È il volto positivo dell'economia che gira.

“Questo fenomeno ha ripercussioni sociali già percepibili da un paio di anni e saranno ancora più evidenti nel futuro -commenta Giuseppe Negro di Ascla, centro di formazione professionale-. Tanti giovani hanno trovato lavoro, sono più sereni e si nota maggiore sicurezza e un minor tasso di devianza. Per gli adulti la formazione ha a che fare con quella che è definita la ‘formazione continua’, vale a dire si crea manodopera di alto profilo, con operai molto specializzati che lavorano per grandissimi marchi della moda. Anche dal punto di vista delle professioni, c'è un incremento di richiesta del personale. Per non parlare dello sviluppo del territorio, ad esempio con la ristorazione, il mercato immobiliare o le attività culturali che si stanno riprendendo e stanno facendo registrare numeri importanti. Paradossalmente nel contesto attuale le aziende stanno crescendo, ma manca la manodopera adeguatamente formata. Noi forniamo apprendistato e tirocini, ma anche servizi di qualità alle imprese, c'è tutto un retaggio culturale rispetto al modo di fare impresa oggi che sta cambiando”.

E che a beneficiarne sia tutta l'economia locale lo confermano altri imprenditori del posto, come Vittoria De Nuzzo, storica concessionaria Renault a Casarano: “Sono contenta di questa ripresa. Ne beneficerà tutta la cittadinanza. Le persone iniziano ad avere una busta reale e continua, motivo per cui tornano a spendere, anche in autovetture. Visto che l'80% delle aziende solitamente fa contratti a tempo, la possibilità di avere un posto sicuro cambia le prospettive, c'è una speranza per il futuro di tutta la comunità di Casarano”. 

Più che di rinascita parla di inversione di tendenza Simone D'Amico di Dettalgros Mio Bimbo: “C'è più movimento nella zona industriale, ma la strada è ancora lunga. Ritornare ai vecchi fasti sarà dura. C'è il Politecnico del Made in Italy che sta lavorando bene per formare persone specializzate, perché il problema è che ora manca manodopera con le competenze giuste, ma Casarano deve crescere da tanti punti di vista come quello paesaggistico e culturale. Deve ambire a diventare polo d'attrazione del basso Salento e scelte politiche come quella di chiudere l'ospedale ‘Ferrari’ non aiutano”. 

 

I nuovi maestri del calzaturiero 

 

C'è chi lo fa nel nome del padre e di una generazione che lega la propria famiglia al mondo delle scarpe, come Antonio Sergio Filograna che ha dato vita al marchio Leo Shoes, sponsor tra l'altro delle squadre di calcio e di pallavolo del paese. Un binomio sempre esistito e ora rafforzato tra economia e sport che ha dato nei decenni scorsi risultati importanti. Dopo il crollo degli anni scorsi, ci riprovano con le calzature di lusso. Una nicchia di mercato che non teme il confronto con la concorrenza del Sud-Est asiatico perché punta tutto sull'alta qualità, su un know-how che non ha eguali nel mondo e che caratterizza il made in Italy. 

Filippo Donadeo, fondatore dell'azienda Annapaola srl e campione di reining, la disciplina equestre che trae origine dal modo singolare in cui i cowboy impartiscono i comandi ai propri cavalli, produce stivali altamente tecnici e allo stesso tempo esteticamente ricercato, con tanto di Swarowski intarsiati. È nato così il marchio DeNiroBootCo, sponsor tecnico della Nazionale italiana di reining ai Mondiali di equitazione dello scorso settembre di Tryon, negli Stati Uniti. Oggi l’azienda, che agli inizi produceva uno stivale al giorno, ne sforna quotidianamente 150 paia e dà lavoro, considerando anche l’indotto, ad oltre cento persone.

 

Alessio Quarta 



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